Edilizia per il terziario | Milano, Fatebenefratelli 14

Valorizzazione di un edificio degli ’40: tutti i benefici dell’impiego del Bim nel processo costruttivo

Lavori di adeguamento sismico della costruzione e inserimento di un nuovo volume in struttura metallica e pareti vetrate con ridisegno dell’ingresso e della dimensione di alcune aperture in facciata. L’intervento più significativo per la valorizzazione dell’immobile è stato quello condotto sulla copertura poiché dall’ampliamento in elevazione ora si può godere della vista panoramica sulla città storica e sui quartieri direzionali di nuova costruzione.

Alessandro Longo | Project Leader

Alessandro Longo | Project Leader.

«Il progetto aveva alla base una complessità d’inserimento urbano notevole. La trasformazione della sagoma dell’edificio e la realizzazione di un piano sesto di nuova concezione hanno determinato valutazioni d’impatto paesistico importanti con la determinazione di un atto d’obbligo per il discostamento dalle linee guida morfologiche del Pgt. L’ampliamento ha imposto l’adeguamento sismico delle strutture dell’edificio realizzato negli anni ’40. Il cantiere si è sviluppato nel corso di un anno solare da giugno 2016 a giugno 2017 con un completamento delle opere minori e delle finiture nel luglio 2017. L’avvio del cantiere per circa tre mesi è stato trascorso con attività di tipo propedeutico all’avvio delle lavorazioni di progetto (strip-out impianti, bonifiche amianto, demolizioni particolari, creazione vani ascensori e installazione di elemento gru all’interno di uno dei vani corsa ascensore di nuova realizzazione). Un ritardo sensibile nel rilascio del permesso a realizzare i ponteggi ha obbligato una sovrapposizione di attività che altrimenti si sarebbero potute gestire con un’idonea sequenzialità. La prima fase dedicata alle opere di trasformazione strutturale ha generato scoperte di tipo costruttivo non attese per le quali sono state intraprese soluzioni alternative a quanto previsto nel rispetto degli obiettivi di progetto. Durante le fasi di puntellazione dell’immobile e sostituzione di parti strutturali portanti, il lavoro ha toccato l’apice della complessità gestita in modo impeccabile nonostante le oggettive difficoltà di cantierizzazione. A involucro completato (e come si usa dire in gergo cantieristico ‘una volta fuori dall’acqua’) il lavoro è proceduto con grande ritmo sovrapponendo opere civili con l’installazione impiantistica normalmente sequenziali. Crediamo che si possa dare un giudizio complessivo positivo visto il grado di difficoltà dell’intervento che in qualche modo è assimilabile alle recenti trasformazioni di cui una città come Londra è esempio assoluto. Alla richiesta del cliente molto chiara ‘alla fine dei lavori vogliamo un edificio diverso’ pensiamo di avere risposto bene. Ogni edificio può ritrovare nuova linfa se si cerca il valore inespresso».

Roberto Cereda | Progettazione Impiantistica

Roberto Cereda | Progettazione Impiantistica.

«Nonostante le dimensioni contenute, l’intervento presentava importanti complessità legate alla demolizione e alla ricostruzione di parti dell’edificio esistente, alla modifica dei volumi costruiti e all’adeguamento strutturale e impiantistico, in un fabbricato caratterizzato da forme complesse (curvatura delle facciate). Le scelte in ordine al progetto impiantistico sono state orientate dalla ricerca della flessibilità, del comfort e delle prestazioni, in particolare per quanto riguarda i recuperi energetici consentiti da un impianto a espansione diretta. Altri fattori hanno poi giocato un ruolo determinante nella scelta sono stati: la volontà di minimizzare l’ingombro e i pesi delle macchine sulla copertura e la necessità di dotare gli impianti di sistemi per la contabilizzazione dei consumi. Il percorso progettuale ha tratto un notevole beneficio dall’impiego del Bim. Abbiamo raggiunto un alto livello di dettaglio utilizzando oggetti che presentano almeno lo stesso livello, provenienti sia da librerie costruite internamente, sia dalle librerie dei nostri fornitori. Poiché gli oggetti molto densi d’informazioni appesantiscono il modello, se necessario alleggeriamo gli oggetti prima di utilizzarli, a seconda delle effettive necessità. Attraverso modelli virtuali multi-dimensionali generati in digitale, la progettazione ha innanzitutto beneficiato del coordinamento tridimensionale (analisi delle interferenze o clash detection, specie nella definizione degli ingombri e del tracciato delle reti tecnologiche), la cui risoluzione ha limitato la necessità di varianti in corso d’opera con apprezzabili vantaggi anche sul controllo dei costi.
Il design workflow è stato basato sul coordinamento in tempo reale tra le diverse discipline coinvolte nella progettazione. Il monitoraggio continuo e l’aggiornamento periodico richiesti dalla committenza sono stati garantiti dalla gestione del processo. In questo caso abbiamo svolto la gara con criteri tradizionali, senza richiedere ai partecipanti di restituire il progetto costruttivo in ambiente Bim, ma sono sempre più numerose le gare nelle quali il Bim è un requisito richiesto alle imprese d’installazione».

