Recupero e ristrutturazione | Lecco, Cascina via Ca’ Rossa

Il recupero di un manufatto storico mantenendo i volumi e le murature esistenti

L’intervento diretto dall’arch. Sergio Sabbadini sul complesso edilizio, tipica espressione della cascina pedemontana, si è basato sul consolidamento bioedile delle volte e delle murature con l’isolamento dell’involucro nel rispetto delle morfologie esistenti. Il recupero dei materiali in pietra è stato combinato con le innovazioni tecnologiche ed esecutive e l’impianto fotovoltaico integrato.

Il tema del recupero comporta una scelta a monte sulla consapevolezza sui temi di consumo del territorio e del valore dei manufatti storici. Il come recuperare i manufatti coinvolge economie, sensibilità progettuali nelle scelte compositive e dei materiali e capacità realizzative. Nel caso di Lecco, gli intonaci sintetici della cosiddetta palazzina e gli elementi tipologici del rustico (grigliati, aperture, volte, portoni …) che identificano l’intero complesso edilizio come cascina pedemontana, seppur anomala nel suo genere, sono stati i due punti cardini sui quali si è basato il progetto di recupero.

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Del rustico si son voluti recuperare non solo i caratteri tipologici ma l’intero manufatto con le sue murature in pietra testimoni e al contempo portatrici d’inerzia termica. I forti dissesti murari hanno portato a un atipico processo d’intervento strutturale basato su una gabbia lignea in affiancamento alla struttura esistente sgravandola dai carichi e al contempo permettendo spazi necessari per un isolamento termico ecocompatibile. La palazzina e monostanza sono stati svestiti degli intonaci perimetrali per ridare traspirabilità alle pareti e al contempo migliorarne le prestazioni energetiche.

Dettagli a lavori ultimati. I trattamenti finali di molti materiali di rivestimento di pareti e pavimentazioni sono a base di olii e cere naturali.
Dettagli a lavori ultimati. I trattamenti finali di molti materiali di rivestimento di pareti e pavimentazioni sono a base di olii e cere naturali.

Consolidamento bioedile delle murature con intelaiature lignee. Le intelaiature lignee di rafforzamento strutturale si elevano a partire da una cordonatura di fondazione che stacca la struttura da terra e al contempo rinforza il piede della muratura in pietra esistente. L’attacco a terra evita rischi di risalita capillare grazie a pannelli di vetro cellulare tra cordolo e dormiente in larice.
L’intelaiatura si eleva in maniera indipendente dalla muratura esistente assorbendo i carichi verticali dei solai e della nuova copertura. L’intercapedine tra un telaio e l’altro è isolata con tecniche di calcecanapulo a spruzzo. La pelle esterna è formata da strati d’intonaci in calcecanapulo e finiture in grassello di calce (differenziate per ogni edificio) che trovano supporto di aggrappo anche sulle intelaiature in legno grazie al fissaggio di stuoie di mezze canne palustri.

Dettagli a lavori ultimati. I trattamenti finali di molti materiali di rivestimento di pareti e pavimentazioni sono a base di olii e cere naturali.
Dettagli a lavori ultimati. I trattamenti finali di molti materiali di rivestimento di pareti e pavimentazioni sono a base di olii e cere naturali.

Consolidamento murature e volte esistenti con malte a calce fibrorinforzate. I quadri fessurativi della muratura e la successiva stonacatura delle murature esistenti hanno messo in rilievo alcune mancanze di ammorsamenti, lesioni, sottodimensionamenti e movimentazioni nel tempo delle murature esistenti. In questi punti di fragilità si è intervenuti puntualmente con specifiche tecniche di consolidamento bioedile (consolidamenti all’estradosso delle volte con malte a base di calce, interventi cuci-scuci per ammorsamenti murari, consolidamento ligneo dei solai esistenti …). Il legame di ogni componente disomogeneo delle murature è stato migliorato grazie alla posa di malte in calce idraulica fibrorinforzate.

Consolidamento della volta.
Consolidamento della volta.

