Barriere architettoniche | San Daniele Del Friuli, Udine 

Riqualificazione per l’accessibilità

Questo piccolo intervento affronta un problema molto diffuso nella quasi totalità delle abitazioni friulane costruite intorno agli anni Settanta e Ottanta: il dislivello di quota principale, dalla quota di partenza a quella di arrivo agli ingressi che è stato superato attraverso la creazione di due rampe. Calcestruzzo, pietra piasentina, texture, colore e faretti a led hanno fatto dell’intervento una riqualificazione estetica oltre che funzionale.
Arch. Margherita Mattiussi | Funzione ed estetica «Quest’intervento è la dimostrazione di come una soluzione di abbattimento di barriere architettoniche, considerato spesso come un’aggiunta non integrata e a volte degradante rispetto all’aspetto estetico e architettonico, possa diventare, se studiata, una ricchezza e un guadagno estetico e funzionale per tutti».
Arch. Margherita Mattiussi | Funzione ed estetica: «Quest’intervento è la dimostrazione di come una soluzione di abbattimento di barriere architettoniche, considerato spesso come un’aggiunta non integrata e a volte degradante rispetto all’aspetto estetico e architettonico, possa diventare, se studiata, una ricchezza e un guadagno estetico e funzionale per tutti».

L’eliminazione delle barriere architettoniche diventa pretesto per una vera e propria riqualificazione estetica e funzionale di un piccolo spazio esterno già esistente ma con una caratterizzazione non ben definita.

Questo piccolo intervento affronta un problema reale molto diffuso nella quasi totalità delle abitazioni friulane costruite intorno agli anni Settanta e Ottanta: la maggior parte di esse sorge su una zona rialzata di riporto o su una lieve collina o in casi più estremi presenta la zona abitativa al piano rialzato.

Inevitabilmente i relativi percorsi di accesso devono superare un dislivello di quota rilevante, nella maggior parte dei casi risolto attraverso gradini.

L’esigenza alla base di questa risistemazione esterna è stata infatti quella di rendere completamente accessibile l’ingresso dell’abitazione bifamiliare, collocato a un metro di dislivello, più in alto, rispetto alla quota d’inizio del percorso pedonale.

La zona dell’ingresso alle abitazioni prima e dopo l’intervento. Ora il dislivello è facilmente superabile sia tramite rampa sia tramite gradino. Lo spiazzo antistante è stato riqualificato e ha assunto un preciso ruolo.
La zona dell’ingresso alle abitazioni prima e dopo l’intervento. Ora il dislivello è facilmente superabile sia tramite rampa sia tramite gradino. Lo spiazzo antistante è stato riqualificato e ha assunto un preciso ruolo.
La zona dell’accesso prima e dopo l’intervento. I gradini sono stati eliminati.
La zona dell’accesso prima e dopo l’intervento. I gradini sono stati eliminati.

La barriera architettonica all’ingresso dell’abitazione

Le due porte dell’abitazione insistevano su un pianerottolo triangolare che poteva essere raggiunto solo attraverso un percorso a gradini, presenti sia in accesso diretto al pianerottolo, sia lungo il percorso principale. Anche la soglia stessa costituiva una vera e propria barriera. La criticità non era rappresentata solo dall’eliminazione degli scalini, ma anche dalla necessità di congiungere e relazionare tra loro ben cinque diverse quote: quella di partenza, quella di arrivo agli ingressi, le due tra loro diverse dei marciapiedi laterali e infine quella del giardino.

L’intervento risolutivo

Il dislivello di quota principale, dalla quota di partenza a quella di arrivo agli ingressi, è stato superato attraverso la creazione di due rampe che non rimangono un percorso fine a se stesso, ma s’inseriscono organicamente in un disegno decisamente più ampio.

Il pianerottolo di sosta tra le due rampe infatti si sviluppa lateralmente creando un’area “break” completamente accessibile per vivere il cortile, arricchita da una panca fissa realizzata con lastre di pietra piasentina poggiate su muretti in calcestruzzo, dando un valore aggiunto al “nuovo” spazio esterno.

Le quote diverse sono state tra loro collegate anche tramite gradini – in aggiunta – al fine di dare libertà di scelta sul tipo di percorso (rampe o gradini, anche a seconda del tipo di abilità). Profondi gradini inoltre collegano la zona di pavimentazione al giardino laterale a una quota inferiore.

Il tutto è completato dalla creazione di una serie di vasche, alcune rialzate, altre a raso, che completano la dinamicità del disegno altimetricamente movimentato; alcune di esse sono fioriere, una è un piccolo laghetto che ospita delle ninfee nella bella stagione. Esse arricchiscono di senso anche le zone d’incrocio tra i percorsi che altrimenti sarebbero solo di risulta. Anche tutte le copertine delle vasche sono realizzate in pietra piasentina, a richiamare le soglie dell’abitazione. Un’ombra di demarcazione separa la pietra dal muretto in calcestruzzo, attraverso la creazione di una fuga. A far da contrappunto alla pietra, una pavimentazione in calcestruzzo stampato che costituisce la vera personalità di questo cortile.

Quest’intervento è la dimostrazione di come una soluzione di abbattimento di barriere architettoniche, considerato spesso come un’aggiunta non integrata e a volte degradante rispetto all’aspetto estetico e architettonico, possa diventare, se studiata, una ricchezza e un guadagno estetico e funzionale per tutti.