 

Completato nel luglio 2017 e già completamente locato prima della conclusione dei lavori, l’edificio situato al civico 14 di via Fatebenefratelli 14 a Milano è il risultato di una ristrutturazione edile e impiantistica radicale condotta con criteri progettuali di ultima generazione. L’edificio, risalente agli anni ’40, parte di una cortina edilizia a vocazione residenziale, è a destinazione d’uso terziaria ed è stato ristrutturato, sopraelevato e adeguato sismicamente. Il fabbricato esistente è costituito da 1 piano interrato e da 6 piani fuori terra (per una superficie di circa 3mila mq), il corpo di fabbrica è lungo 40 m e largo 13 m) e presenta una struttura mista a telaio in cemento armato e muratura portante. Già prima del recente intervento ospitava attività d’ufficio che sono state riconfermate con un leggero incremento della superficie utile.

L’edificio di via Fatebenefratelli 14 a Milano dopo e prima dei lavori di riqualificazione e valorizzazione immobiliare, all’interno del perimetro del quartiere Brera, area caratterizzata dalla presenza di funzioni miste tra terziario, ricettivo, residenziale e commerciale.

Inserimento di elementi sismoresistenti

Per adeguare sismicamente la costruzione alle normative vigenti sono stati inseriti elementi sismoresistenti costituiti da setti in cemento armato a partire dal piano interrato (con relative fondazioni) fino in sommità. In copertura è stato realizzato un sopralzo di circa 17×8 metri in pianta. Gli elementi strutturali del sopralzo sono costituiti da un telaio in carpenteria metallica. Sul retro dell’edificio è stata realizzata una trave tralicciata dell’altezza di due piani in carpenteria metallica costituita da un corrente inferiore alla quota dell’intradosso del solaio di copertura del 4° piano e da un corrente superiore alla quota del solaio di copertura del sopralzo.

Il progetto ha conservato l’impronta volumetrica e gli elementi compositivi e decorativi essenziali tramite cui l’edificio si relaziona con il contesto ma ha anche inserito elementi innovativi. Su tutti, il nuovo volume in vetro.

Il complesso intervento ha interessato lavori di smontaggio selettivo delle componenti edilizie e impiantistiche (caldaia a gasolio, gruppi frigoriferi e torre evaporativa, ventilconvettori a mobiletto, tutti obsoleti), l’adeguamento antisismico in funzione degli ampliamenti previsti dal terzo al sesto piano con l’inserimento di un nuovo volume in struttura metallica e pareti vetrate, e modifiche architettoniche concentrate nel ridisegno dell’ingresso e della dimensione di alcune aperture in facciata. La nuova immagine architettonica, in particolare il prospetto principale, si caratterizza sia per il mantenimento di parte degli stilemi decorativi essenziali, sia per la volontà di introdurre elementi innovativi, mirati a sottolinearne il ruolo nel contesto urbano.

L’elevata complessità del progetto ha previsto opere di demolizione e ricostruzione di parti dell’edificio esistente oltre all’alterazione di volumi e l’adeguamento strutturale-impiantistico.

Intervento di valorizzazione dell’immobile

Dal punto di vista della valorizzazione dell’immobile, l’intervento più significativo è senz’altro quello condotto sulla copertura: dall’ampliamento in elevazione si può godere della vista panoramica sulla città storica e sui quartieri direzionali di nuova costruzione. La demolizione di tutti i tramezzi ai piani e la sostituzione della copertura esistente hanno ridotto i carichi statici, consentendo la riorganizzazione degli spazi secondo una logica multitenant.

Per la trasformazione delle dimensioni dell’edificio e l’amplificazione della sua presenza scenica sulla cortina edilizia si è demolita su entrambe le vie la prima linea di balconi.

