Speciale Convegno | Edificio Salubre

Edilizia e città salubri: informazione e nuove competenze professionali

L’Edificio Salubre è l’evento organizzato da Tecniche Nuove (dalle testate Imprese Edili, Come ristrutturare la Casa e il Giornale del Termoidraulico) che conferma il forte impegno della casa editrice nella divulgazione dei rischi derivanti dall’inquinamento indoor e delle buone pratiche costruttive e tecnologiche per ottenere ambienti salubri e comfort abitativo. Se ne è discusso con analisti di settore, medici, filiera della progettazione e costruzione, con i geometri che nel panorama delle professioni tecniche guidano il processo culturale e lo sviluppo delle competenze in materia. Il tema sarà oggetto di ulteriori approfondimenti ed eventi durante le giornate di Saie Bari, dal 24 al 26 ottobre.

Progettare, costruire e vivere in un ambiente sano: di questo si è discusso lo scorso 19 settembre al convegno Edificio Salubre organizzato dalle testate della divisione Edilizia & Architettura Impianti: Imprese Edili, Come Ristrutturare la Casa, Il Giornale del Termoidraulico, e con il patrocinio di Saie Bari, Ance Giovani, Ance Giovani Bari e del Consiglio Nazionale Geometri nella sede del Gruppo Tecniche Nuove a Milano.

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A Bari la piazza della Salubrità

L’Edificio Salubre proseguirà con un progetto dedicato proprio a questo tema durante le giornate di Saie Bari, dal 24 al 26 ottobre, durante le quali verranno raccontati i trend in atto, verranno approfondite tecnologie, soluzioni e sistemi di ultima generazione in grado di migliorare le prestazioni degli edifici e aumentare il comfort di chi lo vive.

Ma lo scopo è soprattutto quello di «creare maggiore consapevolezza nella filiera delle costruzioni rispetto a un tema importante e complesso come quello della salubrità del parco immobiliare, grazie al contributo di tutti gli attori del processo, che va dalla progettazione alla costruzione fino alla gestione dell’edificio».

Edificio Salubre | Prima Sessione.

La salubrità, un concetto tutto da scoprire

Per gli italiani la casa è importante (lo pensa il 90%), tanto più in un momento come quello attuale in cui si passa sempre più tempo tra le mura domestiche, anche per lavorare (questo succede in 4 case su 10). Eppure ben il 48% è insoddisfatto della propria abitazione per aspetti strutturali o ambientali (classe energetica, isolamento termico e acustico, qualità dei materiali, luminosità).

«Il 41% degli italiani – ha detto Paola Caniglia, Retail Director di Doxasi dichiara più attento agli aspetti della casa legati alla salubrità rispetto a 5 anni fa e il 36% si dice molto preoccupato a riguardo, per motivi che vanno dallo stato degli impianti alla qualità dell’aria e alla mancanza di ventilazione, fino ad arrivare agli impianti di riscaldamento e condizionamento e alla qualità dell’acqua. Per coinvolgere e aumentare la consapevolezza, è bene però, più che attivare paure, spostare l’attenzione sul versante dei desideri». Quindi non tanto sul “non voglio ammalarmi” (sebbene molte delle patologie di cui soffriamo, dal mal di testa fino a malattie gravi come tumori o affezioni cardiovascolari siano proprio di origine ambientale, come sottolineato da Fabrizio Pregliasco, specialista in virologia e direttore sanitario all’Irccs Istituto Ortopedico Galeazzi) ma sul «voglio un clima di benessere fisico e psicologico a casa mia».

I numeri dell’inquinamento domestico

Agenzie governative e istituti di ricerca concordano: l’85% dell’inquinamento dell’aria nel nostro pianeta è all’interno di abitazioni, scuole e uffici cioè dentro gli ambienti confinati. Come può succedere? Le fonti d’inquinamento domestico sono molteplici: basti pensare ai prodotti chimici da materiali da costruzione e arredamento, oppure quelli utilizzati per le pulizie o di pitture e solventi, o ancora muffe, batteri, acari, fumo di sigaretta, senza dimenticare il monossido di carbonio o i gas di combustione fossile da camini e stufe.

