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Tecnologie Hoval per la Casa del Divin Redentore a Novara

Un progetto integrale ed energeticamente sostenibile è alla base dell’intervento di ristrutturazione che ha riguardato la Casa del Divin Redentore e che ha coinvolto le soluzioni Hoval per la gestione del sistema di produzione dell’acqua calda sanitaria, del riscaldamento e del raffrescamento dell’edificio.

È stata ultimata la ristrutturazione della Casa del Divin Redentore a Novara, edificio indissolubilmente legato alla figura di Rina Del Ponte (Medaglia d’oro al valor civile) che dedicò tutta la sua vita al sostegno di poveri e reietti della società. Conosciuta anche come la Maestra Rina Musso, fu lei a volere la realizzazione della struttura residenziale per poter accogliere le persone in difficoltà.

La Casa del Divin Redentore divenne così un rifugio per molti, negli anni che seguirono. Dopo la sua morte però, la struttura cadde in disuso e venne abbandonata. L’occasione per arrestarne il degrado e recuperarne le finalità sociali si presentò quando Don Dino Campiotti, allora direttore della Caritas Diocesana di Novara ottenne in concessione l’intera area per 25 anni dalla Diocesi di Novara, con l’obiettivo di recuperare l’antico sogno della Maestra Musso e farne una nuova casa di accoglienza.

Per avviare concretamente la riqualificazione dell’area si è dovuto attendere il 2015. La Cooperativa Gerico, di cui don Campiotti è presidente, ha partecipato a un Bando Emblematico della Fondazione Cariplo, con un progetto di ristrutturazione integrale ed energeticamente sostenibile che è stato giudicato particolarmente valido e meritevole.

Casa del Divin Redentore, Novara.

Un cospicuo finanziamento, al quale si sono aggiunte nel tempo donazioni e importanti iniziative di charity da parte di altre Fondazioni e Associazioni presenti sul territorio, ha consentito la realizzazione del progetto.

Durante i lavori di riqualificazione, particolare attenzione è stata posta verso il tema della sostenibilità e dell’indipendenza energetica. Per questo motivo è stato pensato e progettato un sistema di climatizzazione geotermico reversibile ad acqua di falda che riscaldi in inverno e raffreschi in estate.

L’acqua emunta a circa 12°C (temperatura costante durante tutto l’anno) dal pozzo di prelievo (realizzato assecondando un’esigenza di Don Campiotti) situato a 40 metri di profondità, viene convogliata allo scambiatore di calore, dove cede 3-4°C al circuito secondario dell’impianto.

L’acqua in uscita dallo scambiatore è accumulata in un serbatoio interrato di 10 m3 di volume da cui viene prelevata per l’irrigazione dell’orto, per i servizi igienici dell’intero immobile e per l’eventuale utilizzo nella rete antincendio.

L’acqua in eccesso viene infine restituita nuovamente alla falda, alla stessa profondità di prelievo (40 m) tramite un altro pozzo dedicato. L’acqua prelevata dall’ambiente viene comunque restituita allo stesso totalmente incontaminata con una circolarità che risponde all’esigenza di sostenibilità.

Inizialmente l’impianto geotermico, alimentato da un impianto fotovoltaico da 20 kW, doveva essere sufficiente per riscaldare l’intera struttura ricettiva. Quando poi si è aggiunta la sartoria (ex capannone dove a oggi si offre la possibilità di lavoro anche a persone in situazione di disagio), è stata creata una minirete di teleriscaldamento. Hoval ha fornito anche i pannelli solari termici, i sistemi di accumulo per la produzione di Acs e una caldaia a condensazione a integrazione degli impianti.

La centrale termica

Il cuore della centrale termica è la pompa di calore geotermica Hoval Thermalia Dual R (55) che, grazie ai due circuiti frigoriferi completamente indipendenti, è in grado di garantire la massima affidabilità di esercizio. Gli scambiatori di calore ad ampia superficie in acciaio inox consentono il migliore trasferimento di calore all’acqua di riscaldamento e il raggiungimento di elevate temperature dell’acqua ottenendo quindi un eccellente rendimento.

Estremamente silenziosa, la pompa di calore geotermica Hoval presenta anche la funzione di raffreddamento integrata. ll sistema di regolazione Hoval TopTronic E contribuisce infine a rendere più smart l’impianto, consentendo la perfetta gestione integrata con tutte le componenti dell’impianto e il controllo remoto ottimizzandone i consumi e rendendolo più sostenibile.

A supporto della pompa di calore è stata installata una caldaia a condensazione Hoval UltraGas (125) che, grazie al sistema di combustione UltraClean e allo scambiatore di calore brevettato AluFer (in grado di migliorare il rendimento e di ridurre il consumo di gas), offre un’elevata efficienza.

Hoval | Pompa di calore geotermica Thermalia Dual R (55) e la caldaia a condensazione UltraGas (125).

L’integrazione di sistema consente infine di sfruttare efficacemente l’apporto gratuito del sole, grazie a 6 collettori solari termici Hoval UltraSol per la produzione di acqua calda sanitaria, opportunamente integrati con 2 bollitori Hoval Essr e un accumulo inerziale Hoval EnerVal.

La massima efficienza del sistema è garantita dalla presenza del sistema di regolazione Hoval Top Tronic E che gestisce i generatori, il campo solare e tutti i circuiti a servizio delle varie zone della struttura. L’innovativo sistema è in grado di regolare la produzione di calore a seconda delle previsioni del tempo e delle effettive necessità.

La digitalizzazione dell’impianto è stata ulteriormente integrata con il sistema di supervisione da remoto Hoval Top Tronic Supervisor che tramite Cloud e una rete Vpn permette il controllo on-line dell’intero sistema, consentendo di ottimizzare i consumi grazie a una dettagliata reportistica degli stati di funzionamento del sistema impianto e alla predittività atmosferica.

Hoval | I due bollitori Hoval Essr.

In questo modo, oltre a fornire dati analitici sul funzionamento e sull’efficienza dell’impianto, sui consumi e sulle eventuali anomalie che potrebbero comportare inutili sprechi, il sistema consente di consumare meno risultando quindi più sostenibile, grazie a una ridotta emissione di Co2.

La Casa del Divin Redentore è provvista inoltre di ventilazione meccanica controllata, fondamentale per ottenere i ricambi d’aria senza dover aprire le finestre. A rendere più efficiente la struttura contribuisce anche il sistema di isolamento a cappotto di 16 cm in lana di roccia e serramenti a triplo vetro.

L’attenzione ai materiali e agli impianti utilizzati, al fine di ridurre al minimo le dispersioni, i consumi e le emissioni, ha consentito di ottenere un fabbisogno termico ridotto: 40 kW per l’intera struttura. Così, oltre a fare del bene alle persone, la Casa del Divin Redentore fa bene anche all’ambiente. (vb)