Riqualificazione energetica

La riqualificazione energetica ha costituito il principale obiettivo del committente, interessato a riposizionare l’immobile sul mercato anche attraverso il radicale restyling architettonico e l’inserimento di dotazioni tecnologiche e impiantistiche contemporanee, secondo i criteri di sostenibilità previsti dal protocollo Leed BD+C Core & Shell v. 2009 (rating Platinum). L’incremento delle prestazioni energetiche ha interessato in prima istanza l’involucro edilizio, prevedendo la posa di un cappotto termico in due differenti applicazioni (incollato e ventilato) e di serramenti con telai in alluminio a taglio termico e vetrocamera ad alte performance termoacustiche (Uw = 1,2 W/mqK). L’applicazione del cappotto (spessore massimo 20 cm) è risultata funzionale anche al rinnovamento dell’immagine dell’edificio, mediante l’impiego di rivestimenti in pietra naturale e intonaco. Gli strati termoisolanti sono realizzati con materiali differenti (fibre di lana minerale in pannelli; polistirene espanso a resistenza migliorata alla propagazione della fiamma, poliuretano espanso, fibra di vetro in pannelli, sughero in fogli) a seconda delle necessità.

La demolizione di tutti i tramezzi ai piani, l’alleggerimento della copertura con elementi in acciaio, legno e vetro hanno determinato un generale alleggerimento della struttura.

Volume in elevazione

Il volume in elevazione è rivestito da un sistema a montanti e traversi strutturali più vetrocamere (10 mm stopray vision; 16 mm argon; 2×55,2 stratophone chiaro) che presentano le seguenti caratteristiche:

  • trasmissione della luce 58%;
  • riflessione luminosa 13%;
  • fattore solare 32;
  • riflessione termica 31%.

Tutte le aperture rivolte a sud sono dotate di tende mobili in tessuto con funzione di schermatura solare. Le scelte impiantistiche e architettoniche sono state effettuate a valle della verifica prestazionale, realizzata mediante un modello energetico dinamico che simula il comportamento dell’edificio in base alle variazioni delle condizioni climatiche esterne e di profili di funzionamento, funzionale anche all’ottenimento del credito Leed Eac1. La stima dei risparmi ottenibili è pari al -40% rispetto a un edificio comparabile costruito secondo lo standard Ashrae.

Per l’adeguamento sismico sono stati inseriti elementi sismoresistenti costituiti da setti in cemento armato a partire dal piano interrato con relative fondazioni fino in sommità. I lavori hanno riguardato l’inserimento del nuovo volume in struttura metallica e pareti vetrate.

Fasi significative del cantiere

  • Fase 1. Adeguamento sismico con inserimento di setti in calcestruzzo armato con realizzazione di nuove fondazioni; realizzazione dei nuovi vani corsa ascensori.
  • Fase 2. Puntellazione di tutto l’edificio per la rimozione di parti strutturali sostanziali al fine di un nuovo volume in ampliamento al 6° piano.
  • Fase 3. Inserimento di una nuova trave reticolare in carpenteria metallica.
  • Fase 4. Demolizione del solaio al 3° piano per l’allineamento delle quote di calpestio.
  • Fase 5. Demolizione del solaio in copertura con ricostruzione di un cordolo perimetrale.
  • Fase. Costruzione di un nuovo solaio con rinforzi specifici per la realizzazione di un nuovo padiglione in copertura.
  • Fase 7. Realizzazione della struttura in carpenteria metallica del nuovo ampliamento in copertura completa di pergole e volumi vani ascensore.
  • Fase 8. Creazione del portale d’ingresso con puntellazione della porzione centrale della facciata in via Fatebenefratelli.
Demolito completamente il solaio di copertura del 5° piano con il relativo cordolo sui muri, sostituito con un solaio in laterocemento a travetti binati.

In parallelo sono stati sostituiti tutti i serramenti, ristrutturati balconi e parapetti, realizzato il cappotto tradizionale con finitura a intonachino Sto, realizzata la facciata ventilata con lastre di tecnoceppo e in parte facciata incollata. Le opere strutturali compiute di fatto hanno stravolto la configurazione dell’immobile. L’oggetto del collaudo è stato infatti un edificio esistente costruito con struttura in cemento armato in opera completamente ristrutturato e sopraelevato di un piano. È stata rimossa una parte del solaio in laterocemento di copertura del secondo piano, in quanto posto a una quota diversa della restante parte del solaio, sostituendolo con un analogo solaio complanare con la restante parte. È stato demolito completamente il solaio di copertura del quinto piano con il relativo cordolo sui muri ed è stato sostituito con un solaio in laterocemento a travetti binati. Su questo solaio è stata impostata la struttura del sopralzo in carpenteria metallica. Analogamente in carpenteria metallica è stata costruita la copertura del sopralzo. Il solaio di copertura esistente del terzo piano è stato appeso tramite travi in acciaio (Heb 240 e Heb 340 poste sotto il solaio) e tiranti in acciaio (Φ 219,1×12.5) a una trave tralicciata che nasce al piano di copertura del 4° piano.