La salubrità nel processo costruttivo: Chi fa Cosa

Nel talk moderato da Livia Randaccio, direttore di Imprese Edili, è stato ricordato che l’Oms definisce “sana” un’abitazione se è in grado di promuovere il benessere fisico, sociale e mentale (psichico) dei suoi occupanti attraverso una progettazione, costruzione, manutenzione e collocazione territoriale in grado di supportare un ambiente sostenibile e una comunità coesa.

Gaetano Settimo, dirigente esperto della qualità dell’aria autdoor-indoor dell’Istituto Superiore della Sanità, ha affermato che «tra le politiche generali occorre inserire la diffusione alla popolazione delle informazioni relative alla qualità dell’aria indoor e ai rischi correlati insieme alle modalità per prevenirli. Accanto alla definizione di linee guida per la qualità dell’aria indoor e di standard di ventilazione, occorre promuovere l’impiego di prodotti ecologici e di edilizia sostenibile (reach, ecolabel, regolamento 305 sui prodotti da costruzioni) sviluppo di politiche urbane e risparmio energetico compatibili con la salubrità indoor».

Edificio Salubre | Seconda Sessione | Regina De Albertis e Paolo Cresci con Livia Randaccio (Imprese Edili).

Sono stati Regina De Albertis (Impresa Borio Mangiarotti) e Paolo Cresci (esperto di sostenibilità di Arup Italia) a parlare di progettazione integrata illustrando lo sviluppo immobiliare di riqualificazione urbana SeiMilano che si propone come un intervento innovativo che riduce l’impatto sulla natura e diventa promotore di un miglioramento delle condizioni dell’ambiente naturale e costruito nel quale si colloca. Un risultato possibile considerando tutti gli elementi in gioco: energia, acqua, materiali, mobilità, beni e servizi. L’ambizioso obiettivo, che vuole diventare una best practice di rilievo internazionale, è quello di garantire la qualità della vita ai futuri abitanti e fruitori di SeiMilano facendo diventare veri e propri valori la Sostenibilità Ambientale, la Qualità della Vita, l’Innovazione Utile e l’Economia Circolare.

Regina De Albertis | Imprenditrice Edile (Impresa Borio Mangiarotti – Milano) e Presidente Giovani Ance.

Il caso SeiMilano, la città-giardino

«SeiMilano mira a un approccio “place making” – ha detto Regina De Albertisa una progettazione partecipata e condivisa con l’amministrazione del comune di Milano, i consigli di zona, i comitati territoriali e ai più alti standard internazionali di qualità della vita grazie a partner importanti come Arup, Microsoft e Easydom». Il masterplan firmato dallo Studio Mario Cucinella Architects (MCA) prevede su un’area di circa 300mila mq la realizzazione di una nuova polarità urbana, una “città-giardino” con oltre mille residenze tra libere e convenzionate, 30mila mq di uffici e 10mila mq di funzioni commerciali, immersa in un nuovo grande parco disegnato dallo Studio Michel Desvigne Paysagiste (MDP).

Paolo Cresci | Esperto Sostenibilità Arup Italia.

Paolo Cresci ha spiegato che lo sviluppo progettuale di SeiMilano è analizzato attraverso l’esperienza internazionale di Arup su grandi progetti complessi e di successo nel mondo. Arup implementa su SeiMilano un approccio nuovo e mirato allo sviluppo e all’applicazione di un Framework di Sostenibilità specifico basato sui 17 UN’s Sustainable Development Goals e i principi dell’Economia Circolare. E a proposito di “Qualità della Vita”: al cuore di SeiMilano si trova l’uomo in armonia con la natura.

Grazie a un approccio che considera olisticamente tutti gli aspetti del comfort, da quelli ambientali a quelli fisici e mentali, i futuri abitanti e fruitori di SeiMilano troveranno un ambiente che stimolerà l’aggregazione e il senso di comunità.

