Spazi pubblici | Lugo di Romagna, Ravenna

Da parcheggio in pieno centro al ritorno a piazza come nel 1800

Un grande vuoto urbano intercluso, posizionato al centro dell’abitato di Lugo, sul sedime dell’antico foro romano e dello spiazzo fieristico medioevale prospiciente la fortezza, è stato riconcepito come spazio di conservazione della natura metafisica del luogo e come spazio flessibile per l'allestimento di attività diversificate, a partire da quella di spazio d’integrazione attraversato dai cittadini e dalle loro famiglie nei tempi del dopolavoro, un vero e proprio salotto urbano per i residenti.
P’arc + Startt; P’arc: Enrica Dall’ara (capogruppo), Sara Angelini, Matteo Zamagni; Startt: Simone Capra, Claudio Castaldo, Francesco Colangeli, Dario Scaravelli.

P’arc + Startt | La piazza come salotto urbano

«Siamo particolarmente contenti del risultato di questa riqualificazione per vari motivi. Il primo è che dimostra che anche in piccoli centri è possibile fare architettura contemporanea di qualità. Questo è stato possibile soprattutto per la professionalità dei tecnici e degli amministratori locali e del loro modello organizzativo, quello dell’Unione dei comuni della bassa Romagna, raccolti in Unione dei Comuni per zone geografiche omogenee. La qualità del progetto e della realizzazione ha ricevuto diversi premi nazionali e non, ed è stato presentato in convegni sulla riqualificazione urbana in Italia. Il Premio Gubbio, il più antico riconoscimento per gli interventi contemporanei in centri storici e il Premio S Arch award è un premio internazionale per la sostenibilità in architettura. Questo introduce l’ultimo motivo che ci sembra interessante condividere. L’area oggetto dell’intervento era considerata prima della trasformazione uno spazio da non attraversare, una sorta di parcheggio in pieno centro. Dopo l’intervento è tornato al suo uso di piazza, come nel 1800, con la doppia finalità di diventare uno spazio d’integrazione attraversato dai cittadini e dalle loro famiglie nei tempi del dopolavoro, sia è stato restituito alla funzione di salotto urbano per i residenti storici. Questa capacità di intercettare un luogo e trasformarlo anche attraverso l’uso di design site-specific in luogo d’integrazione ci sembra il risultato più bello».

Piazza del Paviglione a lavori di riqualificazione ultimati.

L’intervento è il risultato del concorso di riqualificazione dello spazio aperto del Pavaglione; quadriportico settecentesco che racchiudeva uno tra i più grandi mercati della seta delle Romagne e lungo la via Emilia.

Un grande vuoto urbano intercluso, posizionato al centro dell’abitato di Lugo, sul sedime dell’antico foro romano e dello spiazzo fieristico medioevale prospiciente la fortezza. La corte urbana, di 6000 mq, è circondata da quinte monumentali di ordine gigante, al centro di un abitato che oggi conta circa 30.000 residenti.

La centuriazione romana, i tracciati di cardo e decumano, il grande spiazzo fieristico di origine altomedioevale, infine il recinto settecentesco del quadriportico fanno parte di un registro di segni utilizzati per definire il grande spazio vuoto. Come nella tecnica del graffito, il piano pavimentale è inciso a ritrovare le tracce dei sedimenti della storia e a portarne di nuovi.

. La corte urbana, di 6000 mq, è circondata da quinte monumentali di ordine gigante, al centro di un abitato che oggi conta circa 30.000 residenti.

Lo spazio aperto per le manifestazioni e quello alberato sono separati lungo il cardo della centuriazione romana; nuove increspature del piano creano ambienti morbidi adatti al relax e al tempo libero all’ombra degli alberi; una costellazione di sedute monolitiche, disposte a creare micro ambientazioni, anima la piazza.

Nelle ore notturne questo insieme di tracce, contemporanee oppure mutuate dalla storia, lascia il posto a surreali presenze luminose che emergono nella nebbia in omaggio al lavoro di Ghirri. Le incisioni nel piano diventano segni luminescenti che si confrontano con le luci puntuali delle luminarie, rarefatte nel cielo della bassa padana, secondo la lezione del Profilo delle nuvole.

Le componenti dell’intervento di riqualificazione

La piazza minerale è costituita da tutto lo spazio della corte, concepito come spazio di conservazione della natura metafisica del luogo e come spazio flessibile per l’allestimento di attività diversificate.

All’interno della piazza minerale rientra la cornice perimetrale esistente, in acciottolato, antica pavimentazione del quadriportico, che è stata conservata e riqualificata. Il vuoto architettonico è umanizzato da alcune invarianti di scala minuta, una sorta di costellazione di sedute monolitiche, in blocchi di pietra monolitici, objects trouvés in linea con l’atmosfera metafisica del quadriportico.

