L'esperto risponde | Franco Lucherini, consulente in chimica delle vernici

Difetti di pitturazione: sanguinamento e copertura

Se si adoperano paste coloranti specifiche per idropitture è più facile contenere il fenomeno, ma il problema si complica quando si usano paste universali, cioè utilizzabili sia per sistemi ad acqua che a solvente.
Franco Lucherini, consulente in chimica delle vernici
Franco Lucherini, consulente in chimica delle vernici

Il quesito. Alcuni applicatori fanno presente che oggi si hanno, più frequentemente rispetto a qualche anno fa, problemi di sanguinamento nell’applicazione d’idropitture e che quasi tutti i lavori venivano finiti con l’applicazione di due mani di pittura mentre ora, anche con tinte uguali, o molto simili, ne occorrono tre. Quali sono i motivi?

Il sanguinamento consiste in quel processo di diffusione di una sostanza colorata attraverso un film di pittura durante l’essiccazione e provoca la formazione antiestetica di macchie e striature nel film asciutto.

Il fiammeggiamento, o sfiammatura,consiste nella separazione, non uniforme, di uno o più pigmenti colorati, che provoca la formazione di macchie o striature in un prodotto verniciante liquido. Questo fenomeno avviene frequentemente quando sono presenti pigmenti a peso specifico molto diverso non bene amalgamati tra loro. Si può avere anche per eccessiva diluizione in fase di applicazione. Si può osservare che prevalentemente il sanguinamento si osserva in applicazioni a pennello ed è più probabile che avvenga in pitture nelle quali si è verificato il fiammeggiamento. Si comprende quindi che una grossa responsabilità è da attribuirsi a una non perfetta dispersione delle parti pigmentarie.LUCHERINI-SUBFLORESCENZE-300x225

La risposta. I motivi dell’aumentata frequenza del fenomeno sono molteplici. In primo luogo bisogna tener presente che una volta le tinte erano scelte da cartelle con pochi colori e per ottenerle si usavano prevalentemente ossidi di ferro o comunque pigmenti di facile dispersione. Oggi le cartelle hanno un numero di tinte elevatissimo e per realizzare alcune di queste si usano pigmenti organici con una più problematica disperdibilità e compatibilità tra di loro. Inoltre una volta la pittura era ottenuta per dispersione diretta, mentre oggi sono usati in larga parte, sistemi tintometrici. Questi prevedono l’uso di paste coloranti, prodotte dai fornitori di materie prime, che sono inserite dal colorificio, in basi neutre preparate da quest’ultimo.

È chiaro che non tutti i colorifici usano gli stessi sistemi bagnanti e disperdenti, quindi la compatibilità delle paste, prodotte dallo stesso fornitore, con le basi prodotte da operatori diversi, potrebbe essere non ottimale, anche se i produttori di paste coloranti hanno lavorato accuratamente, verificando la compatibilità con un numero vastissimo di sistemi disperdenti. C’è da osservare che se si adoperano paste coloranti specifiche per idropitture è più facile contenere il fenomeno, ma il problema si complica quando si usano paste universali, cioè utilizzabili sia per sistemi ad acqua che a solvente. Bisogna poi considerare che per motivi di pericolosità, non tutti i bagnanti disperdenti e coalescenti che si usavano prima possono essere tuttora usati. Per gli stessi motivi, anche le loro percentuali in formula potrebbero essere state sensibilmente ridotte. Infine, una dispersione non ottimale e/o l’uso di pigmenti poco coprenti usati per l’ottenimento di una più vasta gamma di tinte, possono influire sulla copertura.

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