L’accelerazione tecnologica, l’utilizzo di sistemi di costruzione innovativi e più sostenibili, la flessibilità e l’adattabilità nel tempo, le infrastrutture smart e digital a supporto del miglioramento della qualità della vita, sono tra i principali temi per i quali Arup fornisce una consulenza strategica al progetto.

L’applicazione dei principi dell’Economia Circolare a SeiMilano abbraccia tutti gli altri aspetti della consulenza come elemento chiave d’innovazione e riduzione del carbon footprint dell’intervento. SeiMilano esplora quindi tutte le potenzialità offerte dall’approccio basato sui principi della logistica inversa, sull’adozione di materiali cradle to cradle e bio-based e su modelli di Edilizia 4.0.

L’Esperto in Edificio Salubre

Seconda Sessione | Comitato Scientifico Progetto Formativo Esperto Edificio Salubre con Livia Randaccio (Imprese Edili).

«Il miglioramento delle condizioni abitative può salvare vite umane – ha affermato Paola Allegri, Presidente dell’Associazione Donne Geometraprevenire malattie, migliorare la qualità della vita, ridurre la povertà e aiutare a mitigare i cambiamenti climatici. L’impegno degli addetti ai lavori della filiera edilizia è quello di promuovere un alloggio sano per un futuro sostenibile ed equo. Da numerose indagini in edifici in cui erano stati segnalati problemi di salute o di comfort, il problema (in quasi la metà dei casi) era costituito da una ventilazione inadeguata e materiali nocivi. Altri studi condotti sugli uffici hanno accertato disturbi fino al 50% dei casi che hanno inciso sulla produttività. Alcuni studi italiani hanno focalizzato l’attenzione sui costi economici delle malattie legate agli edifici malati confermandone l’elevato impatto sociale, una riduzione del Valore degli immobili e le responsabilità civili e penali degli addetti ai lavori. Per questo motivo è nata in seno al Consiglio Nazionale Geometri l’Esperto dell’Edificio Salubre, una nuova competenza professionale in risposta alle direttive Ue che, nell’ambito della strategia 2020-2030, impongono una riconversione in chiave “verde” alle professioni tecniche per riqualificare il patrimonio edilizio esistente, eliminando i materiali nocivi le criticità costruttive che espongono l’uomo a gravi patologie anche mortali».

Le stime dell’Oms (rapporto 2014 riferito al 2012) dichiarano che 4.3 milioni di morti sono legate all’inquinamento indoor e 3.7 a quello outdoor (pari a un ottavo del totale dei decessi nel mondo).

Paola Allegri ha ricordato che le malattie da costruzione sono state riconosciute nel 1983 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Riqualificare il costruito oggi vuol dire non solo tutelare la sicurezza degli edifici sotto il profilo sismico ma anche tutelare e promuovere la salute negli ambienti confinati garantendo la sostenibilità degli edifici dal punto di vista della progettazione, costruzione, ristrutturazione e gestione.

Danni alla salute e politiche di prevenzione

L’Istituto Superiore della Sanità, tra le politiche generali, indica che occorre diffondere alla popolazione informazioni relative alla qualità dell’aria indoor e ai rischi correlati insieme alle modalità per prevenirli. Accanto alla definizione di linee guida per la qualità dell’aria indoor e di standard di ventilazione, occorre promuovere l’impiego di prodotti ecologici e di edilizia sostenibile e sviluppa di politiche urbane e di risparmio energetico compatibili con la salubrità indoor.

L’Oms definisce Sana un’abitazione se è in grado di promuovere il benessere fisico, sociale e mentale (psichico) dei suoi occupanti attraverso una progettazione, costruzione, manutenzione e collocazione territoriale in grado di supportare un ambiente sostenibile e una comunità coesa.

Il Radon in Italia è responsabile di 3/6000 decessi ogni anno e provoca il tumore al polmone (Ministero della Salute). Per L’Oms è la seconda causa di morte per tumore al polmone dopo il fumo di sigaretta. Il Radon è un gas radioattivo che si sprigiona naturalmente dal sottosuolo e penetra negli edifici attraverso le fondazioni, canne fumarie, tubature.

