Formazione | Rapporto Formedil 2013

Scuole edili: in 4 anni formato il 30% della forza lavoro

In un contesto caratterizzato da dati occupazionali negativi emerge con più forza il ruolo svolto dalle scuole edili che in 4 anni hanno formato il 30% della forza lavoro, confermando la formazione come elemento di conservazione nel sistema legale dell’edilizia di un numero rilevante di lavoratori grazie sia alla normativa esistente legata alla mobilità dei lavoratori e alla sicurezza, sia all’attivazione dal 2009 del l’iniziativa «Mics 16 ore Prima».

Sono innumerevoli i dati emersi dagli studi delle rappresentanze sindacali e dalle associazioni di categoria operanti nel comparto delle costruzioni relativi alla situazione occupazionale, dati che confrontati con quelli della formazione edile illustrano in modo netto quante e quali siano state le difficoltà che hanno investito il comparto.

Giornate della formazione | Organizzate da Formedil, iniziativa durante la quale è stato presentato il Rapporto Formedil 2013 – Cresme.

Due soli dati semplificano tanti concetti: negli ultimi 6 mesi sono scomparse 7mila imprese e sono venuti meno 41mila lavoratori con una contrazione occupazionale del 17%. Di questa situazione che continua a perdurare e angosciare imprenditori, lavoratori e famiglie si è parlato a Roma in occasione delle “Giornate della formazione” organizzate dall’Ente nazionale per la formazione e l’addestramento professionale in edilizia (Formedil), iniziativa durante la quale è stato presentato il Rapporto Formedil 2013 – Cresme.
Tra il 2007 e il 2012 il mercato delle costruzioni al netto degli investimenti in fonti energetiche rinnovabili, ha perso 45 miliardi di euro. L’attività edilizia tra il 2008 e il 2012 si è ridotta del 34% come numero di ore lavorate. Secondo i dati dell’ Osservatorio Casse Edili sempre dal 2008 al 2012 il numero degli operai si è ridotto di poco meno di un terzo, erano 41mila all’inizio del quinquennio contro i 48mila della fine dell’anno sorso.

Massimo Calzoni
presidente di Formedil
«… Se il 2010 e il 2011 hanno rappresentato l’accettazione di un nuovo ordine di grandezza per il mercato delle costruzioni, il 2012 e il 2013 sono gli anni di una nuova grave fase critica. Solo il recupero e i nuovi mercati dell’energy technology tengono in piedi le costruzioni. Cresce chi è in grado di lavorare all’estero, chi è in grado d’interpretare i nuovi segmenti emergenti del mercato, chi è in grado di migliorare prodotto e produttività di settore e di cogliere le spinte e le nuove dinamiche della domanda: nuovi materiali, impiantistica, partenariato pubblico privato, facility management e integrazione tra costruzioni e servizi. Se nel primo anno ufficiale di crisi il sistema bilaterale del costruzioni rilevava un’attività delle imprese pari a 565 milioni di ore, l’anno scorso se ne sono consumate 373 milioni».

Nel primo semestre di quest’anno le ore lavorate registrate dall’Osservatorio sono state 161 milioni, ovvero il 46% in meno di quelle relative allo stesso periodo del 2008, e il 18% in meno di quelle del primo semestre 2012. Un leggero rallentamento del calo si registra nel secondo trimestre di quest’anno rispetto al 2012, -15%. Come detto, sono in forte calo le imprese colpite dalla crisi, sulle quali sono pesate i mancati pagamenti della pubblica amministrazione: dal 2008 il numero delle imprese iscritte nelle casse edili si è ridotto di 22mila unità.
In un contesto come questo caratterizzato da dati negativi emerge con più forza l’impegno profuso e il ruolo svolto dalle scuole edili che in 4 anni hanno formato il 30% della forza lavoro, considerando e confermando la formazione come elemento di conservazione nel sistema legale dell’edilizia di un numero rilevante di lavoratori grazie sia alla normativa esistente legata alla mobilità del lavoratori e alla sicurezza, sia all’attivazione dal 2009 del l’iniziativa Mics 16 ore Prima.
Complessivamente nel periodo di crisi 2009-2012 il sistema ha formato 521.188 allievi attraverso 44.093 corsi, corrispondenti a più di un milione e mezzo di ore. Se si considera che l’occupazione media annua totale della forza lavoro nel periodo è stimabile in poco più di 1,8 milioni di unità, e che i dipendenti sono 1,1 milioni, in quattro anni ha formato il 30% delle unità di lavoro stimate dell’Istat e il 49% di quelle dipendenti.
Lo scorso anno verrà ricordato dalle Scuole edili come l’anno dei corsi relativi alla formazione professionale occupati, che tra quelli erogati agli operai e quelli per i tecnici, crescono del 14,6% coinvolgendo 38.119 allievi (+13,6% rispetto al 2011) rappresentativi del 29,6% del totale tra operai e tecnici. Corsi specialistici in grado di accompagnare l’offerta verso il processo di riconfigurazione del mercato.
La formazione delle risorse umane agli adempimenti derivanti dal dlgs 81 rimane il ramo prevalente su cui si indirizza la formazione di settore. Oltre ai corsi base lavoratori, 3374 corsi sono stati indirizzati nel 2012 a operai e tecnici in materia di sicurezza e salute sul lavoro, di questi ben 1250 sono stati realizzati dalle scuole edili in collaborazione con i Cpt.
I corsi per la formazione sulla sicurezza hanno rappresentato il 33,2% del totale, percentuale che sale al 44% se si considera il numero degli allievi formati. In calo rispetto al 2011, l’offerta formativa relativa all’apprendistato, con una flessione che supera il 20% sia per il numero dei corsi che per le ore e per il numero degli allievi formati (-29% rispetto al 2011).

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