Mestre | Città metropolitana

Riqualificazione: si ridisegna il territorio

Il nuovo progetto prevede grandi cambiamenti in tutti gli ambiti delle infrastrutture, residenziale, uffici, trasporti e soprattutto cultura.

Il progetto della nuova città metropolitana veneziana, con Mestre come crocevia e sede di infrastrutture, ha posto la cittadina nella condizione di riqualificare il centro storico lungo due assi che disegnano un’ipotetica lettera T. Numerosi gli interventi in programma, alcuni già terminati altri ancora da cominciare.

In prospettiva della costituzione della nuova città metropolitana del Comune di Venezia, Mestre sta ridisegnando il proprio centro e sta tracciando i nuovi cardini per farne parte.
Il nuovo progetto prevede grandi cambiamenti in tutti gli ambiti delle infrastrutture, residenziale, uffici, trasporti e soprattutto cultura. Il tutto nel rispetto della partecipazione e dello sviluppo economico del territorio in modo che possa portare benefici agli abitanti della città metropolitana. Venezia nel nuovo progetto sarà al vertice dell’organizzazione influenzando tutto il territorio limitrofo ed esercitando un certo potere oltre i margini della propria territorialità, per favorire omogeneità all’area.
La zona presa in considerazione dalla città metropolitana veneziana è molto vasta e comprende tutte le cittadine e i paesi nei dintorni che si sentono per affinità veneziani.
Mestre in questo contesto guadagnerà un ruolo rilevante in quanto è stata destinata come sede di servizi, produzione e snodo infrastrutturale.

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Venezia, Mestre

Ricerca Ocse. Anche l’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) ha certificato l’esistenza di una grande area metropolitana di Venezia. Una «città regione» che dalle istituzioni non è ancora riconosciuta ma che nei fatti esiste già, testimoniata non solo dagli spostamenti che ogni giorno avvengono nell’area ma data anche dall’intensificarsi delle relazioni. E sempre secondo l’Ocse, Mestre dovrebbe esserne crocevia, fungere da fulcro e da via di accesso al Nord Est. Necessari però gli investimenti e la creazione di infrastrutture.

Progetto T. Il Comune di Mestre ha inteso riqualificare il centro storico e due fasce di territorio che da questo si dipanano che prende il nome di progetto T come terraferma. Gli interventi sono già stati stabiliti e comprendono edifici, viabilità e parcheggi, tutti lungo due assi che si incrociano e che disegnano una ipotetica T. L’intenzione è quella della riqualificazione del centro storico puntando sulla reinterpretazione dello spazio e sulla nuova destinazione d’uso per i suoi abitanti.
Tra i fini principali c’è l’intento di recuperare il patrimonio abitativo laddove soprattutto vi siano edifici da riqualificare di grosse dimensioni con la realizzazione, vista l’entità, destinata a una partnership tra pubblico e privato. Altra necessità è quella di rendere vive le zone residenziali e in particolare il centro attraverso attività che attirino la partecipazione della cittadinanza in tutto l’arco della giornata con eventi e punti culturali. Necessaria l’attività anche di sera in modo da non far percepire i luoghi come abbandonati dagli abitanti e dalle istituzioni.
Nel centro infatti c’è l’ulteriore previsione di realizzare il cosiddetto «chilometro della cultura», un percorso lungo appunto mille metri che colleghi idealmente tutti i vecchi e i nuovi edifici ritenuti importanti per Mestre.

