Edilizia residenziale | San Antonio, Giaglione (To)

Come ri-abitare una costruzione montana tipica della valle di Susa

Quello di casa Giaglione è un complesso edilizio di grandi dimensioni, quattro piani fuori terra, oltre a interrati e spazi esterni, inserito in un contesto difficile per le preesistenze. La ristrutturazione non è stata operata con materiali tradizionali, ma si è proceduto a realizzare un edificio contemporaneo con soluzioni innovative e materiali moderni reinterpretando le caratteristiche tipiche dell’architettura montana e ponendosi in dialogo con l’intorno.

Questo nuovo insieme abitativo interpreta la costruzione tipica della valle di Susa proponendo una nuova suddivisione delle unità in equilibrio fra l’autonomia della casa privata e la socialità degli spazi comuni. La sua componente espressiva principale, una copertura in legno lamiera e acciaio inox posta al di sopra del volume abitato, raccoglie i principali fattori di sostenibilità dell’edificio quali isolamento, ventilazione e produzione di energia per fotovoltaico e solare termico.

Alla copertura sono appesi i lunghi balconi di legno in grado di ombreggiare la facciata sud e di conferire rigidezza alle ali in lamiera forata. La facciata dell’edificio è rivestita in intonaco grezzo mentre stratificazioni di pietra locale ne determinano la zoccolatura. Coniugare casa e lavoro, benessere, salute e innovazione all’abitare montano, è espressione del desiderio di lasciare alla comunità un contributo innovativo di lungo termine in grado di soddisfare le esigenze della nuova era che si va configurando.

Un funzionale spazio per co-working, un’area cinema alternata a zona fitness, un locale di storage attrezzature sportive e locker per ricevere pacchi con frigoriferi intelligenti potranno comporre un sistema di servizi completo, rendendo l’abitare confortevole e sicuro. Appartamenti dove godersi la bellezza di ogni stagione, consentendo una fruizione dello spazio esterno valorizzando la vita e la vicinanza con la natura.

“Casa Giaglione” è caratterizzata da generose balconate in legno collegate da tiranti in acciaio inox, con funzione strutturale per il loro sostegno, a ricordare i “gafi” tipici delle abitazioni di montagna e ampie superfici vetrate della mansarda, arretrate rispetto al filo facciata.

Progetto esecutivo

Il progetto di ristrutturazione ha interessato tre distinte unità immobiliari che nel corso degli anni erano state acquistate da un’unica proprietaria. Una di queste unità immobiliare era la residenza stabile della proprietà, mentre le altre due erano disabitate da tempo e versavano in pessime condizioni anche dal punto di vista strutturale. La particolarità con cui ci si è dovuti confrontare con il progetto è stata quella di doversi misurare con un complesso edilizio di grandi dimensioni (quattro piani fuori terra oltre a interrati e spazi esterni) inserito in un contesto difficile per le preesistenze.

La scelta condivisa tra proprietà e progettista architettonico che sta alla base di tutto l’iter progettuale e realizzativo è stata quella di non pensare alla classica ristrutturazione in zona montana con scelte e materiali tradizionali, ma piuttosto di pensare a un edificio contemporaneo realizzato con soluzioni innovative e materiali moderni che reinterpretasse, in chiave moderna appunto, le caratteristiche tipiche dell’architettura montana e che si ponesse in dialogo con il contesto in cui è inserito facendosi “sentire” con una garbata, ma decisa e vigorosa, presenza.

Le scelte architettoniche e realizzative che ne sono conseguite sono state tutte guidate da questi concetti: a partire dal tetto, realizzato in lamiera di allumino grigio antracite, che copre l’involucro come una sorta di mantello protettivo e discende con propaggini a formare delle “orecchie”, sempre in lamiera di alluminio traforata, fino al secondo piano dell’edificio per ricreare spazi esterni protetti come quelli dei balconi delle case di montagna che i contadini utilizzavano per essiccare i prodotti della terra.

Oppure le generose balconate in legno collegate da tiranti in acciaio inox, con funzione strutturale per il loro sostegno, a ricordare i “gafi” tipici delle abitazioni di montagna o le ampie superfici vetrate della mansarda, arretrate rispetto al filo facciata, a ricreare lo scuro vuoto dei fienili (sottotetti) dei medesimi edifici.

Inoltre, la marcata dissimmetria delle facciate originarie, confluenti verso il centro a formare una sorta di “punta”, è diventata elemento caratterizzante delle forme esterne con esaltazione di geometrie “a freccia (o a punta)” che sono evidenti tanto negli assiti dei balconi quanto nelle “rastremazioni a triangolo” delle ringhiere in ferro al piano terra o negli “speroni” delle murature in pietra della scala e del terrazzo esterno del piano terra su cui pare fondarsi l’intero edificio.