Le sedute sono disposte per gruppi, che disegnano appunto una costellazione di “salotti urbani” per favorire la socialità cittadina. Mentre la porzione centrale della corte viene mantenuta totalmente libera, questi punti di sosta vengono strategicamente ubicati in prossimità dei portici e delle relative attività commerciali, creando micro ambientazioni accoglienti.

La piazza è caratterizzata da:

  1. sistema di pavimentazione uniforme in pietrischetto calcareo, in sostituzione dell’attuale pavimentazione in asfalto;
  2. sistema di tracciati in lastre di corten che attraversano la piazza, evocativi di assetti storici significativi e di nuovi flussi di movimento da innescare;
  3. sistema d’illuminazione scenografica.

I tracciati in lastre di acciaio corten, in particolare, che fungono da fil rouge che tesse lo spazio centrale della piazza, corrispondono a tre differenti livelli della storiografia della città, su cui il progetto fonda il dialogo fra storia e contemporaneità. Il livello della centuriazione che ha determinato la forma urbis di Lugo e che è ancora attualmente leggibile. Il progetto rende esplicito l’asse del cardo, che traguarda il Pavaglione in direzione nord/sud.

Il livello del prato della fiera, antistante alla Rocca (cfr. Pianta del centro di Lugo di Giacomo Liverani del 1673). Quel prato era all’epoca attraversato da tracciati informali, dalla carraia parallela all’ex fossato e dalla linea del fossato stesso. Pur trattandosi di elementi obliterati dalla successiva costruzione del Pavaglione (1781), le loro direttrici possono acquistare nuovo significato studiando i flussi d’attraversamento della corte in relazione alle vie principali dell’intorno (La “morbidezza” della configurazione secentesca viene evocata inoltre dalla realizzazione delle lievi ondulazioni di creazione delle sedute morfologiche).

Il livello delle connessioni fra le aree di sosta della piazza minerale

Vengono disegnate linee di congiunzione fra i gruppi di arredi. Esse sono state individuate sia prendendo in considerazione il disegno del lastricato realizzato (o in programmazione) per il sistema di piazze attorno al Pavaglione (cfr. Progetto Cervellati, 1994), sia l’esigenza di evidenziare le relazioni fra attività commerciali del quadriportico e spazio aperto.

Questi sistemi di tracciatura del piano pavimentale sono realizzati in corten, all’interno di questi segni, come pure della bordatura di margine tra la pavimentazione storica in acciottolato e la pavimentazione interna, in emulsione bituminosa trasparente e pietrischetto, sono collocate le caditoie per il sistema di deflusso dell’acqua piovana.

Gli elementi della riqualificazione

Pavimentazioni. Riqualificazione e ripristino della pavimentazione storica in acciottolato, realizzazione di fascia in pietra naturale di cordonatura della pavimentazione in acciottolato, riqualificazione della pavimentazione centrale mediante nuova finitura in pietrischetto calcareo e realizzazione di tracciati in lastre di corten.

Sistema di arredo. Realizzazione di sedute morfologiche e monolitiche, sistema d’illuminazione e illuminazione scenografica.

Modellazioni. Sono state create, dove necessario, lievi modellazioni del suolo per la realizzazione delle sedute morfologiche con riporti di misto cementato a forma lobata, indicativamente a “mezza luna”, con salto di quota rispetto al piano di campagna variabile da 0 a 40 cm nei punti di massimo dislivello verso l’area delle sedute/sosta che viene a definirsi, e con raccordi dolci al piano di campagna adiacente nelle parti retrostanti e negli estremi della seduta. Da questi elementi sono state evinte le pendenze per il corretto deflusso delle acque meteoriche nelle aree intercluse dalle sedute.

Acciottolato storico. Si è proceduto al completo restauro e completamento delle parti mancanti. La pavimentazione storica presentava una posa “in costa” (nota come posa “alla lombarda”) con ciottoli piatti e arrotondati, di spessori mediamente compresi tra 1,5 e 4 cm, disposti con un andamento regolare e perpendicolare alle fronti del quadriportico.

Questa posa si riscontra prevalentemente sul perimetro più esterno della fascia, per una profondità media di 5 m; una posa “alla rinfusa” (nota come posa “alla forlivese”) con ciottoli tondeggianti e arrotondati, di diametro variabile fino a un massimo di 15 cm, disposti senza un orientamento regolare.

Questa posa si riscontra prevalentemente sul perimetro più interno della fascia, per una profondità media di 5 m. Erano presenti però anche porzioni di posa incongrui contraddistinte da tessiture miste, derivanti da interventi non databili di ripristino della pavimentazione. In corrispondenza dei fornici e degli spigoli del quadriportico si riscontrano inoltre alcuni minimali cambi di tessitura dell’acciottolato, con motivi decorativi a “spina pesce” e similari.

