Oice – Cer | Rapporto 2017

Crescono le società d’ingegneria italiane che sanno adattarsi alle nuove dinamiche dei mercati

Presentato a Roma il Rapporto Oice/Cer 2017 sulle società di ingegneria italiane: il valore della produzione è passato dai 1.850 milioni del 2015 ai 2.050 del 2016, con un aumento dell'11%, la produzione all’estero supera il 35% con un incremento del 22% sull’anno precedente e la committenza privata è al 45%. Il numero degli occupati cresce del 2%.

L’Oice, l’associazione aderente a Confindustria ha presentato a Roma i risultati della 33esima edizione della Rilevazione annuale sulle società di ingegneria italiane, predisposta in collaborazione con il Cer (Centro europa ricerche) alla presenza di Maria Margherita Migliaccio del Mit, Alfredo Bertelli esperto del Commissario Errani, Paola Galliani dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo e di Paolo Pinto, dell’Agenzia Ice: sono netti i segnali di ripresa per le società di ingegneria italiane.

Aumento dell’11%

I dati del 2016 evidenziano una forte inversione del trend dello scorso anno quando si è registrato un calo del 10,6% del valore della produzione 2015 rispetto al 2014. Quest’anno, come ampiamente previsto nella precedente Rilevazione, è stato del tutto recuperato il calo patito nel 2015 ed infatti il valore della produzione è passato dai 1.850 milioni del 2015 ai 2.050 del 2016, con un aumento dell’11%. Il 2017, poi dovrebbe dare risultati ancora più confortanti per il comparto considerando che la stima per l’anno in corso dovrebbe registrare aumenti fino ai 2.341 milioni, cioè un +14% sul 2016.
Il favorevole andamento del valore della produzione si è tradotto in un aumento degli addetti delle imprese Oice nel 2016 che hanno raggiunto le 14.333 unità (+2%) dalle 14.053 unità del 2015.

Cresce del 35% l’estero

Molto positivi i dati sul versante estero (che nel 2015 era in calo e si attestava sul 30,6% del valore della produzione degli associati Oice): emerge infatti una crescita da 601 milioni a 734 pari ad una quota intorno al 35% sul totale della produzione 2016 (+22% sull’anno precedente), ma con stime di crescita nel 2017 del 23,4% rispetto a quest’anno, che dovrebbero portare ad una quota, sul totale della produzione, del 38,7%). L’aumento della produzione all’estero si concentra su tre principali aree di riferimento per le imprese Oice: l’Unione europea, i Paesi europei al di fuori dell’Unione europea e la Penisola arabica e conferma il deciso riposizionamento della produzione all’estero delle società Oice, in risposta al mutamento della domanda internazionale.
Anche la produzione interna aumenta nel 2016 rispetto all’anno precedente passando dai 1.249 del 2015 ai 1.316 milioni del 2016 (+5%). Meglio ancora dovrebbe andare nel 2017 anno in cui è attesa un’ulteriore crescita a 1.435 milioni di euro (+9%).

Sempre molto rilevante la fetta di attività degli associati Oice derivante dalla committenza privata: ribaltando il trend negativo del 2015, si registra quest’anno un balzo in avanti (931 milioni, un aumento di oltre il 20% sul 2015) che sembra confermato anche per il 2017 in cui si prevede di raggiungere i 1.159 milioni di euro.

Gabriele Scicolone | Presidente Oice

Gabriele Scicolone | Presidente Oice.

«Il cambio sostanziale delle ‘regole del gioco’ nel mercato interno è stato un fattore positivo; certo, ora che le regole sono quelle giuste, si auspica che il Paese risponda con un piano di investimenti che riesca a fare da traino all’economia in generale. Ripartenza dall’interno per potere raggiungere i mercati internazionali più robusti, è il primo ‘must’; poi rilancio degli investimenti in innovazione per essere al passo con i concorrenti stranieri, a partire dal Bim, tema sentito come centrale dalle nostre società e dall’associazione che continuerà a supportarle anche in questo campo. I dati di quest’anno confermano il forte dinamismo delle nostre società che sanno adattarsi al mutare delle dinamiche dei mercati e sanno cogliere le opportunità che offrono».

Stefano Fantacone | Direttore della ricerca

Stefano Fantacone | Direttore della ricerca.

«All’interno di un quadro congiunturale in generale in miglioramento, la 33° Indagine Oice segnala andamenti positivi per il settore. Nel complesso, il valore della produzione è stimato in aumento sia nel 2016, sia nel 2017. Rispetto al 2015, l’incremento cumulato potrebbe risultare superiore al 25%. Sempre a fine 2017, il numero di occupati avvicinerebbe le 16 mila unità (14 mila nel 2015). Questi andamenti positivi riflettono una crescente polarizzazione delle imprese aderenti all’Oice, con una produzione che a fine periodo proverrebbe per l’81,5% da aziende con più di 50 addetti e per il 67,5% dal mercato estero. Un livello di domanda ancora inadeguato, tempi di pagamento non sufficientemente accorciati e il permanere di un’alta complessità normativa sono i fattori che più di altri ostacolano l’espansione delle imprese Oice».