Cavezzo 5.9 | Edilizia commerciale post terremoto

Container marittimi riciclati per i negozi distrutti dal sisma in Emilia

Cavezzo 5.9 è lo shopping center metropolitano realizzato sulle macerie del sisma che ha colpito l’Emilia nel maggio del 2012, dal coraggio e dall’intraprendenza di un gruppo di imprenditori che si sono uniti per trovare insieme la forza di rialzarsi. Per la struttura, realizzata in sei mesi, sono stati utilizzati 34 container marittimi da 40 piedi a fine corsa forniti da Phoenix International.

A Cavezzo nel maggio 2012 fortissime scosse di terremoto hanno distrutto edifici residenziali, produttivi, pubblici e seminato il panico tra la popolazione, con decessi e feriti. Molti commercianti hanno perso il loro negozio, e fra loro i protagonisti di questa ricostruzione che non si sono persi d’animo e hanno unito la loro voglia di riscatto per realizzare un progetto ambizioso e che si è rivelato anche innovativo.

Prendendo come modello il box park di Londra, i commercianti hanno cominciato a cercare aziende disponibili a fornire container marittimi dismessi. Phoenix International di Genova  ha accettato la sfida e si è occupata di ricondizionare i box, mentre il comune ha messo a disposizione un’area di 35 metri per 45, in piazza Martiri. Lo scorso 9 marzo il centro commerciale urban style, costruito interamente su container, con uno sviluppo architettonico inedito e originale, è stato ufficialmente inaugurato.

Cavezzo 5.9 ha fatto di necessità virtù: dall’esigenza di ricostruire in fretta è nata l’idea di utilizzare i container marittimi, debitamente modificati e coibentati. Ha preso vita così un progetto unico in Italia, che ha portato nel cuore di Cavezzo, piccolo paese della bassa modenese, un concept di attività commerciale di gusto underground, sulla scia di analoghe esperienze presenti a Londra e nelle grandi metropoli.

«Dopo il terremoto ci siamo ritrovati sgomenti nella piazza del nostro paese, fra le macerie e gli edifici crollati – racconta Giovanni Fattori, presidente del Consorzio 5.9 – ci guardavamo negli occhi fra lo sconforto generale, in mezzo alle tende degli sfollati, cercando di capire come fosse possibile ripartire, ricostruire».
Ha iniziato così a prendere corpo un’idea quasi folle, un progetto talmente ambizioso da sembrare irrealizzabile. Un gruppo di imprenditori che a causa del terremoto avevano perso la casa o il lavoro (in certi casi entrambi) si sono uniti in un consorzio e si sono dati da fare. «Invece di attendere gli aiuti statali che ancora devono arrivare, si sono rimboccati le maniche. Insieme hanno trovato la forza per reagire», spiega Maurizio Brama, responsabile dell’emergenza terremoto di Ascom Confcommercio e Fam, che ha accompagnato e sostenuto gli imprenditori dello Shopbox in tutti questi mesi. Per prima cosa hanno cercato di reperire i container e la fortuna ha messo sulla loro strada Phoenix International, che si è rivelata ben più di un fornitore.  «Abbiamo compreso subito la valenza del progetto e ci siamo fatti coinvolgere», afferma Alessandro Cocchi, amministratore delegato dell’azienda che ha fornito a Cavezzo 5.9 i 34 container marittimi da 40 piedi a fine corsa coibentati, trattati e preparati alla nuova destinazione d’uso.

Container | Trattamento in officina

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Ad agosto del 2012 c’è stata la posa della prima pietra, meglio, del primo container. Per contenere al minimo i costi, gli imprenditori stessi si sono cimentati nei lavori di carpenteria e preparazione della struttura, innescando un meccanismo di solidarietà con tutta la cittadinanza.
Le porte dei container sono state sostituite con vetrate e all’interno sono stati ricreati ambienti eleganti e originali, dotati di impianti di condizionamento e ogni comfort. La struttura architettonica ospita oggi 17 attività commerciali, dal gelataio alla pizzeria, dal negozio di scarpe al fioraio, oltre a una Web radio e a un kid box adibito ad asilo aziendale e spazio bambini.

