Oice - LegaCoop | Divergenze con Rpt

Ricostruzione post sisma: la risposta delle società d’ingegneria a Rpt

«Siamo di fronte all'ennesimo attacco corporativo della Rete delle Professioni Tecniche contro le società d'ingegneria: esprimiamo tutta la nostra solidarietà alla struttura tecnica di Errani», così Carlo Zini (Produzione e Servizi Lega Coop) e Gabriele Scicolone (Oice).

È dura la presa di posizione che hanno assunto Gabriele Scicolone, presidente di Oice e Carlo Zini, al vertice dell’associazione nazionale Produzione e Servizi di Legacoop, in merito al comunicato della Rete delle Professioni Tecniche, comunicato con cui Rpt aveva censurato il chiarimento fornito dalla struttura tecnica di Errani che ha ammesso la possibilità per le società d’ingegneria di acquisire incarichi da committenti privati per prestazioni d’ingegneria e architettura nell’ambito della ricostruzione del sisma del Centro Italia.

Gabriele Scicolone | Presidente Oice.

Gabriele Scicolone | Presidente Oice

«È semplicemente disarmante l’attacco portato dalla Rete delle Professioni Tecniche alla Struttura governativa che, correttamente, ha precisato quanto è ovvio e pacifico, cioè che le società di ingegneria possano legittimamente operare nell’ambito privato.
È così dal 1997 quando la legge Bersani abrogò il divieto di svolgere attività professionale in forma societaria, e lo è dal 1998 da quando cioè Inarcassa accetta i contributi integrativi corrisposti dalle società di ingegneria a seguito di migliaia di contratti stipulati con committenti privati. In ogni caso si sta continuando a parlare del nulla visto che la legge 1815/39 è stata integralmente abrogata sei anni fa cercando di demonizzare la possibilità di operare Società di Ingegneria in forma moderna ed organizzata come avviene in tutti i paesi sviluppati del mondo, continuando a perseguire, per il nostro paese, una politica del “fare ingegneria” retrograda e non lungimirante
La manipolazione della realtà e la strumentalizzazione della Rete sono tali che si arriva a sostenere l’insostenibile e cioè che le società di ingegneria siano delle semplici società tra professionisti; basta leggere la legge 183, che ha regalato agli ordini professionali il business della formazione professionale, per chiarirsi che le società tra professionisti possono svolgere soltanto attività professionale, mentre le società di ingegneria possono anche svolgere attività di impresa diverse da quelle puramente professionali, e possono essere costituite anche da soli soci di puro capitale e non solo da professionisti, pur con tutte le garanzie in tema di iscrizione all’albo di chi firma gli elaborati e dei direttori tecnici.
L’immotivato attacco alla struttura tecnica di Errani è semplicemente l’ennesimo tentativo di disinformazione e costituisce un atto d’intimidazione nei confronti di chi, come la struttura governativa, ha semplicemente in mente un solo obiettivo: garantire parità di accesso al mercato privato da parte di tutte le strutture che potranno mettersi al servizio di popolazioni così duramente colpite dal sisma, con le proprie competenze multidisciplinari, come già avvenuto in Umbria e in Abruzzo negli ultimi dieci anni. Infine va rilevato come sia del tutto improprio richiamare un provvedimento come il ddl concorrenza che si occupa soltanto di fornire un mero chiarimento di natura interpretativa concernente gli effetti dei contratti stipulati prima del 2011
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Esprimiamo il nostro disappunto per un intervento scomposto, dettato evidentemente da mere ragioni di difesa corporativa oggi, tra l’altro, del tutto improprie per il contesto in cui il settore delle professioni nella sua variegata articolazione sarà chiamato a intervenire, oltre che basato su fantasiose motivazioni pseudogiuridiche. La Rete si muove, ci pare di poter dire, a difesa corporativistica di un modo obsoleto di fare ingegneria, modalità nella quale i giovani professionisti di oggi poco si riconoscono, vedendo invece nelle società di ingegneria organizzata uno sbocco moderno per lo sviluppo delle proprie carriere in Italia ed all’estero. Spiace soprattutto che venga utilizzato lo strumento della drammatica situazione legata al sisma per riprendere una diatriba che ci appare obsoleta e fuori luogo. Oice e Legacoop Produzione e Servizi vogliono raccogliere e vincere le sfide dell’innovazione e della crescita, puntando sul confronto con le realtà più innovative operanti all’estero, per portare nel nostro paese un nuovo modo di fare ingegneria. Un approccio molto lontano rispetto a quello di chi si occupa soltanto di mera difesa corporativa».