Edilizia scolastica | Fondi Cipe

112 milioni per la riqualificazione delle scuole

In media gli interventi prevedono una spesa di 113mila euro.

Sono 112 milioni i fondi messi a disposizione con il decreto Infrastrutture per la riqualificazione di plessi scolastici che necessitano d’interventi per la messa in sicurezza e l’adeguamento ai sistemi antisismici.
Ammesse anche nuove costruzioni ma nello stesso comune.

Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale diventa effettivo il piano-stralcio, previsto dal decreto Infrastrutture, per riqualificare gli edifici scolastici attraverso i fondi del Cipe.
Sono 112 milioni gli euro messi a disposizione per la sistemazione di 989 scuole in tutto il Paese. Per conoscere tutte le scuole rientrate nella disposizione dei fondi e la partizione tra le regioni si può far riferimento direttamente al decreto che si trova in Gazzetta dal 9 gennaio.
Il nostro patrimonio scolastico ormai da anni necessitava di interventi e questi fondi arrivano a dare sollievo a una situazione che in alcuni casi fa registrare contesti tragici. Le strutture scolastiche italiane si rivelano in numerosi casi bisognose di urgenti interventi migliorativi. In media gli interventi prevedono una spesa di 113mila euro il che fa dedurre che siano lavori di piccola entità volti alla messa in sicurezza delle strutture, anche sotto il profilo sismico. In particolar modo questi fondi consentiranno agli enti di accendere mutui con le banche.

240 giorni di iterI plessi scolastici destinatari dei fondi dovranno comunicare entro 45 giorni al ministero delle Infrastrutture la loro intenzione di usufruire dei fondi. Se non rispettato questo termine di tempo viene perso il finanziamento. Successivamente, 15 giorni dopo, è necessario che il ministero comunichi che la domanda è stata ricevuta e che è a conoscenza dell’interesse da parte dell’ente. La procedura di verifica ha così inizio. La durata massima prevista per tutto l’iter è di 240 giorni. Quindi per poter usufruire della somma il richiedente deve calcolare che passeranno di media non meno di 300 giorni.
I 240 giorni sono necessari al ministero per verificare che esistano tutti i requisiti necessari allo stanziamento e per certificare la coerenza del progetto definitivo dell’intervento rispetto agli obiettivi del programma.
I fondi potranno infatti finanziare solo i lavori strettamente legati all’adeguamento antisismico, in base a una griglia di riferimento indicata nel decreto.

Nuovi edifici. Possono essere ammesse a finanziamento anche richieste per lavori di costruzione di un nuovo plesso scolastico, a patto che il terreno si trovi nello stesso comune e che quello vecchio sia in condizioni di essere demolito o prevista la destinazione ad altro uso. In questo caso il finanziamento è per una quota non superiore al 75% del costo. Il progetto del nuovo edificio dovrà essere accompagnato da una valutazione economica dettagliata che tenga conto anche dell’eventuale riutilizzo dell’edificio esistente.

Revoche. In ogni momento il ministero può rifiutare o revocare il finanziamento. In primo luogo se non viene rispettata la manifestazione d’interesse nei fatidici primi 45 giorni ma anche se il Comune non stipula entro un anno dall’ottenimento della certificazione ministeriale il mutuo con la banca.
Altra situazione scomoda può essere se entro l’anno dalla stipula del mutuo il Comune non trasmette una Relazione acclarante i rapporti Stato-Ente.

Diritto di risarcimento. Visti gli sprechi o le brutte abitudini consuete nel nostro Paese, il ministero delle Infrastrutture si è riservato il diritto di richiedere il risarcimento dei danni che dovessero derivare da quegli stessi comportamenti dell’Ente che hanno portato alla revoca del finanziamento.
Stefania Di Ianni

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