Finanziamenti | Green Finance Institute

Decarbonizzazione e ristrutturazione degli edifici: in Europa mancano ancora 2,75 trilioni di euro

Il Green Finance Institute di Londra ha lanciato la “Coalizione per l'efficienza energetica degli edifici in Europa”, al fine di colmare il divario tra i contributi stanziati e quelli necessari per decarbonizzare e ristrutturare gli edifici europei, attraverso investimenti privati. Per raggiungere l'obiettivo climatico dell'Ue per il 2030, infatti, saranno necessari 3,5 trilioni di euro ma, dopo i contributi stanziati dai piani di resilienza nazionali, mancano ancora 2,75 trilioni di euro.

Il settore edilizio europeo è responsabile del 40% del consumo di energia (la maggior quantità di energia utilizzata rispetto a qualsiasi altro settore), registrando il 36% delle emissioni di gas serra nell’Ue ed essendo inoltre responsabile del 50% delle materie prime estratte e del 21% del consumo di acqua.

Il 97% degli edifici europei, ben 215 milioni, avrà bisogno di un certo livello di ristrutturazione entro il 2050. Per raggiungere l’obiettivo climatico per il 2030, in questo decennio saranno necessari 3,5 trilioni di euro di investimenti totali per decarbonizzare gli edifici europei attraverso la ristrutturazione. Sulla base dei piani attuali degli Stati membri, il divario degli investimenti fino al 2030 è stimato in 2,75 trilioni di euro. Gli investimenti pubblici non possono colmare questo divario da soli ma è necessario mobilitare finanziamenti e investimenti privati.

Il Green Finance Institute, il principale ente inglese per la collaborazione del settore pubblico e privato nella finanza verde, ha pubblicato un documento dal titolo “Unlocking the Trillions: public-private innovation to deliver the EU’s renovation wave ambition” lanciando anche l’iniziativa “Coalition for the Energy Efficiency of Buildings Europe” (Ceeb Europe, Coalizione per l’efficienza energetica degli edifici) in tutta Europa (in UK è presente dal 2019).

Questa piattaforma riunirà i leader nei settori finanziario, immobiliare ed energetico e, attraverso la politica, il mondo accademico e le organizzazioni non profit di ogni Paese in cui andrà a operare (tra cui l’Italia), creando prodotti finanziari innovativi che affronteranno questo gap di investimento.

“Unlocking the Trillions” evidenzia come maturità del mercato finanziario, ambiente favorevole e ambizione politica siano i pilastri su cui si basa l’innovazione finanziaria. Il Green Finance Institute collaborerà con le organizzazioni finanziarie e immobiliari nazionali in tutta Europa per formare coalizioni e collaborare con le reti già esistenti, per condividere conoscenze e buone pratiche, catalizzare lo sviluppo dei prodotti e fornire consulenza sulle leve politiche al fine di creare e consolidare il mercato per la ristrutturazione degli edifici.

L’efficienza energetica del patrimonio edilizio italiano è inferiore alla media europea, con l’82% degli edifici costruiti prima dell’approvazione della prima legge sull’efficienza energetica. La maggior parte degli edifici italiani rientra nella classe G, il peggior punteggio di efficienza possibile.

Alla fine di ottobre, 26 Stati membri hanno presentato i loro piani nazionali di ripresa e resilienza. Ciò nonostante, pochissimi piani hanno stabilito di far leva sui fondi pubblici per attirare i finanziamenti privati a sostegno degli investimenti o delle attività di rinnovamento a lungo termine, affidandosi per lo più a programmi di sovvenzioni.

