Diagnostica su legno

Cause del degrado: insetti e funghi

La chiesa di Santa Maria Intus Vineas a Vigevano (Pv) è stata sottoposta a una campagna di interventi destinati a monitorare il livello di degrado dei paramenti murari e di impostare interventi di restauro.
Visione d’insieme del soffitto a cassettoni fortemente ammalorato.

Prima di partire con i lavori recupero sono state condotte campagne di indagini nelle quali sono state utilizzate tecnologie di analisi che hanno escluso interventi tali da alterare in qualsiasi modo le caratteristiche fisico-chimiche delle parti oggetto d’indagine.

Il soffitto a cassettoni è risultato in pessimo stato, numerose le patologie legate a incrementi igrometrici dovuti a pesanti infiltrazioni d’acqua provenienti dalla copertura, avevano prodotto marcescenze, perdita del substrato preparatorio, perdita della cromia originale e inflessione delle capriate. Anche le catene che svolgevano una funzione portante e di trazione della struttura riversavano in uno stato di conservazione mediocre mentre alcune testate di giunzione con le catene sono marcite completamente per il contemporaneo attacco d’insetti xilofagi e muffe, compromettendo così la statica dell’edificio. Inoltre tutti gli apparati lignei presentano attacchi d’insetti silofagi della famiglia dei lictidi e degli annobiidi, e funghi di varia natura.

Indagini diagnostiche. Le indagini preliminari sono state effettuate da Massimo Ferrari, Trecate Restauri (Remondò, Pavia) e sono state di due tipi: non distruttive e minimamente distruttive. Nel primo caso sono state utilizzate tecnologie di analisi che hanno escluso interventi artificiali o a carattere invasivo tali da alterare le caratteristiche fisico-chimiche delle parti oggetto d’indagine. Nel secondo caso sono state eseguite su tutte le travi portanti analisi resistografiche con misurazione della percentuale di penetrazione con sonda a infissione determinando la misura del deterioramento del legno agli incastri. Tutte le analisi sono state utili a determinare il rapporto ambiente-manufatto (relazione tra condizioni ambientali e degrado), la definizione dello stato di conservazione (individuazione indicatori di degrado), la conoscenza dei materiali costitutivi originali, supporto, preparazione, legante, colore, vernice o protettivo, l’accertamento di eventuali restauri precedenti, la scelta dei materiali idonei per il restauro, il tipo di essenza impiegata per la realizzazione di tutte le componenti in legno, i tipi di insetti xilofagi e se presenti all’interno del legno allo stato larvale, la porosità e il potere di assorbimento, i tipi di funghi presenti sull’opera, il tipo di preparazione utilizzata e il collante usato e infine la composizione dello strato pittorico (pigmenti) e il suo medium.

Pianificazione dell’intervento. Ultimate le indagini diagnostiche è stato possibile pianificare l’intervento di restauro articolato nelle seguenti fasi.
Pulitura. Dato lo stato molto degradato, tale trattamento dovrà essere calibrato per non provocare ulteriori indebolimenti procedendo con la rimozione della polvere con pennelli morbidi e lavaggi con acqua nebulizzata deionizzata integrata da eventuali impacchi. Bonifica e pulizia da vegetazione. Si dovrà procedere con l’eliminazione di macro e microflora (muschi, funghi, autotrofi, eterotrofi, cianobatteri). Nel caso di carie bianca, dopo una prima rimozione meccanica da eseguire con spatole morbide, si dovrà applicare una soluzione in solventi organici all’3-5% di organostannato e carbammato.
Rifacimento delle testate ammalorate con resine sintetiche, con l’inserimento di barre in vetroresina. La resina utilizzata assicurerà garanzia di adesività, dilatazione termica e potere collante tra le parti.
Rifacimento delle parti lignee mancanti storicamente accertate. Il legname impiegato dovrà avere caratteristiche di tolleranze sulla lunghezza e larghezza di ± 10 mm, tolleranze sullo spessore di ± 2 mm.
Stuccature delle piccole lacune con l’impiego di materiale compatibile. Verranno impiegate resine acriliche caricate con terre colorate ossidi e gesso di Bologna. La risarcitura dovrà essere condotta sia sotto livello che sotto tono.
Trattamento nutritivo con olio di lino cotto diluito in ligroina rapporto diluizione 2-1 da stendere a pennello nella misura minima di tre mani su tutte le superfici lignee.
La protezione finale delle superfici dei legni e delle superfici dipinte avverrà con applicazione di ceratura microcristallina e fissativi adatti e non filmogeni. L’impregnante usato deve avere caratteristiche chimiche fisiche volte alla resistenza di agenti chimici patogeni, quali tarli, funghi in genere e inquinanti ambientali.

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