Viste le considerevoli dimensioni dell’edificio (800 metri quadrati di superficie complessiva), il progetto si è posto l’obiettivo di conseguire un unicum, unendo funzionalmente e strutturalmente parti delle diverse unità immobiliari originarie, frazionabile però in più unità indipendenti. Dal punto di vista strutturale si è cercato di conservare la matrice originaria, alquanto disomogenea e in alcune parti degradata, rendendola idonea con importanti e complessi interventi di adeguamento, di cui si dirà in maggior dettaglio nel seguito.

Gli interventi strutturali eseguiti hanno consentito sia la conservazione di elementi strutturali tipici, come le volte a botte del piano terra opportunamente “cucite”, sia l’inserimento di nuovi collegamenti tecnologici verticali tra i vari piani come quello dell’impianto ascensore o dell’impiantistica comune ai vari alloggi.

Le scelte progettuali non convenzionali fatte e le soluzioni costruttive che ne sono conseguite hanno richiesto un’attenta e meticolosa esecuzione al fine di non banalizzarle con realizzazioni non all’altezza delle scelte stesse; ne sono esempio le sporgenze verticali del tetto lungo le pareti laterali dell’edificio, le già citate orecchie metalliche, che hanno richiesto una struttura di sostegno ad hoc, gli “spilli” in legno, fissata alla struttura del tetto con l’utilizzo di piastre metalliche angolari una diversa dall’altra o le piastre di ancoraggio dei tiranti in acciaio inox per il sostegno dei balconi progettate singolarmente per forma e tipo di ancoraggio alla struttura portante del tetto.

I lavori di ristrutturazione, che nel complesso sono durati oltre tre anni, hanno interessato tutte le parti delle originarie unità costituenti l’immobile e hanno visto il concorso di numerose imprese, tutte altamente specializzate nei rispettivi ambiti di competenza.

Efficientamento energetico

Tra gli interventi significativi, oltre a quello relativo al consolidamento strutturale, è stata posta grande attenzione all’efficientamento energetico dell’edificio. Combinando gli effetti generati da un buon isolamento a cappotto esterno e da un impianto di riscaldamento a bassa temperatura, alimentato da una caldaia a pellet e da un campo di collettori solari termici, con quelli forniti da componenti edilizie con elevate performance prestazionali, come ad esempio serramenti a triplo vetro o isolamenti interni con materiali naturali, si è ottenuto un indice di prestazione energetica globale pari a circa 38 kWh/m2anno, che situa l’edificio nella classe energetica più alta raggiungibile (A4), risultato non trascurabile trattandosi di una ristrutturazione.

Interventi strutturali

Dal punto di vista strutturale, prima di procedere con la definizione degli interventi di consolidamento dell’esistente e di nuova realizzazione delle parti in progetto, si è proceduto con un’accurata verifica di tutte le strutture esistenti con funzione portante. Grazie all’esecuzione di un rilievo geometrico e strutturale, e di un’analisi del quadro fessurativo presente nelle membrature esistenti, è stata acquisita una completa visione d’insieme delle problematiche, da cui è emersa l’esigenza di indagare in particolare le capacità portanti di alcuni elementi orizzontali di solaio.

Alcune travi in c.a. in spessore, esistenti nei solai in latero cemento, hanno richiesto un intervento di rinforzo per ridurre i fenomeni di fluage. Tale intervento è consistito nella realizzazione di getti integrativi, con opportuni appoggi, barre e staffe inghisate tramite resina. In alcuni casi il rinforzo è stato realizzato all’intradosso, per aumentare la sezione resistente in zona tesa; in altri casi l’intervento di rinforzo è stato necessario all’estradosso, per innalzare l’altezza della trave in zona compressa.

Quest’ultimo caso ha comportato la necessità di risolvere le interferenze con il passaggio degli impianti, passaggio che è stato garantito prevedendo in fase di getto degli appositi varchi trasversali a mezzo di tratti di tubazione di sezione opportuna. Un importante intervento ha avuto luogo per una delle volte a botte in pietra del piano terra, realizzata con la tecnica costruttiva delle volte a “concrezione”, ossia con il getto di inerti e di malta legante che, indurendo, prende la forma della cassaforma usata. Tale volta presentava un’importante deformazione di 4 m2 in prossimità della chiave.

