Progetti | Mestre

Mestre: le articolazioni del masterplan di Cervet

A Mestre inaugurato il cantiere per gli interventi di recupero dell’ex-deposito dei mezzi pubblici Actv. Tre sono i progetti complementari compresi dal masterplan. Una torre alta 75 metri con vista panoramica sulla laguna veneziana compendia il principio della mixité delle funzioni.

La città di Mestre, a differenza delle città storiche che crescono e si sviluppano secondo logiche di natura sociale, economica e culturale, ha nel suo Dna un’identità molto diversa: quella della città episodica.

Mestre | Area ex-deposito Actv
Mestre | Area ex-deposito Actv

Il piano di recupero previsto per l’area dell’ex-deposito dei mezzi pubblici Actv rielabora criticamente la speciale condizione urbana di Mestre, che ha i tratti di una città policentrica, modello atipico rispetto alla tradizione ma sicuramente più contemporaneo.
È in quest’ottica che
Cervet, società di promozione e sviluppo immobiliare di Mirano (Venezia), ha sviluppato l’idea del progetto di recupero dell’ area dove un tempo sorgeva il deposito dei mezzi pubblici veneziani, negli anni abbandonato e divenuto uno dei punti più degradati della città.

Tre progetti complementari. Il masterplan, concepito dall’ingegner Andrea Berro, è articolato in tre progetti complementari: la realizzazione di un ipermercato Despar e di un parcheggio di 450 posti auto (su progetto dello Studio Berro), la costruzione di 50 unità abitative in social housing e quello di una torre panoramica di 75 metri (su progetto di Asa Studio Albanese).

Hybrid Tower Mestre
Hybrid Tower Mestre

Segno architettonico e concetto moderno dell’abitare. L’Htm, Hybrid Tower Mestre, si colloca nel vertice urbano tra corso del Popolo e via Torino, in una posizione favorevole dal punto di vista dell’accessibilità, della vicinanza a Venezia e della relazione con la laguna.
L’intento ha avuto origine da un doppio codice di lettura. Da un lato, conferire a questa porzione di città un segno architettonico che ne definisca l’identità e dall’altro, proporre un concetto contemporaneo di abitare, attraverso l’ibridazione e la coesistenza, nella medesima struttura, di sistemi funzionali (layers) diversi residenziale, direzionale, commerciale, turistico, wellness, event spaces:

  • il primo layer «leasure» è composto al piano terra dalla hall della torre e al piano primo dai bar e dal parcheggio free flat, già attrezzato per trasformarsi facilmente in enorme event space urbano
  • al piano secondo il gym center si affaccia sulla grande piastra verde, un parco sospeso per running e altre attività sportive
  • al di sopra del parco pensile, un curtain wall di 9 livelli di uffici, con altezze e tagli differenti a creare spazi non standardizzati, definisce il layer «office»
  • i cinque livelli residenziali sono definiti dal tipico lessico delle abitazioni, con logge e ampie terrazze. Un sistema complesso di simplex e duplex offre anche qui una gamma non standardizzata di spazi abitabili
  • l’ultimo layer costituisce la «corona» della tower, una testa aggettante allungata risolutamente verso il cielo; qui è ospitato un ristorante su due livelli che, dalle sue terrazze panoramiche, dischiude una vista totale sulla laguna di Venezia.
    Hybrid Tower Mestre
    Hybrid Tower Mestre

La torre compendia il principio della «mixité delle funzioni» che oggi rappresenta la ricetta vincente per qualsiasi edificio di questo genere: la coesistenza e la contiguità di più layers funzionali nella medesima struttura e la «pelle» e il design dell’edificio sono concepiti per rendere questi layers immediatamente leggibili all’esterno.

Arch. Flavio Albanese | Asa Studio Albanese
Arch. Flavio Albanese | Asa Studio Albanese

Architetto Flavio Albanese | Asa Studio Albanese.
«Quando abbiamo progettato l’Htm, Hybrid Tower Mestre, ci siamo fatti carico delle contraddizioni ospitate nella città e in quest’area in particolare, dove il centro abitato si dissolve nella dimensione produttiva e si connette con le infrastrutture. Abbiamo cercato di portare avanti questa sfida, prima di tutto attraverso una forma di diluizione di un’eccessiva concentrazione volumetrica, in secondo luogo adottando il principio di ibridazione che incarna perfettamente lo spirito contemporaneo come connessione di livelli diversi e per ultimo rispondendo ad un’idea di verità, adottando un’architettura che non vuole negare e ingentilire il contesto, per quanto complicato esso sia, ma vuole mettersi in dialogo con esso».

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