Ogni anno muoiono 853mila persone per avvelenamento al piombo. Molte vernici che vengono vendute legalmente sono dannose alla salute e i più colpiti sono i bambini e le donne in gravidanza. Negli adulti aumenta il rischio di ictus, malattie ischemiche, cardiache e danni renali. Nelle donne incinte si evidenziano malformazioni al feto, nascite premature, aborti. Sono a rischio le scuole!

Da numerose indagini in edifici in cui erano stati segnalati problemi di salute o di comfort, il problema (in quasi la metà dei casi) era costituito da una ventilazione inadeguata e materiali nocivi. Altri studi condotti su uffici hanno accertato disturbi fino al 50% dei casi che hanno inciso sulla produttività.

Alcuni studi italiani hanno focalizzato l’attenzione sui costi economici delle malattie legate agli edifici malati confermandone l’elevato impatto sociale, una riduzione del Valore degli immobili e le responsabilità civili e penali degli addetti ai lavori.

Per l’Istituto Superiore di Sanità occorre diffondere alla popolazione informazioni relative alla qualità dell’aria indoor e ai rischi correlati, insieme alle modalità per prevenirli. Bisogna privilegiare la consapevolezza dei cittadini, per aumentare le possibilità di controllo dei rischi. L’inquinamento indoor, infatti, rispetto a quello outdoor, si caratterizza per il particolare coinvolgimento degli occupanti gli edifici, che sopportano direttamente le conseguenze negative dell’inquinamento in termini di benessere e qualità della vita e allo stesso tempo, con i loro comportamenti possono essere i principali responsabili dell’inquinamento stesso.

Terza Sessione | Esperti in tecnologia impiantistica con Daniela Dirceo (Come Ristrutturare La casa).

Il ruolo attivo del cittadino può essere sfruttato efficacemente per realizzare strategie per la gestione del problema, soprattutto attraverso la promozione di comportamenti e stili di vita positivi, improntati alla salute. Si possono utilizzare anche strumenti di mercato e incentivi economici e fiscali per orientare i comportamenti e i consumi della popolazione verso gli obiettivi desiderati.

L’Oms consiglia la definizione di limiti per gli inquinanti indoor per i quali esistono numerose evidenze scientifiche circa gli effetti dannosi per la salute: benzene, biossido di azoto, formaldeide, idrocarburi policiclici aromatici (soprattutto benzo[a]pirene), monossido di carbonio, naftalene, radon, tricloroetilene e tetracloroetilene.

Accanto alla definizione di linee guida per la qualità dell’aria indoor e di standard ventilazione, occorre promuovere l’impiego di prodotti ecologici e di edilizia sostenibile e l’integrazione delle politiche sulla qualità dell’aria indoor con quelle dello sviluppo urbano, soprattutto del consumo energetico degli edifici. Poiché l’aria esterna condiziona l’aria indoor, è necessario privilegiare l’utilizzo di fonti energetiche che minimizzino l’inquinamento dell’aria e progettare edifici a basso consumo energetico. È necessario implementare le norme che limitano le emissioni in atmosfera di inquinanti derivanti da attività industriali, trasporti, agricoltura, gestione rifiuti, attività domestiche.

La filiera delle responsabilità nella giurisprudenza

Dall’avvocato Massimo Murru (componente del comitato scientifico del progetto formativo Esperto Edificio Salubre) si è appreso che il concetto di salubrità degli ambienti confinati è diventato un valore anche giuridico che si traduce in riconoscimenti di diritti del singolo o della comunità che vive all’interno di un edificio confinato in sentenze al massimo livello del nostro sistema giudiziario, come la Suprema Corte di Cassazione, sia nelle sezioni civili sia nelle sezioni penali. Ci sono stati casi di giovani vite interrotte per il contatto nella propria abitazione con agenti patogeni particolarmente aggressivi.

