Ordine Ingegneri Varese | Mostra «Architettura molecolare»

A Varese l’omaggio a Nervi

Fino al 29 settembre è aperta al castello di Masnago, Varese, la mostra «Architettura molecolare» dedicata a Pier Luigi Nervi. 150 riproduzioni, materiale documentario, fotografico e progettuale dell’ingegnere strutturista del ‘900 a cui si devono i capolavori del Pirellone di Milano, il Palazzetto dello Sport di Roma e lo Stadio di Firenze.

È un doveroso tributo a Pier Luigi Nervi e uno splendido omaggio agli addetti ai lavori, e non, l’iniziativa prodotta e organizzata dall’Ordine degli Ingegneri di Varese e dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese, la mostra
«Architettura molecolare» aperta a Varese fino al prossimo 29 settembre e ubicata al Castello di Masnago.

Stadio comunale di Firenze con la torre Maratona.

Scopo dell’iniziativa è mostrare al più vasto pubblico possibile le opere e la figura di Pier Luigi Nervi, il grande ingegnere strutturista che, laureatosi a Bologna nel 1913, si è allacciato con la sua produzione alla tradizione ingegneresca di Gustave Eiffel e Robert Maillart.
Nervi, nel 1920, convinto che il cemento armato fosse il più bel sistema costruttivo che l’umanità avesse saputo trovare, a Roma fondò una propria impresa edile la «Società ing. Nervi e Nebbiosi» nella quale svolse il duplice ruolo di imprenditore e progettista. Dopo la costruzione del Cinema Augusteo di Napoli (1926) realizzò le tribune dello Stadio comunale di Firenze (1930-32) facendo ricorso a soluzioni tecniche sicuramente d’avanguardia se consideriamo il periodo.

Palazzetto dello Sport, Roma.
Palazzo dello Sport, Roma

Assunta a modello della nuova architettura in un momento particolare in cui su tutto il territorio europeo si diffondeva l’idea che «la forma segue la funzione», quest’opera in cui gli elementi strutturali sono stati lasciati in vista, offrì un notevole contributo alla demistificazione del trionfalismo romano. Dal ’35 al ’43, in occasione di lavori di progettazione di aviorimesse per l’aeronautica italiana, Nervi si dedicò allo studio di coperture a campata unica di grandi dimensioni, realizzate con elementi prefabbricati di cemento armato.

Palazzo del Lavoro, Torino.
Sala Udienze Pontificie, Città del Vaticano.

Un maggiore sviluppo di questi studi si è manifestato con la copertura del salone per il Palazzo delle Esposizioni a Torino (1948), opera dove è realizzata l’integrazione tra le invenzioni strutturali e quelle architettoniche.
Nelle opere successive eseguite nel secondo Dopoguerra spiccano il Palazzo dell’Unesco edificato a Parigi (1953-57) in collaborazione con Breuer e Zehrfuss; il grattacielo Pirelli a Milano (1955-56), di cui eseguì il calcolo della struttura, realizzazione in collaborazione con Gio Ponti, Alberto Rosselli e Antonio Fornaroli; le opere per le Olimpiadi romane del 1960, ed in particolare il Palazzetto dello Sport in collaborazione con Annibale Vitellozzi (1956-57) e il Palazzo dello Sport (1958-59) in collaborazione con Marcello Piacentini.
Il centenario dell’Unità d’Italia fa si che Nervi, nel 1961, realizzi quella che è ritenuta la sua più famosa opera progettata: il Palazzo delle Esposizioni di Italia ’61 a Torino, opera nella quale l’invenzione della gigantesca struttura a fungo, in assenza di una organica soluzione spaziale, diviene monumentalismo, caratteristica confermata nel 1972 con il Salone delle Udienze in Vaticano.
La mostra di Varese si sviluppa intorno a 150 riproduzioni, in alta definizione, di materiale documentario, fotografico, progettuale e grafico relativo alla figura dell’ingegnere e alle sue opere più significative. Oltre a un corpus di disegni dell’archivio professionale conservati presso Csac di Parma e Fondazione Maxxi di Roma, carteggi che rivelano il percorso progettuale e i rapporti con la committenza, fotografie storiche.
All’iniziativa hanno collaborato anche il comune di Varese, la Provincia, l’Agenzia del Turismo, il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, la Camera di Commercio e Ance Varese.

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