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Finanziamenti Enea per 21 progetti di tecnologie innovative

Il Proof of Concept, fondo d'investimento Enea, ha approvato il finanziamento di 21 nuovi progetti d'innovazione tecnologica per un importo di 1 milione di euro, il doppio dello scorso anno. Il fondo è attivo dal 2018 per supportare lo sviluppo di tecnologie innovative. I progetti sono sviluppati in collaborazione con una o più imprese e vengono selezionati da una commissione costituita da esperti Enea e Iban.
Enea | Proof of Concept.

Enea ha approvato 21 progetti per sviluppare tecnologie innovative che potranno accedere ai finanziamenti disponibili sul Fondo d’investimenti interno del cosiddetto Proof of Concept.

Si tratta di vaccini genetici, soluzioni avanzate per l’edilizia green e l’efficienza energetica, sensoristica hi-tech e anche un motore a idrogeno per barche.

Il fondo d’investimento Enea è stato costituito nel 2018 e, a oggi, ha contribuito a finanziare 37 progetti con circa 1,67 milioni di euro, a fronte degli oltre 170 presentati.

Federico Testa | Presidente Enea

Federico Testa | Presidente Enea.

«Il Fondo nasce per supportare lo sviluppo di tecnologie innovative Enea, in partnership con imprese interessate a condividere il rischio dell’investimento; noi non eroghiamo finanziamenti alle aziende, ma investiamo in specifici progetti per avvicinare al mercato nostre tecnologie, in partnership con imprese che hanno manifestato l’interesse a svilupparle insieme a noi».

I progetti d’innovazione tecnologica

Il progetto sui vaccini genetici prevede la realizzazione di una piattaforma contro agenti infettivi, potenziati da sequenze di dna vegetale sulla base di un brevetto sviluppato da Enea con Ifo/Ire (Istituti Fisioterapici Ospitalieri/Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma) da sviluppare con Takis srl, azienda biotech italiana specializzata nel settore dei vaccini genetici all’interno del Tecnopolo di Roma.

Enea investirà 50mila euro e l’approccio seguito potrebbe essere utilizzato in futuro per rispondere rapidamente a possibili epidemie causate da patogeni virali, anche sconosciuti.

Un altro progetto riguarda un sistema low cost per il monitoraggio e il controllo del processo di compostaggio a livello domestico. Si chiama Compostino, è sviluppato nel centro di ricerche Enea della Casaccia e si avvale di un network di sensori di controllo e monitoraggio dei parametri del compost, di un sistema di sonde costruite con stampanti 3d e di una rete di trasmissione wireless dei dati.

Tramite i sensori, Compostino acquisisce dati quali temperatura, emissioni (Co2 e ammoniaca), ma anche umidità e Ph del compost e li trasmette via bluetooth a un database remoto.

Il progetto prevede una partnership con Acea, la multiutility  romana che sempre in questo settore ha già all’attivo SmartComp,  un’iniziativa in partnership con Enea e Università della Tuscia, per lo sviluppo del compostaggio diffuso presso le grandi utenze (centri commerciali, mense, aeroporti e stazioni) che hanno necessità di gestire grandi quantità di rifiuti organici.

Fondo da 1 milione di euro

Nell’insieme i progetti potranno disporre di 1 milione di euro, con un raddoppio rispetto ai 500 mila euro dello scorso anno, quando ne furono finanziati 16.

I progetti sono sviluppati in collaborazione con una o più imprese e vengono selezionati,  a seguito di una manifestazione di interesse, da un’apposita commissione costituita da esperti Enea e di Iban, Associazione Italiana dei Business Angels.

Il Fondo Enea per il Proof of Concept è uno dei tre pilastri della Knowledge Exchange Strategy, la strategia lanciata da Enea nel Piano Triennale 2018-2020 per rafforzare il trasferimento tecnologico alle imprese.

Gli altri due pilastri sono gli accordi con i Fondi di venture capital, come quello firmato recentemente con Mito Technology, e il Knowledge Exchange Program (Kep), realizzato in collaborazione con le associazioni di categoria Cna, Confapi, Confartigianato, Confindustria e Unioncamere.

Come accedere al Kep

Il Kep offre alle aziende la possibilità di iscriversi gratuitamente al portale kep.enea.it che raccoglie tecnologie, competenze e infrastrutture Enea suddivise per specifiche aree tematiche: energia, beni culturali, diagnostica avanzata, strumenti medicali, biotecnologie e agroindustria e sicurezza delle infrastrutture critiche.

Le imprese che aderiscono al programma vengono contattate da un Knowledge Exchange Officer (Keo), un ricercatore Enea esperto in trasferimento tecnologico, in grado di individuare soluzioni innovative su misura per l’impresa che ha aderito, ed organizzare visite ai laboratori e incontri diretti con i ricercatori dell’Agenzia con competenze specialistiche.

In cinque mesi hanno aderito al programma – che segue il modello di esperienze di successo come l’Industrial Liaison Program del Mit di Boston – 100 imprese, prevalentemente per i settori energia e diagnostiche avanzate, e sono in via di perfezionamento le prime partnership per lo sviluppo di progetti.

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