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Fano 2022 Architetti dell’Umano: la città si candida a capitale italiana della cultura

La città di Fano ha da poco presentato il dossier di candidatura a capitale della cultura 2022 incentrato sul tema “Architetti dell’Umano”. Partendo dalla riflessione sulla lezione di Vitruvio, personaggio caro alla comunità fanese, si è aperto un nuovo dibattito incentrato sull’uomo e sull’architettura contemporanei, sulle forme della città moderna, sulle opportunità di rigenerazione del costruito, sui sistemi di funzionamento e uso dello spazio pubblico, sulle dinamiche umane e sociali connesse all’abitare.

Fano Architetti dell’Umano è il tema scelto dalla città di Fano per candidarsi a Capitale della Cultura 2022, il cui dossier è stato presentato alla cittadinanza da Ivan Antognozzi, project manager della candidatura.

Fano è una città romana con un grande patrimonio archeologico costruito su precetti precisi e rappresentativo di valori universali: entrambi sono stati codificati da Marco Vitruvio Pollione, in età Augustea, nel libro De Architectura, testo che definisce il canone dell’arte edificatoria classica e della cultura umanistica, poi ripreso in età rinascimentale e in epoche successive.

Vitruvio – che a Fano vi ha di sicuro costruito la sua Basilica – e il suo testo rappresentano per la comunità farnese un segno di appartenenza. Il De Architectura, trattato tecnico di carattere enciclopedico con una chiara impronta pragmatica, è soprattutto un codice dei valori nel quale l’autore rivendica la dignità della disciplina umanistica all’architettura e sostiene la necessità che le competenze tecniche siano affiancate a una cultura in grado di spaziare in tutti i campi del sapere.

Il giardino del Pincio a Fano (Pu) | ©Stefano Frattini

Al centro del suo progetto costruttivo e della sua visione del mondo, Vitruvio pone l’uomo, il suo sistema di relazioni e il suo rapporto con la natura. Una visione dalle quale la contemporaneità si è gradualmente allontanata, privilegiando altri interessi, e che Fano 2022 Architetti dell’Umano vuole recuperare attraverso la definizione vitruviana di architettura, ovvero l’unione di Firmitas, Utilitas e Venustas (solidità, utilità e bellezza) che nel progetto di Fano possono essere traslate nelle accezioni di sostenibilità, accessibilità e benessere.

Ex chiesa di San Francesco | ©Carlo Torelli

È da questi presupposti che si è sviluppato il progetto di Fano per il 2022 e che si è acceso un nuovo dibattito sull’uomo e l’architettura contemporanei. Per questo la città vuole diventare il luogo di sperimentazione di nuovi processi costruttivi, di rigenerazione urbana nel contesto della contemporaneità con l’obiettivo di fornire un modello di sviluppo concreto e fattivo ad altre città italiane.

I tre pilastri di Fano 2022 Architetti dell’Umano sono:

  • Città abitabile, ossia la rappresentazione del decor di Vitruvio (in senso sociale), per creare corrispondenza e armonia tra l’attività umana e la natura. Una città dove lo spazio urbano sia vivibile, pensato per i diversi gruppi sociali e quindi più accogliente, comodo, attivo e bello.
  • Città dell’innovazione aperta, nell’accezione vitruviana di inventio, legata alla dimensione dello sviluppo economico, della coesione territoriale e della modernizzazione.
  • Città del riuso e della riattivazione delle risorse, ossia la riqualificazione di immobili pubblici dismessi con finalità collettive e concessione di questi ad una nuova classe di city makers, attraverso operazioni-pilota di riuso temporaneo, per valutare la fattibilità di più complesse iniziative di recupero, testarne la sostenibilità e consolidare il processo di riattivazione.
    Trabucco sul lungomare di Fano | ©Fabio Alessandrelli

Sono inoltre previsti quattro grandi “cantieri”:

  • Il Museo del teatro romano. Il nuovo Museo archeologico o Museo di Vitruvio, sarà l’esito di un processo si co-progettazione che coinvolgerà diversi attori. Un museo inteso come laboratorio di nuove visioni, in relazione al rapporto con la città e con le sue inevitabili trasformazioni, un osservatorio sulla città per decifrare, anticipare e soddisfare le esigenze di cultura di nuovi pubblici.
  • Fano città del Carnevale. Fano è la città del Carnevale più antico d’Italia, risalente al 1347. Per questo sarà realizzata e inaugurata nel 2022 la Fabbrica del Carnevale, nell’ex collegio del Sant’Arcangelo che conterrà un Museo del Carnevale con un laboratorio di progettazione e prototipazione dei carri carnevaleschi.
  • Fano città delle Bambine e dei Bambini. Una città a misura di bambino è una città che non lascia indietro nessuno. Questo rappresenta quindi un progetto per la città, di qualificazione dei servizi e delle funzioni, che mira a riallacciare i legami sociali e riattivare i contesti culturali, creando una città accogliente, accessibile e inclusiva, attenta a tutte le fasce “deboli”.
  • Orizzonte mare: da città sul mare a città di mare. Fano è il “prodotto” di una civiltà marinara fra le più importanti dell’Adriatico e la presenza del mare è stata sempre un elemento identitario dal punto di vista economico, urbanistico e turistico. Oggi però il rapporto della città con il mare è meno “riconoscibile”. per questo il Comune di Fano, nel mese di dicembre 2020, pubblicherà una Open Call Internazionale per la riqualificazione del Waterfront della città che tenga conto del nuovo approccio alla progettazione architetturale e urbanistica, privilegiando la sottrazione e la sostituzione all’addizione, in funzione di contrasto al consumo di suolo e ai cambiamenti climatici. (vb)

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