I lavori del  progetto T

  • Ex Cattapan
  • La trasformazione di un immobile in uffici comunali
  •  Recupero facciata esterna della Torre Civica di Mestre
  • Pulizia e consolidamento della facciata nord dell’edificio medievale del 1040 utilizzato come sede espositiva per mostre temporanee
  • Complesso multisala cinematografico
  • Sei sale cinematografiche sul sedime dell’attuale arena scoperta dell’immobile denominato Centro Culturale Candiani, oltre ad arredo urbano
  • Ambito Galleria Barcella/Piazzetta Toniolo
  • Un sistema articolato di percorsi per collegare il Centro Culturale Candiani, il principale Centro Culturale di Mestre, con: Teatro Toniolo, il teatro Comunale, attraverso il recupero del vecchio cinema all’aperto; Piazza Ferretto, la piazza principale della città con la ristrutturazione della Galleria Barcella, commerciale
  • Polo Culturale e Museo del Novecento – M9
  • Un polo culturale e ricreativo con: Museo del novecento, spazio espositivo polifunzionale, mediateca, spazio incontri, convegni, bookshop e corte commerciale coperta
  • Riqualificazione vie Poerio, Riviera XX settembre, Rosa, N. Sauro
  • Arredo urbano e riapertura di un tratto del Canale Marzenego
  • Ampliamento della biblioteca civica alla Villa Erizzo
  • Ampliamento di una biblioteca per 200 utenti in una villa veneta
  • Piazza XXVII Ottobre
  • Trasformare uno spazio che appare come un grande svincolo in una piazza pedonale alberata attrezzata per il mercato bisettimanale, ricollocazione del mercato fisso, e grande parcheggio interrato
  • Ex Fornaci da Re
  • Demolizione di edifici produttivi e costruzione di un unico fabbricato alto 56 metri
  • Piazzale Cialdini
  • Una stazione d’interscambio tra tram e bus, il completamento di un’isolato e un giardino pubblico al posto dell’attuale mercato fisso, che si trasferirà in Piazza XXVII Ottobre.
  • Piazzale Altinate
  • Ripristino del non più esistente Parco Ponci
  • Compendio ex ospedale Umberto I
  • Nei 5 ettari dell’ormai demolito ex ospedale: 40.000 mq di residenze, 6.000 mq di commerciale e 9.000 mq di uffici.

 Galleria Barcellona e Teatro Toniolo. Per questo progetto, quello che riguarda l’area tra galleria Barcella e il Teatro Toniolo sono previsti più lavori: la ricostruzione degli attuali edifici commerciali, il recupero degli stabili in ormai abbandonati nella parte retrostante, la creazione del passaggio tra la piazzetta del Toniolo e piazzale Candiani.
Si tratta della riqualificazione di un’importante zona commerciale, che creerà un centro commerciale a cielo aperto. Inoltre si riaprirà al pubblico l’ex cinema all’aperto del Toniolo, si creeranno nuovi percorsi pedonali e una permeabilità tra due aree importanti del cuore della città, e sarà aperta una nuova corte, con negozi in un ambiente suggestivo.
Si tratta di un progetto in itinere ormai da venti anni. Per la realizzazione è stato necessario l’accordo tra tre proprietà.

Acciaio e vetro. Le nuove costruzioni progettate dallo studio A. e T. Fornasiero, avranno vetrine fatte di una semplice vetrata che separa l’interno e l’esterno dell’area di vendita. Ci sarà una copertura in acciaio e vetro, mentre è sfumata l’ipotesi di creare un ballatoio per avere due piani di negozi. I negozi si svilupperanno su due piani, con una scala interna, la pavimentazione sarà in trachite e richiamerà piazza Ferretto.

L’ex cinema all’aperto. Abbattuti due muretti, si aprirà il passaggio vicino alla pizzeria Corte Sconta, tra il Candiani e il Teatro Toniolo, attraverso l’ex cinema all’aperto, per sbucare in piazzetta Battisti all’altezza dell’American bar. Saranno restaurati sia lo schermo in calcestruzzo, sia la vecchia tribuna con un parapetto liberty, anche se non sarà probabilmente utilizzabile. La pavimentazione sarà sempre in trachite e si troverà anche qualche seduta. Il disegno è stato compiuto a due mani dallo studio A e T Fornasiero e dall’arch. Piero Vincent.

Nuova biblioteca civica di Villa Erizzo. Il progetto consiste nel recupero di villa Erizzo da adibire a biblioteca. Per realizzare la nuova biblioteca è stato previsto l’ampliamento degli spazi e della volumetria del manufatto destinato appunto a biblioteca centrale. Innanzitutto nel è stato stipulato l’atto con il quale la proprietà cede al Comune di Venezia la villa e il possesso del bene sottoposto all’avverarsi della condizione sospensiva contenuta nel contratto già sottoscritto e relativa alla conclusione dell’iter urbanistico di valorizzazione delle aree di viale San Marco. Nel 2007 è stato elaborato un progetto culturale per la nuova biblioteca civica ed è stata avviato il complesso iter per il trasferimento dei servizi nella sede di villa Erizzo. Nello stesso anno la Giunta comunale ha approvato il progetto preliminare dell’intervento di ristrutturazione, adeguamento statico e impiantistico, messa a norma, restauro e riconversione funzionale a uso biblioteca per un importo complessivo di tre milioni di euro.