Per procedere con la riparazione della parte deformata, sono stati preliminarmente inseriti 2 tiranti provvisori in acciaio in corrispondenza del pavimento del piano sovrastante, in modo che i due maschi murari di scarico della volta potessero risultare stabili durante le operazioni. La volta è stata poi totalmente puntellata così da garantire lo svolgimento in sicurezza delle attività.

Si è proceduto quindi con lo smontaggio dell’area deformata per un tratto maggiorato, con la ricostruzione localizzata della volta impiegando le pietre originali smontate in precedenza e con l’aggraziatura e rimodellazione estradossale della curva, secondo la sagoma originale prestabilita. Le nuove aperture nei muri portanti sono state realizzate con complete cerchiature metalliche, costituite da elementi verticali, elementi di architrave ed elementi di collegamento a livello del solaio inferiore.

La nuova copertura è stata realizzata in legno lamellare con classe di resistenza Gl36h. Gli elementi caratterizzanti dei risvolti del tetto, le così dette “orecchie”, sono stati realizzati con telai in acciaio fissati a elementi in legno lamellare verticali, gli “spilli”, che strutturalmente rappresentano delle mensole verticali, rastremati verso l’estremo inferiore e sono a loro volta collegati ai falsi puntoni di copertura tramite piastre metalliche sagomate e imbullonate.

I telai metallici sono costituiti da profili di bordo Upn 80 e profili di parete Ipe 80 tutti connessi tra loro tramite saldature: sono dunque elementi preassemblati, posti in opera agganciandoli superiormente agli spilli opportunamente intagliati nella parte sommitale a creare una “sedia” di alloggiamento, e collegandoli ulteriormente all’estremo inferiore degli spilli stessi.

Il dettaglio di gronda del tetto è stato studiato per realizzare un canale di raccolta acque non visibile dall’esterno. La sommità degli spilli è stata protetta con una scossalina metallica realizzata con lo stesso materiale del rivestimento di copertura. Il progetto ha infine integrato anche interventi sugli spazi esterni, alcuni attualmente in corso di completamento, finalizzati a “cucire” l’involucro edilizio e le aree circostanti con realizzazione di zone a uso comune come autorimesse, posti auto, terrazze e spazi verdi.

Ing. Piercarlo Sibille | Direttore lavori.

Ing. Piercarlo Sibille | Direttore lavori

«Si è trattato di un lavoro impegnativo per la complessità e la particolarità delle soluzioni realizzative adottate e per la particolare attenzione richiesta dalla committenza nel puntuale conseguimento degli obiettivi posti a base del progetto e nell’attenta esecuzione dei dettagli costruttivi. Con il prezioso contributo di tutti gli attori coinvolti è stato però raggiunto il risultato atteso».

CHI HA FATTO COSA

Luogo: Frazione San Antonio, Giaglione (To)
Opere: Ristrutturazione e adeguamento funzionale dell’immobile con sistemazione a parcheggio privato dell’area di pertinenza

Marco Visconti | Mvarchitects.

Progettazione architettonica: Mvarchitects arch. Marco Visconti
Direzione lavori: ing. Piercarlo Sibille
Coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione: ing. Annalisa Perino c/o Apg Studio, Bussoleno (To)
Progettista generale: ing. Marco Cantavenna c/o Cantavenna & Partners srl, Torino
Progettista esecutivo termotecnico: ing. Marco Fodde c/o Enerclima studio associato, Rivoli
Consulente opere strutturali e collaudo statico: ing. Marco Tobaldini c/o studio Alot, Torino
Lavori edili generali: Marzo Claudio, Venaus (To)
Opere provvisionali e ponteggi: Puccio Salvatore, Bruino (To)
Rivestimento tetto e parte delle facciate – lattonerie specializzate: I Bandai sas di Capozzi & C. Trofarello (To)
Impianto idraulico termico e solare: Termosystem di F. Cevrero, Giaveno (To)
Impianto elettrico e speciale: Flash di Baretta Alessandro, Chiomonte (To)
Isolamento a cappotto: Popescu Helga e Caterina, Pianezza (To)
Impianto di elevazione: Nuova Rima srl, Torino
Pavimenti e palchetti: Fornengo srl, Torino
Tinteggiature esterne e interne: Sb Decorazioni di Siciliano Alessandro, Villar Dora (To)
Serramenti esterni e interni: Pungente Porte e Serramenti srl, Torino

CHI HA FORNITO COSA

Caldaia a pellet e componenti impianto solare termico: Hoval srl, Grassobbio (Bg)
Tiranti per facciate: Halfen, Bergamo
Scala interna a giorno: Roversi di Roversi Giuseppe & C. sas, Montirone (Bs)
Carpenterie metalliche e ringhiere: Caffo snc Carpenteria, Venaus (To)

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