Punto di Vista │Francesco Cassavia

Buona pratica per la demolizione green

Il riciclaggio dei materiali da demolizione avviene con i mezzi tecnologicamente avanzati: frantoi e vagli che trasformano le macerie e i rifiuti non pericolosi provenienti da demolizione in materiale di differente pezzatura, destinato al riutilizzo nel campo stradale ed edile.

L’impresa che oggi dirigo (e che era di mio padre) è cresciuta cercando di restare al passo con le richieste del mercato facendo leva su formazione, innovazione tecnologica e costante studio del mercato.

Francesco Cassavia, titolare impresa Cassavia srl.

Attività che mi hanno spinto a percorrere nuove strade, negli anni infatti, mi sono specializzato in lavori di scavo e demolizione, opere stradali e di bonifiche acquisendo l’attestato Soa per diverse categorie e ottenendo l’iscrizione all’Albo nazionale delle imprese che eseguono lavori di bonifica per il trattamento dei rifiuti speciali.
Ho inserito nel mio parco macchine oltre ad escavatori muniti di pinze (specifici per demolizioni) anche macchine per la frantumazione, utili per eseguire il riciclaggio delle macerie del cantiere.
Il riciclaggio dei materiali da demolizione avviene con i mezzi tecnologicamente avanzati: frantoi e vagli che trasformano le macerie e i rifiuti non pericolosi provenienti da demolizione in materiale di differente pezzatura, destinato al riutilizzo nel campo stradale ed edile. In particolare, la frantumazione mediante gruppi semoventi mobili in grado di spostarsi all’interno dei cantieri stessi offre la possibilità di organizzare campagne di frantumazione che permettono il recupero dei materiali inerti nel sito dove questi vengono prodotti. 

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Gli impianti mobili consentono la riduzione volumetrica ma anche un adeguato assortimento granulometrico dei materiali in uscita al trattamento, oltre a favorire l’eliminazione delle frazioni non inerti. L’articolo 208, comma 15, del decreto legislativo n. 152/2006 ha stabilito la procedura ordinaria per l’autorizzazione degli impianti mobili di smaltimento e di recupero di rifiuti.
Non bisogna sottovalutare che lo smaltimento dei rifiuti da demolizione ha un costo significativo per le imprese che li producono, mentre il recupero per ottenerne altre materie prime, dette appunto materie prime secondarie (mps), diventa economicamente interessante.
L’impiego delle mps viene inoltre incentivato dal legislatore in conformità agli indirizzi espressi in sede comunitaria riguardo alle politiche ambientali degli stati membri dell’Ue, perché può ridurre il prelievo di risorse naturali e rendere residuale il loro trasferimento in discarica.
Riciclare in cantiere è conveniente economicamente poiché vi è l’abbattimento dei costi di trasporto dei rifiuti e la diminuzione dei tempi di lavoro per il carico dei rifiuti, il riutilizzo nel sito del materiale macinato, la riduzione della richiesta di materia prima per riempimenti, sottofondi…
 I rifiuti trattati sono costituiti da mattoni forati e pieni, coppi e tegole, mattonelle per pavimenti e rivestimenti, cemento, intonaci e cartongesso, traverse in legno o acciaio, tubi corrugati passacavo, cavi elettrici, scatole elettriche, tubazioni di scarico, sanitari, rubinetterie, legname di pavimentazione e rivestimento, marmi, graniti, ciottoli.
È obbligo, per chi intenda installare impianti mobili di smaltimento e di recupero di rifiuti, presentare prima la domanda alla Regione per ottenere l’autorizzazione all’uso dell’impianto, poi comunicare la campagna almeno 60 giorni prima dell’installazione presso il cantiere all’amministrazione che ha rilasciato l’autorizzazione (Regione o Provincia). Tale comunicazione consiste in una relazione in cui venga riportato il luogo, il cantiere e il programma di lavoro, la durata dell’intervento, il tipo di macchinario che verrà utilizzato, gli estremi autorizzativi, l’entità dell’intervento (orari di lavoro, quantità lavorate e prodotte, tipo di mps prodotta) nonché la verifica di conformità dell’evento alla procedura di Via (valutazione d’impatto ambientale).
La comunicazione oltre a rendere nota l’attività ha anche lo scopo di permettere eventuali controlli e in caso anche di vietare l’attività se non sia ritenuta compatibile con la salubrità dell’ambiente. L’impianto deve essere costruito con caratteristiche tecniche tali da garantire nel corso dell’attività una bassa rumorosità e una bassa emissione di polveri e gas di scarico (per l’alimentazione della tramoggia possono essere utilizzati escavatori o pale meccaniche) e i materiali prodotti dall’impianto di trattamento, per essere inquadrati come materie prime secondarie, devono avere le caratteristiche indicate dal decreto ministeriale 5.2.98.
Francesco Cassavia, titolare impresa Cassavia

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