Il posizionamento delle centrali impiantistiche sulla copertura e la coibentazione della superficie ha reso necessaria la riprogettazione dell’ultimo livello, creando uno locale dedicato agli impianti dotato di elementi di mitigazione acustica ed estetica.

La trave tralicciata è composta da una briglia inferiore (Hea 300) posta immediatamente sotto al solaio di copertura del 4° piano e da una briglia superiore costituita da una trave Hea 300. Le due briglie sono collegate da un traliccio di tondi Φ 219,1×12,5 alto due piani (circa 7 m). La trave tralicciata sorregge perciò due piani di calpestio oltre alla copertura finale del sopralzo e si appoggia simmetricamente su due travi Heb 450 che s’inseriscono nei due vani scale, anch’essi simmetrici. Ogni trave Heb 450 grava su due setti costruiti entro i muri di ogni vano scala. Poiché è stato realizzato un sopralzo, L22 Urban & Building ha previsto di adeguare sismicamente l’edificio inserendo dei setti in cemento armato di notevoli dimensioni con relative fondazioni. Infine è stato aperto un varco al piano terra dell’edificio rimuovendo un tratto di muratura portante e sostituendola con opportune travi e pilastri in acciaio collegate fra loro. Per distribuire opportunamente il carico concentrato dei pilastri in acciaio sono state inserite delle putrelle disposte orizzontalmente sulla sommità del muro del piano interrato; tali putrelle sono in grado di ripartire i carichi provenienti dai pilastri. Inoltre il progettista ha rinforzato il muro del piano interrato sottostante al varco realizzato chiudendo le aperture esistenti e gli sfondati con innesti di getti in calcestruzzo armato.

L’intero progetto è stato sviluppato con procedure Bim (Building Information Modelling/Management) ovvero attraverso il processo di sviluppo, crescita e analisi di modelli multi-dimensionali digitali, beneficiando del coordinamento tridimensionale, analizzando le interferenze (Clash Detection), la cui risoluzione ha portato a limitare ulteriormente la necessità di future varianti in corso d’opera durante le successive fasi realizzative, con notevoli vantaggi sul controllo del budget.

Climatizzazione a espansione diretta

Assieme all’inserimento del nuovo volume, il posizionamento delle centrali impiantistiche sulla copertura e la coibentazione della superficie (oltre all’isolante ad alta densità: barriera al vapore, impermeabilizzazione, nuova finitura) ha reso necessaria la completa riprogettazione dell’ultimo livello, creando uno locale dedicato agli impianti dotato di elementi di mitigazione acustica ed estetica.

Ecco i principali parametri climatici di progetto: 2.404 gg; T min invernale -5 °C; T max estiva 32 °C; ampiezza max T estiva 12 °C; Ur 50 %. Il progetto degli impianti termomeccanici ha seguito i seguenti criteri generali: massimo contenimento dei consumi termofrigoriferi; ricorso alle soluzioni più efficaci per garantire il comfort termoigrometrico interno; immissione esclusiva di aria filtrata, funzionale agli aspetti igienici e di salubrità degli spazi di lavoro, dell’atrio d’ingresso e delle parti comuni; indipendenza rispetto al resto dell’edificio per l’esecuzione degli interventi di gestione e manutenzione.

L’impianto di climatizzazione al servizio dell’intero edificio è del tipo VRF a espansione diretta, con unità esterne in grado di erogare ai terminali interni fluidi caldo e freddo in modo indipendente, in funzione delle necessità e del variare dei carichi. Ubicate sulla copertura e schermate da pannelli fonoassorbenti, le 13 unità esterne sono dotate di inverter e di recuperatore di calore, con potenza variabile tra 20-40 KW (heating) e 30-50 KW (cooling). Ciascuna di esse serve rispettivamente: la hall e le parti comuni al piano terreno, anche per la produzione di Acs; la zona per uffici al piano terreno; i semipiani destinati a uffici dal primo al quinto piano; gli uffici al sesto piano. Dopo il tratto in copertura all’interno di una canalina metallica, le reti in rame isolato percorrono il nuovo cavedio situato nell’ala est dell’edificio, diramandosi a ogni piano con 3 tubi ciascuna fino ai relativi distributori (con possibilità di aggiungere collegamenti a nuove unità interne), posti sopra i servizi igienici di entrambe le ali.