Massimo Murru | Avvocato ed Esperto Legale Progetto Formativo Esperto Edificio Salubre.

«Sono maturi i tempi – ha detto l’avvocato Murru – per trasformare la salubrità dell’aria indoor in una qualità essenziale dell’immobile al pari della sua efficienza energetica, che costituisce sotto forma di certificazione un elemento essenziale di validità del negozio giuridico di trasferimento degli immobili. Sono estremamente convinto che il trasferimento della proprietà, ma non solo, anche un semplice contratto di concessione in godimento dell’immobile, debba essere accompagnato da una certificazione di salubrità e quanto affermo è fondato su oggettivi riscontri giurisprudenziali. Esiste una vera e propria filiera delle responsabilità dal committente fino all’ultimo concessionario del bene verso l’utilizzatore finale. Tutti i protagonisti del processo costruttivo, soprattutto i professionisti, sono tenuti al rispetto di un livello di diligenza professionale più alto dell’uomo comune. Recenti sentenze prevedono per i casi gravissimi di violazione delle buone norme di costruzione e progettazione, sotto il profilo civilistico, la risoluzione del contratto per inadempimento, dove si verifichino gravi difformità e vizi dell’edificio declinati anche sotto il profilo della salubrità (muffe, radon, inquinamento elettromagnetico…). La nostra giurisprudenza è giunta a risarcire insieme al danno materiale anche il danno non patrimoniale cioè il danno al benessere psico-fisico della persona che vive e lavora nell’ambiente confinato insalubre».

Paola Allegri | Presidente Associazione Donne Geometra e ideatrice Progetto Formativo Esperto Edificio Salubre.

Paola Allegri | Esperto in Edificio Salubre, competenza necessaria in edilizia

«L’inquinamento indoor è 10 volte superiore a quello esterno. Cosa fare? Abbiamo capito che era necessario preparare i tecnici e metterli in grado ci capire quali sono i materiali e le tecniche costruttive che possono nascondere insidie per la salute con ripercussioni sui costi del sistema sanitario nazionale. È allora partito il nostro progetto di formazione interdisciplinare che non comprende solo la tecnica edilizia ma anche i medici e la consulenza legale. Un progetto che dà anche una risposta occupazionale. Quando parliamo di sicurezza pensiamo a quella statica, che certamente è fondamentale, ma di sicurezza salubre nessuno aveva mai parlato. Se dall’inizio del secolo abbiamo avuto 57mila persone che sono morte per il terremoto (570 persone l’anno) di Radon (fonte Istituto Superiore di Sanità) muoiono 6000 persone l’anno. E l’inquinamento da Radon è solo una piccola fetta della salubrità. Ci sono 4000 persone che muoiono ancora di amianto. Uno studio britannico afferma che in Europa ogni anno muoiono 90mila persone per problemi legati all’inquinamento indoor. Se questi sono i numeri dobbiamo istruire i tecnici per rilanciare la riqualificazione di qualità e salubre. La salubrità è un concetto giuridico che è stato inserito nel Testo Unico per l’Edilizia 380 del 2001. Quando si costruisce ci si riferisce sempre alle norme igienico sanitarie che fanno riferimento alla legge del 1934 e al dm del 1975 ma con il 380 c’è stato un trasferimento di competenze trasversali e l’attestazione la fanno i tecnici. Nell’attuale certificato di agibilità c’è scritto salubrità che vuol dire patologie serie, anche mortali. L’Onu a proposito di sviluppo sostenibile invita a una simbiosi industriale e quindi a una coralità di azioni, a partire da un linguaggio comune. In questo modo l’impresa, l’industria e le professioni tecniche possono riportare l’edilizia al centro del Paese con sbocchi occupazionali in molti settori del comparto».

Nicola Fiotti | Direttore Scientifico Progetto formativo Esperto Edificio Salubre.

