Mobilità urbana | Studio Lad

Roma: una teleferica per Monte Mario

Il progetto elaborato dall’arch. Francesco Napolitano, dello studio Lad, prevede la sistemazione della stazione di partenza sulla fascia di terreno inutilizzata che separa via dei Gladiatori da via dello stadio Olimpico.

Il Ponte della Musica, a Roma, collega l’asse cosiddetto della cultura, ovvero via Guido Reni all’asse dello sport, ovvero via delle Olimpiadi, e serve a connettere il quartiere Flaminio al Foro Italico: il ponte è rimasto sostanzialmente inutilizzato per una semplice ragione, poiché nell’intersezione tra i due assi non c’é nulla.

Il Ponte della Musica e vista di Monte Mario.

Il ponte è vuoto perché non esiste una vera ragione per attraversarlo e la proposta elaborata dall’ arch. Napolitano (dello studio Lad, laboratorio di architettura e design) consiste nella predisposizione di un progetto di una teleferica che dalle pendici di Monte Mario sale in direzione assiale rispetto al Ponte della Musica, fino ad arrivare quasi alla sommità del parco di Monte Mario stesso.

Il Ponte della Musica con il render del progetto della teleferica.

Questo tipo d’infrastruttura, molto usata in ambito urbano (per esempio la Teleferica di Montjuic a Barcellona o quella di Lisbona) coprirebbe un percorso molto più breve, solo 320 m e un dislivello meno alto, solo 116 m ma risolverebbe un numero maggiore di problemi che assillano la Capitale.
Gli abitanti del quartiere Flaminio infatti la utilizzerebbero per accedere al parco di Monte Mario, che è oggi inaccessibile, inoltre tutti gli abitanti del quartiere Trionfale potrebbero finalmente andare a piedi da casa allo Stadio Olimpico, allo stadio del Tennis, al Foro Italico, al circolo del Tennis, al Coni e, utilizzando il Ponte della Musica, al Teatro Olimpico, al Maxxi, allo stadio Flaminio, al Palazzetto dello Sport e all’Auditorium.

La stazione di partenza sulla fascia di terreno inutilizzato che separa via dei Gladiatori da via dello Stadio Olimpico.

Oggi per raggiungere questi luoghi, con l’automobile, devono aggirare il dislivello di Monte Mario, perdendo il loro tempo intrappolati nel traffico; se invece decidessero di andare al Maxxi con i mezzi pubblici, impiegherebbero quasi due ore prendendo prima un autobus, poi la metro e infine il tram. Utilizzando la teleferica e percorrendo a piedi il Ponte della Musica impiegherebbero solo dieci minuti, senza congestionare il traffico e consentendo di snellire il trasporto pubblico.

La stazione di arrivo in una radura pressoché priva di vegetazione che giace quasi alla sommità del monte. La stazione di arrivo, come quella di partenza, non implica l’abbattimento di alberature esistenti, ma differisce da quest’ultima in termini architettonici.

L’idea progettuale
Come le cabinovie sciistiche, la teleferica è munita di una stazione di partenza, di due piloni e di una stazione di arrivo. L’idea è quella di sistemare la stazione di partenza sulla fascia di terreno inutilizzato che separa via dei Gladiatori da via dello Stadio Olimpico senza abbattere alcun pino. L’architettura della stazione di partenza si basa su una semplice strategia: deve consentire una partenza molto ripida delle cabine, in modo da non interferire con il traffico veicolare su via dello Stadio Olimpico.
Proprio per questa ragione il primo pilone è sistemato nella fascia di terra che divide via dello Stadio Olimpico da via di Villa Madama. Grazie all’utilizzo dei due piloni non è necessario abbattere le alberature presenti sul percorso delle cabine.
Si è pensato di sistemare la stazione di arrivo in una radura pressoché priva di vegetazione che giace quasi alla sommità del monte. La stazione di arrivo, come quella di partenza, non implica l’abbattimento di alberature esistenti, ma differisce da quest’ultima in termini architettonici: presuppone infatti l’intersezione della stazione vera e propria con un piccolo edificio lineare ad un piano che può contenere svariate funzioni.Questa forma architettonica deriva da un’idea di gestione di tutta l’operazione che si basa sul meccanismo della finanza di progetto. Aggiungendo un pilone è possibile trasformare la stazione a monte in una stazione intermedia, far proseguire la teleferica oltre la cima di Monte Mario e farla quindi arrivare a una stazione finale, munita di parcheggio multi piano interrato, sistemata direttamente su via Parco della Vittoria.

 La fattibilità
È evidente che, dal punto di vista normativo, un progetto di questo genere è soggetto ai deliberati degli enti di rappresentanza e di competenza: infatti la radura che dovrebbe ospitare la stazione di arrivo è all’interno della Riserva di Monte Mario, ed è quindi subordinata alla competenza della Regione Lazio; al contrario l’area nella quale ipotizziamo di sistemare la stazione di partenza è descritta dal Piano regolatore generale come spazio verde conformato al costruito ed è quindi di competenza comunalespiega l’arch. Napolitano evidenziando chetuttavia lo stesso Prg, nelle norme tecniche di attuazione descrive l’area di Piazzale Maresciallo Giardino come Ambito di valorizzazione” con specifici obiettivi. In particolare:

  • riconfigurazione del nodo urbano con l’obiettivo di una riconnessione
  • morfologico-funzionale tra la sponda del Tevere, la riserva di Monte Mario, il Foro Italico […]
  • riorganizzazione del sistema della mobilità […]
  • nuova piazza pedonale di attestamento dell’asse via Guido Reni – Ponte della Musica con parcheggio interrato in corrispondenza dell’accesso sud al Foro Italico.
  • ridefinizione del sistema della continuità ambientale Tevere – Riserva di Monte Mario mediante la riconfigurazione delle aree verdi del piazzale M.llo Giardino.
  • In breve è possibile dire che gli strumenti urbanistici sono compatibili con un intervento di questo tipo purché le istituzioni condividano in primo luogo una volontà politica di attuarlo e trovino in seguito un modo per dialogare.

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