L’incremento delle prestazioni energetiche ha interessato l’involucro con la posa di un cappotto termico in due applicazioni (incollato e ventilato) e di serramenti con telai in alluminio a taglio termico e vetrocamere.

Comfort degli ambienti interni

Le unità interne sono prevalentemente del tipo da incasso orizzontale nei controsoffitti a media prevalenza, con batteria per l’espansione diretta: sono posizionate in corrispondenza delle aperture anche per garantire la massima flessibilità nella suddivisione degli ambienti. In prossimità della facciata continua ai piani terzo e quarto, le unità interne sono del tipo verticale da incasso nella controparete. Sebbene il progetto prevedesse ambienti di lavoro in open space, la potenzialità delle unità interne permette di fronteggiare il fabbisogno di un layout distributivo con uffici chiusi e sale riunione. Il loro dimensionamento considera una T min. all’evaporatore di 11 °C (raffrescamento) in modo da garantire il migliore controllo della temperatura dell’aria fredda di mandata e il corretto dimensionamento dei diffusori, evitando il discomfort causato dalle cadute dell’aria in ambiente. Negli uffici, i diffusori di mandata e ripresa aria delle unità interne permettono la distribuzione anche dell’aria dell’impianto ad aria primaria. I collegamenti sono affidati a canali flessibili circolari, isolati in caso di mandata. L’immissione e la ripresa avvengono tramite terminali a soffitto, prevalentemente del tipo a feritoie ad alta induzione con lancio ed effetto induttivo indipendente dalla variazione di portata. Nelle zone con unità interne verticali sono presenti ugelli orientabili. La hall è servita da diffusori di mandata e ripresa circolari, del tipo a impulsi. Il controllo dei set-point, degli orari di funzionamento, è gestito direttamente dal pannello di controllo centralizzato, installato nella guardiania e accessibile via web dai conduttori e dalla proprietà tramite il sistema centralizzato. La regolazione delle temperature è demandata alle sonde presenti negli ambienti, con possibilità di accensione e spegnimento, ri-taratura locale (±3 °C) e variazione delle velocità del ventilatore mediante termostati.

Le scelte impiantistiche sono state effettuate mediante un modello energetico dinamico che simula il comportamento dell’edificio in base alle variazioni delle condizioni climatiche esterne e di profili di funzionamento per l’ottenimento del credito Leed.

Il Bms presiede alla gestione automatica di alcuni sistemi tecnologici, permettendo in particolare:

  • rilevazione e visualizzazione di stati e di allarmi relativi agli impianti tecnologici, compresi quelli di illuminazione, schermatura solare, antincendio, antintrusione, tvcc, controllo accessi;
  • raccolta e visualizzazione dei dati per la contabilizzazione dei consumi elettrici, dell’acqua potabile e dell’Acs.

Per gli ambiti di loro pertinenza, la proprietà e i singoli conduttori possono accedere via web al sistema di controllo centralizzato, mentre l’interfaccia utente in sito è costituita da un terminale pc con monitor multipli, dedicati alle funzioni Bms e alla visualizzazione tvcc.

Lastre di finitura in facciata.

L’impianto di ventilazione

L’impianto ad aria primaria (ricambi: 39,6 mc/h per persona negli uffici; 36 mc/h per pers. nelle sale riunione) ed espulsione (8 vol/h continuativi attraverso i servizi igienici) è articolato anch’esso per zone, ciascuna delle quali è attestata su una Uta dedicata dotata di sezione di filtrazione (F7), umidificatore (alimentato dal collettore della rete idrico-sanitaria fredda) e batteria a espansione diretta, posta in prossimità del distributore dell’impianto Vrf. I montanti comuni in lamiera zincata isolata delle reti di presa dell’aria esterna, equipaggiata con regolatore meccanico pretarato per il controllo della portata in ingresso, e di espulsione, con serranda di sovrappressione per evitare infiltrazione da altri piani a macchine spente, sono canalizzati nei cavedi est e ovest fino alla copertura. Il dimensionamento delle Uta e il tracciato delle reti aerauliche (realizzate con canali in lamiera zincata isolata che percorrono i controsoffitti, nella fascia centrale dei vari semipiani) sono predisposti per facilitare la riorganizzazione degli ambienti di lavoro e la ri-modulazione delle portate. Composta da canali circolari (in lamiera zincata non isolata e in materiale flessibile per l’ultimo tratto) e gestita da valvole di ventilazione, la rete di estrazione dai servizi igienici è collegata a quella di ripresa a monte dell’Uta. Nel caso di un periodo di disattivazione pari a 48 h, il tempo di messa a regime degli impianti di climatizzazione non è superiore a 60 minuti.