Il capitale pubblico reso disponibile durante l’attuale bilancio dell’Ue fino al 2027 crea un’opportunità unica per la costruzione di un mercato finanziario verde a lungo termine e su larga scala. Con i giusti meccanismi di supporto e i prodotti finanziari in atto, le sovvenzioni e i prestiti forniti agli Stati membri possono fungere da catalizzatore vitale per l’afflusso di finanziamenti privati. Aumentare gli investimenti privati per il miglioramento del patrimonio edilizio europeo è essenziale per la longevità e lo slancio della transizione verso la neutralità del carbonio, nonché per il suo successo finale. Allo stesso tempo c’è una tendenza, in tutta Europa, all’aumento degli afflussi netti di capitale alla ricerca di investimenti net-zero.

Rhian-Mari Thomas Obe | Direttrice generale Green Finance Institute.

Rhian-Mari Thomas Obe | Direttrice generale Green Finance Institute

«Anche se in modo inferiore rispetto a quanto necessario, i piani di recupero e resilienza dell’Europa hanno il potenziale per dare il via all’ecologizzazione su larga scala del patrimonio edilizio. Tuttavia, per ottenere l’investimento necessario di oltre 3,5 trilioni di euro fino al 2030, sarà fondamentale un approccio collettivo e focalizzato sui risultati. Abbiamo lanciato Ceeb Europe per lavorare in collaborazione con gli altri Paesi al fine di raccogliere fondi privati in questo settore, convocando coalizioni di esperti in proprietà, finanza, politica e catena di fornitura per sviluppare le soluzioni necessarie per superare le barriere alla scarsità di investimenti».

James Hooton | Direttore Ceeb Europe.

James Hooton | Direttore Ceeb Europe

«Il finanziamento pubblico collegato ai piani di ripresa dell’Europa può dare il via all’ondata di ristrutturazioni, ma non può sostenerla. Ceeb Europe nasce per collaborare con gli attori dei Paesi membri per sbloccare le barriere finanziarie, i dati, le normative e le politiche al fine di attuare il rinnovamento degli edifici e per creare nuovi prodotti e strumenti per accelerare gli investimenti del settore privato nelle ristrutturazioni».

James Drinkwater | Responsabile ambiente Laudes Foundation.

James Drinkwater | Responsabile ambiente Laudes Foundation

«Alla Cop26 abbiamo sentito rinnovati appelli per la completa decarbonizzazione dell’ambiente costruito, ma il divario degli investimenti per realizzare queste ambizioni è enorme. La vera sfida è ora quella della collaborazione, attraverso i mondi della finanza, dell’edilizia e della politica, per allineare le ambizioni e stabilire gli strumenti pratici che aiutino milioni di cittadini e imprese a portare i loro edifici verso standard allineati al clima. Il modello Ceeb ne è il precursore».

Pedro Guertler | Coordinatore programma E3g.

Pedro Guertler | Coordinatore programma E3g

«Gli edifici europei devono affrontare il più grande deficit di investimenti di qualsiasi settore per raggiungere gli obiettivi climatici dell’Ue. Colmare questo divario creerà posti di lavoro, e fornirà case e luoghi di lavoro più sani e accessibili in ogni parte d’Europa. Concentrandosi sulla necessità di attrarre finanziamenti e investimenti privati insieme ai piani di recupero, e di far sì che i mercati europei della ristrutturazione agiscano con il ritmo e l’entità necessari, Ceeb Europe nasce per aiutare a garantire che il Green Deal europeo sia utile alle persone».

Steve Fawkes | Socio dirigente Ep Group.

Steve Fawkes | Socio dirigente Ep Group

«Quando si tratta di rinnovare gli edifici dell’Ue, c’è un gap di investimenti di numerosi miliardi di euro che deve essere riempito con capitale privato. Il finanziamento Next Gen dell’Ue nei prossimi cinque anni è una fantastica piattaforma su cui costruire l’ambiente finanziario e di stakeholder necessario per investire nella ripresa verde. Le partnership pubblico-privato, come quella promossa dal Green Finance Institute, hanno la capacità di sbloccare le barriere agli investimenti e portare sul mercato prodotti che catalizzeranno la ristrutturazione degli edifici e contribuiranno agli obiettivi di ristrutturazione». (vb)