Prof. Nicola Fiotti | Distinzione tra salute e benessere

«Devo fare un chiarimento di fondo: esiste la salubrità ed esiste il benessere. Sono due concetti completamente diversi. Dalla salute nasce il benessere ed è questo il concetto che troviamo nella dichiarazione dell’Oms. Prima viene la salute e poi c’è il benessere. Quello su cui gli esperti dell’edificio salubre lavorano è la salute. Nel nostro ambito, concentrandosi solo sulla salute c’è tantissimo lavoro da fare. Le azioni di chi costruisce hanno un impatto importantissimo sulla salute umana».

Gaetano Settimo | Ricercatore Istituto Superiore Sanità, Esperto Inquinamento Aria Indoor-Outdoor.

Gaetano Settimo | Salubrità indoor, una sfida per i sistemi di sanità pubblica

«La salubrità indoor è un tema che richiede un’onda culturale che deve agire sulla qualità dell’ambiente costruito, sul livello di conoscenza della qualità dell’aria indoor, che promuova la partecipazione (progettisti, costruttori, produttori, gestori, popolazione). La qualità dell’aria indoor dipende fortemente dall’efficienza energetica e dal livello di ventilazione dell’edificio, che deve essere adeguato all’elevata efficienza energetica. Gli interventi di efficienza energetica vengono effettuati per migliorare la qualità dell’involucro/isolamento dell’abitazione o dell’edificio, i sistemi di riscaldamento, con l’obiettivo di creare abitazioni più calde. Troppo spesso il risultato è: ambienti poco ventilati, troppo isolati, troppo riscaldati, costruiti con materiali che inquinano l’aria. I risultati non si concentrano sul miglioramento della Salute degli occupanti. La riqualificazione del costruito va affrontata in maniera integrata per produrre i risultati migliori nel modo più efficiente, piuttosto che tentare di affrontare individualmente le problematiche. Dobbiamo prevenire l’effetto moltiplicatore delle emissioni. Le città del mondo occupano solo il 3% del territorio del nostro pianeta, ma rappresentano il 60-80 % del consumo di energia e la rapida urbanizzazione sta esercitando pressione sulle forniture di acqua potabile, depurazione acque reflue, ambiente di vita (indoor) e salute pubblica. Ma l’alta densità abitativa in aree urbane può portare a guadagni di efficienza e d’innovazione tecnologica, riducendo il consumo di risorse e di energia. In Italia la qualità dell’aria negli edifici pubblici (uffici, scuole, strutture sanitarie, ecc.) e nelle abitazioni è quasi sconosciuta (mancano dati, descrizione tipologia degli edifici, sui materiali, sui consumi energetici, dotazioni impiantistiche). Le persone devono essere informate sul pericolo che gli inquinanti indoor possono comportare per la salute umana. Occorre lavorare sulla riduzione delle sorgenti che provocano un aumento del carico inquinante indoor, per es. materiali a ridotto livello emissivo, prodotti di finitura, intermedi per la posa, sigillanti, riempitivi, prodotti per l’arredo. Devono essere applicate le normative sui materiali (corretto uso, materiali a ridotto livello emissivo). Un ruolo fondamentale è della ricerca e innovazione sui materiali, ma anche degli strumenti di misura e delle metodologie: occorre sviluppare norme, criteri di qualità, linee guida, monitoraggi e controlli (sorgenti, ventilazione, materiali), corretta valutazione dei rischi in ambienti lavorativi indoor, avviare un confronto con  gli enti di controllo e di ricerca (ASL, INAIL, ARPA, ISPRA, ISS, CNR) che hanno maturato esperienze in materia, fare attenzione agli interventi legati al risparmio energetico e mettere in atto di programmi di informazione/formazione specifica e non generica».

Livio Spinelli | Consiglio Nazionale Geometri Esperto in Valutazione Immobiliare.

