Punti di vista | Tiziana Carpinello, presidente Bentley Soa

Appalti: le Soa chiedono da anni una riforma

Secondo Tiziana Carpinello, presidente Bentley Soa, è sempre più necessaria una riforma migliorativa del codice degli appalti, riforma che valorizzi il ruolo delle Soa, perché il vero problema del mercato è il sistema di aggiudicazione degli appalti.
Tiziana Carpinello | Presidente Bentley Soa
Tiziana Carpinello | Presidente Bentley Soa

Oramai da troppo tempo si parla di riformare complessivamente il codice degli appalti, con conseguente revisione del sistema di qualificazione. Una riforma che, alla luce del recepimento delle nuove direttive europee in materia, si fa sempre più vicina e necessaria. Una riforma migliorativa, dunque, che gli operatori chiedono da anni e alla quale intendono dare il proprio contributo, mettendo a disposizione del legislatore non solo l’esperienza maturata in 14 anni di attività ma anche le informazioni e i dati finora raccolti e archiviati.
Una riforma che tenda a valorizzare il ruolo delle Soa, perché il vero problema del mercato è il sistema di aggiudicazione degli appalti, ancora oggi vulnerabile, e le modalità di vigilanza, ancora oggi non adeguate ed inefficienti; non certo il sistema di qualificazione. Solo in questo modo è possibile combattere i fenomeni di corruzione di cui le Soa non hanno colpa.

Le proposte di modifica che gli operatori del settore chiedono da anni puntano al raggiungimento di tre obiettivi: aumentare l’efficienza nella selezione delle imprese, snellire e semplificare le procedure di qualificazione e generare un forte risparmio sia per la pa sia per le imprese. In particolare, il «progetto sviluppo», promosso dalle associazioni di categoria nello scorso mese di maggio, propone di:

  • sburocratizzare le procedure
  • agevolare e velocizzare gli adempimenti in capo alle imprese, alle stazioni appaltanti e alle società organismi di attestazione
  • fissare e definire dei criteri di selezione più aderenti alla realtà d’impresa
  • individuare chiaramente i ruoli e le responsabilità
  • raggiungere un maggior grado di efficienza, che possa tradursi in un risparmio per la pubblica amministrazione, una corretta e più efficiente allocazione delle risorse e una riduzione del contenzioso.

Con questi correttivi, infatti, il sistema Soa, puntualmente applicato e vigilato, svolgerebbe indubbie funzioni anticorruttive, di spending review, di corretta allocazione delle risorse pubbliche nonché di implementazione della trasparenza amministrativa. Tali caratteristiche, se cristallizzate in concreti provvedimenti normativi, non solo aiuterebbero a evitare casi di infiltrazioni malavitose negli appalti ma tenderebbero a garantire quella libera concorrenza tra gli operatori in grado di scongiurare la formazione e proliferazione di fenomeni corruttivi, assicurando alla pubblica amministrazione e ai cittadini prestazioni con standard qualitativi elevati e a costi contenuti.
In particolare, tra le proposte avanzate da tempo dagli operatori del settore vi è:

  • l’accesso per le Soa alle banche dati della pa (prefettura, tribunali, Agenzia delle Entrate), con conseguente alleggerimento delle richieste inoltrate oggi a questi enti
  • l’eliminazione per le imprese dell’obbligo di perizia nei casi di cessione di ramo d’azienda, con contestuale assunzione di responsabilità da parte delle Soa e senza costi aggiuntivi per le imprese
  • l’innalzamento dei requisiti minimi per le Soa
  • l’istituzione del casellario informatico dei lavori privati
  • la revisione dei sistemi di pagamento delle attestazioni
  • il monitoraggio da parte delle Soa dei requisiti generali per la conferma delle attestazioni su base quadrimestrale, evitando così che le stazioni appaltanti abbiano l’onere di dover verificare i requisiti in fase di partecipazione alle gare ed eliminando la presentazione delle autocertificazioni da parte delle imprese partecipanti, raggiungendo quindi anche l’obiettivo di ridurre i contenziosi, altro importante costo per la pa.

Peraltro, un recente studio redatto da Nomisma sul sistema delle attestazioni Soa negli appalti pubblici ha fatto emergere chiaramente come l’attuale sistema di qualificazione, nonostante necessiti di importanti correttivi, risulti essere (ancora oggi) il più efficace in termini di snellimento e semplificazione delle procedure, come rilevato anche dall’Avcp (segnalazione n.3 del 2013). Infatti, il 69% delle imprese intervistate lo ritiene migliore del precedente Albo nazionale dei costruttori (1962-1999) e più della metà del campione (56%) dichiara che ha effettivamente contribuito a velocizzare le pratiche amministrative per partecipare alle gare. Inoltre, è emerso che il 71% delle imprese non è favorevole a un sistema in cui la funzione di qualificazione sia demandata alla stazione appaltante, in quanto ritiene che gli enti pubblici non abbiano le competenze necessarie.

La Soa rappresenta quindi un sistema maturo e sostanzialmente consolidato che, nell’attuale contesto di crisi, consente anche un risparmio di spesa pubblica stimabile in almeno 150 milioni di euro l’anno. Per questo motivo, gli operatori del sistema rinnovano la propria totale disponibilità nei confronti del Ministro Lupi, del vice Ministro Nencini e del nuovo presidente dell’Autorità anticorruzione e commissario Avcp, Cantone, a illustrare nel dettaglio il proprio punto di vista e le proprie proposte, nella convinzione che quest’ultime vadano nella medesima direzione percorsa dal Governo Renzi.

Tiziana Carpinello, presidente Bentley Soa

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