Mosaico

Ripristinata l'armonia visiva con tessere di marmi identici agli originali

E' stato portato a termine il restauro conservativo della pavimentazione della Galleria Vittorio Emanuele II di Milano. I lavori hanno previsto una preliminare campagna di indagini diagnostiche e il successivo ripristino mediante specifici materiali e tecniche esecutive.


Il prestigioso restauro è stato organizzato come un cantiere a vista per permettere a cittadini, ai turisti, agli addetti ai lavori e ai semplici curiosi di seguire tutte le operazioni necessarie al suo compimento.

Progettata nel 1865 dall’architetto Giuseppe Mengoni, la Galleria è stata realizzata in stile eclettico a forma di croce, sulla pavimentazione a mosaico, in corrispondenza dell’ottagono centrale, è presente il simbolo dei Savoia mentre ai lati sono visibili gli stemmi di Milano e delle altre tre città che, in momenti diversi della storia, sono state capitali d’Italia: Torino, Firenze e Roma.

Il cantiere. Dopo una prima pulitura eseguita con un potente aspiratore, un’attenta analisi ha selezionato le tessere del mosaico per decidere quali conservare e quali sostituire, con marmi identici agli originali, sapientemente accostati in modo da conferire un carattere di armonia generale. La scelta dei materiali da utilizzare per gli interventi di ripresa delle fughe, di consolidamento, protezione e sostituzione ha richiesto approfondite sperimentazioni e analisi preliminari condotte in squadra dai diversi tecnici e specialisti coinvolti. Venti restauratori mosaicisti hanno partecipato alle varie fasi del cantiere, affiancati da sei esperti di laboratorio e da una decina di progettisti. Un intervento particolare ha riguardato i rosoni che sono stati restaurati in laboratorio e riposizionati già assemblati, con una lamina di sostegno posta sotto la grata. Il toro dello stemma della città di Torino era totalmente deteriorato per la storica tradizione portafortuna di schiacciare le «palle del toro» con il tallone del piede destro. Una lavorazione particolare ha riguardato i lucernari in bronzo che sono stati restaurati in laboratorio e ricollocati con i nuovi petali e con speciali accorgimenti per impedire infiltrazioni.

Fasi dell’intervento.
1. Ripristino dei rosoni e dei petali mediante Eporip, Mapegrout T40, Keralastic T e Mapesil Ac;
2. Consolidamento e reintegro del sottofondo degradato con l’utilizzo di Nivorapid e Latex Plus, Mapecem Pronto, Mapegrout Sv Fiber, Primer 3296 ed Eporip;
3. Posa del mosaico e delle lastre in pietra, mediante Elastorapid;
4. Posa degli elementi vitrei, con Elastorapid e Kerapoxy;
5. Sigillature elastiche eseguite con Mapesil Ac e Mapesil Lm.

I materiali.
L’additivo Latex Plus viene impiegato allo scopo di ottenere un adesivo a presa rapida è un lattice elasticizzante che si applica, dopo preparazione del supporto, stendendo l’impasto con una spatola dentata.
L’adesivo cementizio bicomponente Elastorapid è deformabile e applicabile su sottofondo mediante spatola dentata che consenta una bagnatura adeguata del retro della piastrella.
L’adesivo poliuretanico bicomponente Keralastic T è indicato per piastrelle ceramiche, materiale lapideo e mosaici di ogni tipo. Dopo preparazione del supporto si passa alla stesura dell’impasto applicando Keralastic T in strato uniforme con spatola dentata.  Ripristinata l’armonia visiva con tessere di marmi identici agli originali La Galleria Vittorio Emanuele II a Milano.
La malta epossidica bicomponente Kerapoxy è antiacida e disponibile in 26 colori, è indicato per la stuccatura, in interni ed esterni, di pavimenti e rivestimenti in ceramica e materiale lapideo. Adatta anche per l’incollaggio antiacido a presa rapida di piastrelle ceramiche, materiale lapideo e fibro cementoso, si stende, dopo preparazione delle fughe, con apposita spatola avendo cura di riempire le fughe per tutta la loro profondità. La pulizia dei pavimenti e dei rivestimenti dopo la stuccatura con Kerapoxy deve essere eseguita a fresco.
La malta premiscelata Mapecem Pronto è adatta per massetti a presa e ad asciugamento rapido. Indicata per realizzare massetti galleggianti o aderenti su nuove e vecchie solette all’interno e all’esterno, si applica dopo preparazione del sottofondo tramite isolamento con idonee barriere a vapore.
La malta tissotropica fibrorinforzata Mapegrout T40 a media resistenza è indicata per la riparazione di zone degradate di calcestruzzo, per la regolarizzazione di pareti di diaframmi e gallerie. Dopo la rimozione del sottofondo, la malta Mapegrout T40 si applica a spatola o a cazzuola senza la necessità di casseri, anche in verticale o a plafone. L’adesivo epossidico Eporip è privo di solventi e utilizzato per la realizzazione di riprese di getto monolitiche tra calcestruzzo fresco e indurito. Ha la consistenza di una pasta leggermente tissotropica che può essere applicata indifferentemente a pannello sia su superfici orizzontali che verticali.
Il sigillante siliconico Mapesil Ac a reticolazione acetica e basso modulo elastico, resiste alle muffe, è esente da solventi e disponibile trasparente o in 26 colori. Indicato per rivestimenti, pavimenti in ceramica e cemento si applica impiegando un attrezzo umido.
Il sigillante siliconico neutro Mapesil Lm è adatto per pietra e marmo, il basso modulo elastico è adatto per sigillare giunti di raccordo e di dilatazione anche soggetti a elevati movimenti, sia in interni che in esterni. Le sigillatura ottenute sono inalterabili nel tempo, anche se esposte alle intemperie, alle atmosfere industriali, agli sbalzi termici.
La malta cementizia colabile a ritiro compensato Mapegrout Sv Fiber è indicata nel caso di ripristino di strutture in calcestruzzo dove particolari spessori e conformazioni di degrado impongono l’impiego di malte colabili anche a basse temperature. L’applicazione prevede che la malta venga colata da un solo lato con flusso continuo nella sede predisposta.
La rasatura cementizia tissotropica Nivorapid ad asciugamento ultrarapido è indicata per applicazione anche in verticale a spessore variabile da 1 a 20 mm. Indicata per ripristinare, livellare, rasare all’interno pavimenti, pareti, gradini, spigoli, si applica con una spatola metallica lunga.
Il primer Primer 3296 acrilico in dispersione acquosa, consolidante e antipolvere, è utile a consolidare e incrementare le caratteristiche superficiali di supporti deboli, sfarinati, pulverulenti. Dopo aver asciugato, pulito da grassi e oli il sottofondo, si applica con acqua in rapporto 1:1 oppure 1:2 a seconda dell’assorbimento del supporto.

Chi ha fatto Cosa
Committente: Comune di Milano
Impresa esecutrice: Trivella spa Cinisello Balsamo (Mi)
Restauratore: Massimo Ferrari Trecate Restauri Remondò di Gambolò (Pv)
Fornitore materiali: Mapei spa Milano.

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