Geom. Livio Spinelli | La salubrità nella valutazione immobiliare

«Le transazioni immobiliari sono un dato fondamentale per l’economia del Paese e l’attività di valutazione, analisi e conformità sono un nodo essenziale per la determinazione del rating legato all’acquisto o alla vendita immobiliare e della valutazione immobiliare. Gli Standard Internazionali di Valutazione (I.V.S.), ancorché tradotti e recepiti per la fattispecie in Italia, non trovano a tutt’oggi la piena applicazione, nonostante si siano susseguiti importanti input sia a livello internazionale sia nazionale, mentre i rapidi cambiamenti economici degli anni Settanta già spinsero gli operatori di mercato ad attribuire crescente importanza alle valutazioni professionali nel settore delle proprietà immobiliari. Nasce, quindi, tra i valutatori, l’esigenza di adottare un sistema condiviso, frutto di una valutazione scientifica, dal quale scaturisca un risultato verificabile e ripetibile. Ciò non è possibile attraverso metodologie di approccio che attraversino percorsi incerti e, soprattutto, non analizzino a fondo gli stessi percorsi seguiti, non garantendo la necessaria trasparenza come di fatto avviene nelle valutazioni “empiriche”. Il Consiglio Nazionale dei Geometri lavora da sempre per garantire trasparenza e oggettività tecnico-scientifica all’attività di valutazione, e anche sul tema della salubrità degli ambienti confinati sta lavorando a un percorso metodologico ed etico». 

Paola Caniglia | Casa-Doxa.

Paola Caniglia | La percezione della salubrità del patrimonio edilizio esistente

«L’Osservatorio Casa Doxa conferma che gli italiani danno alla casa un’importanza esistenziale (90%), ma per il 48% è fonte di preoccupazione e rappresenta un’area di opportunità che spinge al cambiamento. Dove alligna l’insoddisfazione? Viviamo in contenitori rigidi pensati per altre epoche mentre le nostre vite in casa sono mutate. La casa rispetto al passato è più popolata e più vissuta, è diventata anche il luogo di lavoro. Basti pensare che in quattro case su dieci si lavora. Il fenomeno dello smart working, relativamente recente, già coinvolge più del 9% dei dipendenti del settore privato. Quindi c’è tanta gente che vive la casa a ciclo continuo. Rispetto agli ultimi 5 anni aumenta il numero di italiani che si dice attento ai temi della salubrità in casa (40%) e il 36% ipotizza che la sua casa sia poco salubre. I maggiori pericoli li associano allo stato degli impianti e alla qualità dell’aria e alla mancanza di ventilazione. Occorre quindi lavorare per rendere i luoghi in cui si vive realmente salubri, confortevole e informare i cittadini».

Francesca Zirnstein | Scenari Immobiliari.

Francesca ZirnsteinRiqualificazione in chiave sostenibile

«L’economia green si è sviluppata nel nostro Paese negli ultimi 15 anni e devo dire con risultati migliori di quelli che ci si aspettava in termini di risultati raggiunti, soprattutto nel mondo residenziale. In Lombardia le startup che si occupano di sostenibilità sono aumentate del 22% e il dato tende a crescere. Per quanto riguarda gli edifici quello che è veramente cambiato oggi è il concentrarsi degli attori economici dell’industria delle costruzioni sull’utilizzatore. Infatti, questi anni di edilizia sostenibile ci hanno portato norme europee, locali e mondiali e il maggior riferimento è all’Agenda 2030 realizzata nel 2015 a margine della settantesima assemblea dell’Onu (adesione di 173 Paesi) che è formata da 17 obiettivi principali e 169 obiettivi secondari. Molti di questi obiettivi hanno ricadute importanti per il mondo dell’edilizia. In particolare, l’obiettivo 11 dice che bisogna rendere le città e le comunità sostenibili. L’Europa ha recepito queste indicazioni con la direttiva 846 del 2018 invitando alla riqualificazione sostenibile e che se ne facciano carico anche i privati con un ruolo per i consumatori. Il tema del benessere negli ambienti confinati non dipende tanto da tutta la tecnologia che abbiamo a disposizione ma dalla sua messa a sistema. Ed è su questo che sta lavorando la filiera delle costruzioni. Un grande ruolo è svolto dalla digitalizzazione e dai big data che mette a disposizione».

Servizio a cura di Livia Randaccio

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