Opere strutturali. Come opere strutturali, il progetto prevede il consolidamento dei solai di piano, per una loro maggiore capacità portante (sono stati infatti realizzati in tempi in cui i carichi utili erano molto limitati rispetto a quelli richiesti ora) anche con l’eventuale sostituzione e/o ricostruzione di parti strutturali sia dei solai sia della muratura portante. Inoltre le opere di riqualificazione e di restauro previste sono la demolizione di tutte le tramezzature estranee al manufatto originale mentre le uniche nuove partizioni interne riguarderanno i servizi igienici, il rifacimento del solaio e della pavimentazione del piano seminterrato, il rinnovo del tetto di copertura con integrazione della impermeabilizzazione e dell’isolamento termico, la sostituzione degli infissi esterni con elementi in legno massello e vetrocamera, il recupero e il restauro dei pavimenti originali di pregio.
Tutti gli interventi di adeguamento funzionale prevedono il rifacimento e la messa a norma di tutti gli impianti tecnologici. A marzo 2009 è stato approvato il progetto esecutivo. È stato pubblicato il bando di gara e l’aggiudicazione dell’appalto è stato effettuato a settembre. La consegna lavori è avvenuta il 1 ottobre 2009, da cui decorrono i 14 mesi utili per la conclusione degli stessi.

Parcheggio. Un’altra delle opere previste dalla riqualificazione del centro storico di Mestre era l’area retrostante villa Erizzo e in questo caso bisogna dire che i lavori sono giunti al termine. 20 posti che si aggiungono ai 40 già esistenti. La nuova ala del parcheggio di villa Erizzo, è stata realizzata da Avm, avrà in ogni caso carattere temporaneo, e potrà di volta in volta essere chiusa agli automobilisti per consentire le operazioni di trasferimento della Biblioteca civica nella stessa villa Erizzo. La destinazione finale dell’area sarà quella di uno spazio verde, in cui potranno trovare ospitalità gli utenti e le attività della biblioteca.

Nuovo Polo culturale e museo del 900. Il nuovo museo è proprio la dimostrazione della sinergia tra politiche pubbliche e private. Tredici gli studi professionali e oltre 70 professionisti in campo per realizzare il nuovo museo del Novecento. Un’operazione che diventerà realtà nel 2015 ma che si basa su un programma partito nel 2008 con l’iter per l’Accordo di Programma, a dicembre poi del 2009 è stato firmato l’Accordo tra Regione Veneto, Comune di Venezia, Soprintendenza e Fondazione di Venezia e in otto mesi, nel 2010, è stato bandito e assegnato il concorso internazionale di architettura a inviti. Si spera di avviare il cantiere nel 2013 e ultimare l’opera entro il 2015.
Un museo nuovo sulla terraferma veneziana e nelle limitrofe città venete mancava, e con la riqualificazione di una zona che era completamente abbandonata e che andava bonificata questa carenza potrà essere colmata.

Il team di lavoro. Per un progetto complesso un team complesso, così si può spiegare il cospicuo numero di persone impegnate in questo lavoro. Lo studio tedesco di Sauerbruch Hutton si è aggiudicato il concorso internazionale per la riconversione dell’area ma il gruppo di progettazione coordinato dalla Fondazione di Venezia e da Polymnia Venezia ha composto un advisor legale, lo studio Legale Biagini, e un advisor tecnico, la società Favero&Milan Ingegneria. Sce Project si occupa del progetto strutturale, P&M ingegneri associati di quello geotermico e delle fondazioni speciali, Tomaselli degli impianti meccanici e Studio tecnico Destefani di quelli elettrici. Gae Enginerging del progetto dell’antincendio, Ambiente Italia della sostenibilità energetica e delle simulazioni, Studio Gamma dell’acustica, Stefano Lavagna del computo metrico estimativo, Retail Design del retail concept e ancora Thetis della certificazione Leed.

Il progetto. Il team si è attenuto alla soluzione del concorso tranne che per la copertura che era opzionale ed è stata così studiata una doppia membrana. Inoltre, visto che si punta alla certificazione Leed Gold, è stata decisa l’installazione di 500 mq di pannelli fotovoltaici sulla copertura, il recupero e il riutilizzo delle acque meteoriche e la creazione di un campo geotermico con 63 sonde.
Il nuovo polo M9 inoltre si articola in tre lotti: lotto Poerio con un centro commerciale di 9.167 mq, il lotto del Museo di 11.625 mq e il lotto denominato Brenta Vecchia dove sono previsti 5.441 mq di unità commerciali e direzionali.

I costi. L’intervento prevede il costo complessivo di 96 milioni di euro con il 25% destinato per il centro commerciale, il 49% per il museo e il 26% per le unità commerciali e direzionali. L’area è costata 30 milioni.
Monica Pavan

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