Parte centrale della piazza

Per quanto riguarda la parte centrale della piazza la realizzazione è stata effettuata in una pavimentazione in pietrischetto calcareo che ne garantisce la carrabilità per il passaggio di mezzi di servizio, nonché elevata compattezza e coesione fra gli inerti. Il pietrischetto calcareo è posto in opera con trattamento a due mani di emulsione bituminosa cationica “trasparente”.

La stesura dell’emulsione bituminosa ha permesso di effettuare una pavimentazione preziosa che per assonanza si mette in relazione con i colori storici del Pavaglione. Questa pavimentazione è stata realizzata con le tecnologie per le pavimentazioni stradali, permettendo di concentrare la spesa sul disegno degli elementi d’arredo urbano.

Elementi delle sedute con i prototipi 3d.

Sistema di arredo urbano

Sono state collocate quattro sedute morfologiche in calcestruzzo di cemento bianco e graniglia di marmo. Il calcestruzzo è armato con rete elettrosaldata su tutte le facce, completo di copriferro da almeno 3 cm e realizzato furi opera in appositi casseri. Le sedute sono realizzate in conci prefabbricati, 19, di sezione e misure variabili, assemblabili tra loro.

I conci sono stati disposti su letto di calcestruzzo magro. Sulle facce contro terra, un sistema d’impermeabilizzazione con guaina bituminosa, spessore di 4 mm, ancorata alla parete e protetta superiormente da una scossalina fissa-guaina in lamiera zincata da 10/10, per evitare le infiltrazioni di acqua piovana.

Per evitare ristagni di acqua piovana alla base delle sedute, è stato realizzato un sistema di drenaggio, mediante la creazione di un solco alla base di ogni seduta e l’installazione di un tubo drenante in polietilene rigido, posato verticalmente per consentire la dispersione dell’acqua drenata nel terreno sottostante.

Elementi delle sedute.

Le panche sono di forma quadrata in blocchi di pietra naturale grigio oriente, di dimensioni 150 cm x 150 cm x 40 cm (h), con finitura delle superfici levigata e angoli smussati. Il tipo di pietra è il lo stesso proposto per la realizzazione della fascia di pavimentazione a perimetro della cornice in acciottolato: una scelta dovuta sia alle elevate prestazioni del materiale quanto a compattezza e resistenza agli agenti atmosferici, sia all’obiettivo, sul piano estetico, di creare uniformità di soluzioni materico-cromatiche e un dialogo fra i nuovi interventi e la pavimentazione storica in acciottolato che incornicia la piazza.

Il progetto d’illuminazione ha valore scenografico. L’intento era creare un effetto “lucciola” con illuminazione a più altezze, all’interno del giardino incantato e nei pressi delle sedute monolitiche nell’ambito della piazza minerale; valorizzare la presenza degli alberi e marcare a terra il segno delle sedute.

I corpi illuminanti sono realizzati in alluminio con finiture bruno antico, di diametro 80 mm, con testa in metacrilato sabbiato alta 100 mm per un diametro di 80 mm. Su ciascun palo sono installate: 2 luci a Led da 8 watt ognuna, 3-4 faretti Led orientabili per l’illuminazione degli alberi. I pali sono fissati al suolo mediante tirafondi e basamento di fondazione.

La piazza di sera.

CHI HA FATTO COSA

  • Committente: Comune di Lugo, Unione dei Comuni della Bassa Romagna
  • Programma di: recupero-restauro di spazi pubblici, riqualificazione urbana
  • Superficie: 6230 mq
  • Progettisti: P’arc + Startt; P’arc: Enrica Dall’ara (capogruppo), Sara Angelini, Matteo Zamagni; Startt: Simone Capra, Claudio Castaldo, Francesco Colangeli, Dario Scaravelli
  • Direzione lavori: Claudio Castaldo (Startt) e Giovanni Liverani (Area Patrimonio, Comune di Lugo)
  • Consulente per la botanica: Paolo Rosetti
  • Imprese edili: Zambelli srl + Zinielio srl
  • Produzione e fornitura corpi illuminanti: Viabizzuno

1 commento

  1. Perchè realizzare la parte centrale della piazza con pietrischetto calcareo affidando la colorazione ispirata al Paviglione a un “trattamento di emulsione bituminosa cationica trasparente”? Una soluzione di moderna tautologia, destinata per me a deteriorarsi ben presto (compreso il colore), e questo per probabili risparmi rispetto a materiali naturali e più affidabili come pietre o mattoni. Ma vista l’importanza e la bellezza dell’intervento forse ne sarebbe valsa la pena

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