Cnappc - Cresme | Bim monitoring

La rivoluzione Bim è partita anche senza obbligatorietà

Lo dicono i dati diffusi dal Centro studi degli architetti e dal Cresme: nel quarto trimestre del 2018 un 30% del valore delle gare di progettazione è in Bim, nel 2017 era del 3%. Lo scenario della crescita del Bim sembra non dipendere solo dalla sua obbligatorietà ma dalla consapevolezza che si tratta di uno strumento che contribuisce all’evoluzione del settore della progettazione e delle costruzioni.
La progettazione Bim cresce già nel 2018 in attesa dell’obbligatorietà del 2019.

I dati emersi dall’analisi Bim Monitoring del Centro studi del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori e del Cresme hanno dimostrato che la rivoluzione Bim (Building Information Modeling) è partita ancora prima della sua obbligatorietà.

Già nel 2018 l’ammontare delle gare di progettazione in Bim era salito a 246 milioni di euro, contro i soli 36 milioni nel 2017, registrando una crescita pari a 8 volte e una forte accelerazione nel quarto trimestre quando si sono toccati gli 80 bandi per 163 milioni di euro.

Il numero dei bandi

L’analisi del numero di bandi in Bim mostra che si è passati da circa 30 procedure nel biennio 2015-2016 a 99 iniziative nel 2017 e poi a 291 procedure nel 2018, il triplo rispetto al 2017. Lo scenario della crescita del Bim non sembra, quindi, essere dovuto solo alla sua obbligatorietà, quanto piuttosto alla consapevolezza che si tratta di uno strumento che contribuisce all’evoluzione del settore della progettazione e soprattutto delle costruzioni.

Dati Cresme- Cnappc.

Il valore dei progetti

Nel primo semestre 2018, inoltre, la percentuale del valore delle progettazioni in Bim sul totale dei bandi di progettazione è stata del 12%; nel secondo semestre del 20%; nel quarto trimestre del 30%.

La committenza: amministrazioni centrali e Regioni

Sul fronte della committenza, nel 2018 si distinguono le amministrazioni pubbliche centrali per numero di gare (172, per un importo di 82,7 milioni di euro, su 291 gare totali) e le Regioni per importo (9 gare per 35,5 milioni di euro). Si distinguono anche i gestori di servizi pubblici: con 22 gare e 71,5 milioni di euro svolgono un ruolo importante nella crescita del Bim. Sono 31 i Comuni per 12,5 milioni di euro, che hanno scelto il Bim.

Nell’ambito delle amministrazioni centrali spiccano:

  • l’Agenzia territoriale del Demanio;
  • tra le Regioni spiccano i 6 bandi dall’ammontare di 32,6 milioni indetti dalla Regione Campania,
  • il bando dell’importo di 235mila euro dalla Regione Basilicata per i servizi di progettazione per il completamento, adeguamento ed ampliamento del Presidio Ospedaliero Villa D’Agri, 1° stralcio funzionale,
  • l’Anas si segnala tra i gestori dei servizi pubblici.
Dati Cresme e Cnappc.

La distribuzione territoriale

Per quanto riguarda la distribuzione territoriale per macro area, si registra una domanda diffusa su tutto il territorio nazionale (sono rappresentate tutte le macro aree geografiche), ma con un ruolo importante del Sud con 94 bandi e 87,2 milioni di euro messi in gara.

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