Edilizia ricettiva | Concorso Aipi

Casa di riposo per anziani come luogo dell’abitare

La quarta edizione del Concorso, 2011-2012, si è concentrata su un tema particolarmente significativo e rilevante per la società contemporanea e, conseguentemente, per l’organizzazione degli spazi architettonici e urbani, anche in chiave di rigenerazione del costruito esistente: la terza età.

«Progetta la nuova casa per la mia terza età» è stato il tema della IV edizione del Concorso internazionale d’interior design. Il primo premio per la categoria professionisti è stato aggiudicato al progetto presentato dagli architetti Montini, Zoli, Rampazzo, Bucci capeggiati dall’architetto Galiotto.

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Il progetto dello spazio interno finalizzato all’incremento e intensificazione della qualità della vita, della protezione della salute e del benessere pubblico è uno degli obiettivi fondamentali dell’Aipi, Associazioneitaliana progettisti d’Interni, associazione che, da diversi anni ha assunto un ruolo da protagonista nel mondo dell’architettura degli interni e del design in generale, attraverso numerose iniziative ed eventi culturali, tra i quali, con particolare rilevanza, il Concorso internazionale d’Interior Design.

La quarta edizione del Concorso, 2011-2012, si è concentrata su un tema particolarmente significativo e rilevante per la società contemporanea e, conseguentemente, per l’organizzazione degli spazi architettonici e urbani, anche in chiave di rigenerazione del costruito esistente: la terza età.
«Progetta la nuova Casa per la Mia Terza Età» ha focalizzato le richieste del concorso sulla progettazione dello spazio interno di un primo piano di una struttura ecclesiale esistente, da destinare a Casa di riposo per anziani.
Numerosi studi di settore hanno sottolineano lo stato di disagio e di emarginazione cui gli anziani, della cosiddetta terza età, sono soggetti.

Scopo e obiettivo del concorso è stato quindi la progettazione di una struttura in grado di accogliere le esigenze domestiche, e non solo, dei soggetti over 65, ricercando un luogo dell’abitare che possa essere specchio del soggetto anziano in relazione alle abitudini, al consumo dello spazio abitativo e degli oggetti che lo compongono.
Un progetto che doveva dunque tener conto della personalità e delle esigenze del soggetto fruitore, che doveva essere parte di un concept globale e non ghettizzante che metta la struttura in stretta comunicazione con la città, attento all’uso appropriato dei materiali da utilizzare, in attinenza alle funzioni motorie in essere e in vista di eventuali future disfunzioni.
Tra le richieste di approfondimento del progetto di concorso la tecnologia domotica ha rivestito un ruolo prioritario, in quanto valido supporto per l’essere umano in genere e per l’anziano in particolare, unitamente all’analisi della distribuzione del colore nei locali dell’accoglienza, inteso come apporto terapeutico in relazione a quanto già scientificamente comprovato, all’attenzione per la progettazione di spazi accessibili, usufruibili e funzionali a tutte le tipologie di utenti, in particolare valutando con attenzione che il progetto rispetti tutte le normative affinché sia accessibile a individui portatori di handicap, oltre all’utilizzo di nuove tecniche e materiali innovativi ed ecocompatibili. Si sono aggiudicati il Primo Premio per la categoria professionisti gli architetti Alessandro Bucci, Nicola Montini, Alessandra Rampazzo e Gian Luca Zoli, capeggiati dall’architetto Marcello Galiotto.

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