Sistema di schermatura in copertura.

Altri impianti

Dotata di un aerotermo elettrico, la centrale dell’impianto idrico-sanitario è situata nell’interrato, equipaggiata con un sistema per il trattamento dell’acqua e un gruppo di surpressione a valle del quale si trovano i collettori dell’impianto dell’acqua potabile (reti in acciaio zincato); il modulo a espansione diretta e il bollitore per la produzione di Acs a 60 °C, con reti (compreso il ricircolo) in acciaio nero. L’impianto antincendio è composto da cassette Uni 45 a muro e di attacchi unificati per autopompa posti in corrispondenza dei due vani scale. Dalla centrale, posta al piano interrato e dotata di gruppo di surpressione (elettropompa, motopompa e pompa jockey), si dipartono reti in acciaio zincato con tratti esterni termoisolati. L’impianto elettrico è articolato in nuovi quadri generali, posti a valle dei contatori per ciascuna singola utenza (piani ufficio e parti comuni condominiali), e in quadri di distribuzione secondaria, fra cui quelli dedicati alla forza motrice per gli impianti di climatizzazione, l’illuminazione ordinaria e di sicurezza, la rilevazione degli incendi e l’impianto fotovoltaico (7,92 kWp) posto sulla copertura.

L’ingresso si contraddistingue per l’allargamento del portone esistente enfatizzato dall’inserimento di una pensilina aggettante in vetro. Importante l’introduzione di trasparenza e luminosità che consentono di leggere la profondità dell’edificio e la percezione di un atrio accogliente.

In tutto l’edificio sono previsti corpi illuminanti led. Nelle aree destinate agli uffici le lampade sono a sospensione, a luce diretta/indiretta con luminanza controllata (Ugr<19), idonee all’uso in presenza di postazioni di lavoro con computer; questi apparecchi sono dotati di alimentazione elettronica dimmerabile con protocollo digitale Dali, per l’accensione/spegnimento in base al programma orario e per la regolazione dell’intensità luminosa in base ai dati rilevati dai sensori di luce naturale. Le zone di circolazione sono equipaggiate con apparecchi a incasso con reattore elettronico non dimmerabile, mentre nelle aree comuni condominiali gli apparecchi di sicurezza sono dotati di un’ottica ottimizzata per le vie di esodo, alimentati da un Ups centralizzato.

Chi ha fatto Cosa

Sara Calvetti | Project architect.

Committente: Deka Immobilien Investments
Progettazione: Lombardini22
Design team:
ing. Roberto Cereda (partner in charge)
Alessandro Longo (senior architect, project leader)
Sara Calvetti (project architect)
Giulio Drudi (Mep Bim coordinator)
Paolo Bianchi (impianti condizionamento e idrico-sanitario)
Marco Spagnuolo (impianti elettrici e speciali)
Giulia Faccio, Marco Monaco
Direzione dei lavori: arch. Marco Amosso
General contractor: Sercos srl
Installazione impianti meccanici ed elettrici: Alpiq Intec
Impianti Vrf, Uta: Daikin
Bollitore Acs: Abc srl
Building management system: Schneider Electric
Opere cartongesso e controsoffitti: Atir
Carpenterie metalliche: Ocml
Serramenti: Thema
Pietre naturali: Rigo Marmi
Sistema di facciata ventilata: Aderma Locatelli
Finiture facciata: Sto
Taglio interventi strutturali specialistici: Attop
Applicazioni cappotto e finitura di facciata: Stylcolor
Facciate continue: Schüco
Ascensori: Kone
Controsoffitti: Profil System
Illuminazione: Flos e Trilux
Porte interne: Garofoli
Porte Rei: Novoferm
Rivestimenti: Marazzi
Sanitari: Duravit e Flaminia
Rubinetteria: Grohe

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