Tar Veneto | Fotovoltaico in copertura

Fotovoltaico in armonia con il paesaggio

La sentenza dei giudici della seconda sezione del Tar Veneto specifica che per impedire l’istallazione di un impianto fotovoltaico su un edificio occorrono motivazioni di assoluta incongruenza dell’impianto rispetto al paesaggio e all’ambiente circostante.

La sezione seconda del Tar Veneto con la sentenza n.1104 del 13 settembre 2013 ha stabilito che per negare l’installazione di un impianto fotovoltaico sulla sommità di un edificio occorre dare la prova dell’assoluta incongruenza delle opere rispetto alle peculiarità del paesaggio e che non è ammissibile una valutazione generica che non dimostri ‘incompatibilità paesaggistica dell’impianto.I giudici del Tar Veneto hanno annullato il provvedimento di diniego emesso dalla Soprintendenza perché nel provvedimento non esiste alcun riferimento alla metratura o al posizionamento dell’impianto ed è totalmente mancante l’individuazione e la menzione di un elemento del paesaggio e dell’ambiente circostante che risulterebbe alterato.
Motivando la sentenza i giudici hanno specificato che attualmente la presenza di pannelli sulla sommità degli edifici, pur innovando la tipologia e la morfologia della copertura, non deve più essere percepita solamente come un fattore di disturbo visivo, ma anche come un’evoluzione dello stile costruttivo accettata dall’ordinamento e dalla sensibilità collettiva.
La Soprintendenza ha argomentato il proprio parere sostenendo un’incompatibilità con il paesaggio poiché gli elementi da installare risulterebbero, in ordine alla posizione, alle dimensioni, ai cromatismi, al trattamento superficiale riflettente, stridenti rispetto all’ambito nel quale si collocano e tali da alterare in modo negativo la visione del contesto paesaggistico circostante.
I giudici hanno asserito che «la semplice lettura delle motivazioni permetta di rilevare come la valutazione, pur espressione di un potere di discrezionalità tecnica, sia del tutto apodittica e generica in quanto prescinde dall’esprimere un giudizio riferito in concreto e all’intervento di cui si tratta».