«Il sogno è diventato realtàaffermano orgogliosi i soci di Cavezzo 5.9un centro su due piani che ospita le attività crollate, realizzato con container riciclati, con tanto di rampe per disabili, ascensore e un’ampia terrazza di circa 600 mq adibita a eventi e feste».
La struttura utilizza inoltre alcuni materiali di recupero salvati dalle macerie, che sono un ricordo sempre vivo e una testimonianza. Sulle pareti dei container, alcuni spazi sono a disposizione di eventuali sponsor che possono personalizzarli per ottenere visibilità in un contesto di ampio passaggio e alto valore emotivo.

Il cantiere. Ricevuto il benestare dalle autorità viene individuato in Phoenix International, azienda che si occupa di container, il partner progettuale ed esecutivo ideale per questa impresa e l’8 agosto viene varato il progetto. La «prima pietra» viene posata il 13 agosto 2012 attraverso la costruzione, in Piazza Martiri della Libertà, di muretti in cemento armato antisismici a sostegno della struttura.

Cavezzo 5.9 | Il cantiere

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Phoenix International, nelle proprie officine, allestisce i container marittimi modificandoli e rivestendone le pareti con pannelli «sandwich». La posa dei primi container è effettuata l’8 ottobre 2012. Vengono posizionati 12 container e i servizi igienici a seguire vengono installati gli infissi, porte e vetrine sui container.
Inizia poi la stesura della pavimentazione in legno. La posa del secondo lotto di container inizia il 5 novembre e termina l’11 novembre con la messa in opera di ulteriori 15 container al piano terra e 6 al primo piano per un totale di 34 container. Viene in seguito ultimata la pavimentazione in legno.
Tra l’11 novembre e il giorno dell’inaugurazione ci si dedica senza riposo all’allestimento dei negozi e del centro commerciale, arrivando finalmente alla tanto attesa apertura.
Per la coibentazione sono stati utilizzati 5 cm di polistirene e un foglio di cartongesso a copertura. L’impianto elettrico è composto da un quadro generale, un punto luce e attacco per condizionatori e pompa di calore. L’impianto di climatizzazione è composto da 1 unità esterna e 1 o 2 split interni in base alla metratura dei container. L’impianto idrico ha un punto acqua all’interno dei container che ne necessitano (parrucchiere, estetiste, bar), relativo impianto di fognatura a uscire passando sotto l’intera struttura nell’interspazio tra container e suolo.
Un container è adibito solo a bagni, diviso tra pubblico e privato. La struttura è stata dotata di una rampa di scale per accedere alla parte superiore (terrazza) con relativa rampa per disabili.
La pavimentazione della terrazza è costituita da assi di legno appoggiate e avvitate a travetti agganciati alla struttura, il tutto protetto da impregnante. La terrazza è stata resa sicura da una ringhiera a correre tutto intorno.

Cavezzo 5.9 | I negozi in attività

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Progettazione e layout
I commercianti: Antonella Sala, Tiziano Neri, Cosetta Greco, Gianni Greco, Giovanni Fattori
L’azienda: Phoenix International

Gli sponsor
PhoenixInternational, vendita e noleggio container marittimi, Genova. Oltre ad avere fornito a Cavezzo 5.9 i container marittimi coibentati e adattati, l’azienda ha ampiamente condiviso gli obiettivi del progetto, sostenendo in vari modi i soci del consorzio. Ha innescato una gara di solidarietà a Genova raccogliendo contributi. Ha messo a disposizione del consorzio 3 container in più, destinati a future attività commerciali che volessero insediarsi nello Shopbox.
Soroptimist International. L’organizzazione è composta da donne con elevata qualificazione in ambito professionale, impegnate in progetti di promozione della condizione femminile. Il Club di Modena ha fatto a Cavezzo 5.9 una donazione di 90mila euro. I soci del consorzio hanno devoluto parte del contributo a due nuove attività commerciali altrimenti impossibilitate all’avviamento, che in tal modo hanno potuto entrare a far parte del progetto.
Confcommercio. L’associazione per il commercio, turismo e servizi delle piccole e medie imprese della provincia e la storica associazione degli artigiani modenesi hanno sostenuto e coordinato gli imprenditori di Cavezzo 5.9 nelle fasi progettuali e attuative del progetto, accompagnando i soci fino alla realizzazione dell’idea. Ascom Confcommercio e Fam sono inoltre una delle attività che a Cavezzo 5.9 hanno la propria sede, avendo perso gli uffici di Cavezzo nel crollo del complesso «I Glicini».
(Servizio a cura di Livia Randaccio e  Giovanna Ferraresi)

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