Le fasi di lavoro

La zona di pavimentazione sorge in sovrapposizione alla porzione di cortile già precedentemente pavimentata. Il basamento in calcestruzzo esistente diviene quindi punto di partenza per la costruzione dei muretti che conterranno le rampe di raccordo e i percorsi a gradini. Tutti i muretti, oltre che da contenimento dei getti, hanno una loro propria funzione: sponda delle fioriere, della vasca d’acqua, appoggio della panca. Essi vengono realizzati in calcestruzzo e all’interno vengono alloggiate le controcasse dei faretti a led che illumineranno il percorso.

Il basamento in calcestruzzo esistente, che costituisce la base della ripavimentazione. Nella prima fase sono state realizzate le vasche che fungeranno da fioriere o da vasca d’acqua che dal punto di vista costruttivo e funzionale conterranno i percorsi a rampa e caratterizzeranno architettonicamente le aree, altrimenti di “risulta”, all’intersezione dei percorsi.
Il basamento in calcestruzzo esistente che costituisce la base della ripavimentazione. Nella prima fase sono state realizzate le vasche che fungeranno da fioriere o da vasca d’acqua che dal punto di vista costruttivo e funzionale conterranno i percorsi a rampa e caratterizzeranno architettonicamente le aree, altrimenti di “risulta”, all’intersezione dei percorsi.
. Il calcestruzzo, dopo la lisciatura, l’applicazione del corazzante e del distaccante colorante è pronto per la fase di stampaggio.
Il calcestruzzo, dopo la lisciatura, l’applicazione del corazzante e del distaccante colorante è pronto per la fase di stampaggio.

Una volta realizzati i muretti, completi di tondini di acciaio di ripresa per le rampe, è stato steso e costipato il sottofondo in materiale arido granulare, che sulle rampe è già stato sistemato in pendenza e successivamente sono state preparate su di esso le reti elettrosaldate.

È seguito quindi il getto di calcestruzzo fibrato che è stato poi lavorato appositamente per lo stampaggio: staggiatura, lisciatura, distribuzione del corazzante e spolveratura con distaccante colorante. Solo a questo punto il getto è stato stampato con apposite matrici. Sia il disegno della texture sia il colore sono stati scelti all’interno di una gamma a disposizione: in questo caso è stata scelta una pavimentazione in pietra di colore grigio.

Los tampaggio con apposite matrici. È stata scelta una matrice con un disegno di pavimentazione in pietra. Sui gradini sono state usate matrici senza fughe che simulano la superficie irregolare e ruvida della pietra. Ove necessario sono eseguiti i giunti di dilatazione, il più possibile in corrispondenza di fughe della pavimentazione.
Lo stampaggio con apposite matrici. È stata scelta una matrice con un disegno di pavimentazione in pietra. Sui gradini sono state usate matrici senza fughe che simulano la superficie irregolare e ruvida della pietra. Ove necessario sono stati eseguiti i giunti di dilatazione, il più possibile in corrispondenza di fughe della pavimentazione.

È seguita quindi la prima asciugatura. Il giorno successivo è stato eseguito il lavaggio e la resinatura, che a distanza di qualche anno mantiene la superficie ancora lucente e contrastata. I lavori si sono conclusi con la posa delle copertine e della seduta aggettante in pietra piasentina, il completamento delle vasche a fioriera e della vasca d’acqua, comprese le bordature dei muretti verso il giardino, protetti da un perimetro in ghiaia lavata e un profilo di separazione in lamiera.

Dopo la prima asciugatura, il giorno successivo è seguito il lavaggio del pavimento con idropulitrice e la fase di stesura della resina.
Dopo la prima asciugatura, il giorno successivo è seguito il lavaggio del pavimento con idropulitrice e la fase di stesura della resina.
Terminati i lavori del pavimento stampato, sono state riempite di terriccio le fioriere sopra un geotessuto che separa lo strato vegetale da un sottostante strato drenante in ghiaia. Sono stati quindi inseriti i corpi illuminanti nelle rispettive controcasse. Sono quindi state posate le lastre in pietra piasentina flexata che fungono da copertina alle vasche e da seduta al muretto della panca. Su tutti i bordi delle vasche in calcestruzzo è stata creata una scanalatura rientrante che disegna un distacco, un segno e una linea d’ombra tra i due materiali calcestruzzo e pietra.
Terminati i lavori del pavimento stampato sono state riempite di terriccio le fioriere sopra un geotessuto che separa lo strato vegetale da un sottostante strato drenante in ghiaia. Sono stati quindi inseriti i corpi illuminanti nelle rispettive controcasse. Sono quindi state posate le lastre in pietra piasentina flexata che fungono da copertina alle vasche e da seduta al muretto della panca. Su tutti i bordi delle vasche in calcestruzzo è stata creata una scanalatura rientrante che disegna un distacco, un segno e una linea d’ombra tra i due materiali calcestruzzo e pietra.

Chi ha fatto Cosa
Committente Privato
Progettazione e supervisione Arch. Margherita Mattiussi
Impresa edile Costruzioni Edili Lorenzini Angelo di Lorenzini Marco, Rive d’Arcano (Ud)
Pavimento in cemento stampato Alaska Cementi srl, Porcia (Pn)
Pietra Marmi e Graniti Filipuzzi, Spilimbergo (Pn)

MATERIALI UTILIZZATI
Calcestruzzo stampato
Pietra piasentina

Faretti a led Goccia – Quantum
Fornitore: SimeVignuda spa, Tavagnacco (Ud)