Isolamento a cappotto degli involucri. Il miglioramento dei consumi energetici degli involucri riguardano sia l’isolamento delle pareti disperdenti sia la realizzazione di nuovi serramenti. Al fine di non snaturare le connessioni tra i diversi corpi di fabbrica l’isolamento a cappotto esterno, sempre presente per non creare ponti termici, a volte è stato rafforzato anche da interventi di isolamento all’interno dell’edificio. I serramenti lignei con vetro camera basso-emissivo, sono stati trattati in maniera differente tra i vari corpi di fabbrica. Al fine di mantenere l’aspetto materico del rustico i telai dei serramenti sono stati spazzolati e trattati superficialmente per ottenere texture e cromatismi simili a quelli preesistenti. I corpi su strada invece sono stati tinteggiati di bianco previa spazzolatura del legno.

Posa dell’isolante in granulato di roccia vulcanica espansa.
Posa dell’isolante in granulato di roccia vulcanica espansa.

Utilizzo di materiali naturali eco-compatibili. La scelta dei materiali da costruzione, degli isolanti e delle finiture non ha voluto soddisfare singolarmente i requisiti dichiarati dagli ecolabel ma si è addentrata nello studio della compatibilità nel loro abbinamento fino alla scelta dei trattamenti finali, affinché il comfort non fosse delegato solo al miglioramento termico ma anche al benessere igrotermico. In molti casi ci si è spinti anche all’uso di materiali innovativi e sperimentali. I trattamenti finali di molti materiali di rivestimento di pareti e pavimentazioni sono a base di olii e cere naturali.

Posa del calcecanapulo a spruzzo per l’isolamento esterno.
Posa del calcecanapulo a spruzzo per l’isolamento esterno.

Marmi, cotto, pietre di recupero. La scelta dei materiali da recuperare e reinserire nel progetto ha avuto avvio fin dai primi sopralluoghi di rilievo ove oltre ai materiali messi in opera (pavimenti in cotto …) si sono scoperti altri materiali di pregio (marmi e altre lastre di pietra locale) stoccati alla rinfusa nel rustico. Altri materiali come travi lignee e cantonali in pietra del Moregallo sono stati selezionati e messi da parte durante gli interventi di demolizione. È in questo modo che l’intervento di recupero del pavimento in cotto variegato lombardo al secondo piano è stato possibile grazie a un meticoloso consolidamento del solaio ligneo esistente e a ripristini puntuali.

Posa dei pannelli isolanti in fibra di canapa.
Posa dei pannelli isolanti in fibra di canapa.

Il pavimento in cotto parzialmente presente nel sottotetto è stato riutilizzato per la pavimentazione di altre stanze ad uso abitativo. I marmi di Carrara hanno dato vita loro stessi grazie alle loro dimensioni straordinarie al progetto della cucina disegnata su misura. Marmi lavorati in cantiere per realizzare sia il top dei mobili che i rivestimenti parietali della cucina. Travi lignee opportunamente selezionate sono state reimpiegate nelle carpenterie e solai. Alcune pietre calcaree nere del monte Moregallo, reduci di demolizioni in breccia, sono state reimpiegate sia per l’appoggio di travi lignee sia nella pavimentazione esterna. Altre lastre di pietra granitica locale hanno trovato il loro impiego in soglie, davanzali, panche. In questo modo il reimpiego di molti materiali non è stato solo un pretesto per diminuire gli impatti dei materiali utilizzati nel cantiere ma valorizzare anche visivamente la materia ritrovata.

Risarcimenti delle murature mancanti.
Risarcimenti delle murature mancanti.

Centrale termica da fonti rinnovabili e riscaldamento a irraggiamento. La richiesta iniziale della committenza di slegarsi dalla rete del gas, inizialmente ha fatto concepire il progetto impiantistico a partire da sistemi di geotermia. Infine, la produzione energetica per il riscaldamento si è resa esecutiva con un impianto performante a pellet. Il sistema distributivo del calore è stato realizzato sia con sistemi a pavimento sia a soffitto, approfondendo stratigrafie di materiali messi in opera in cantiere specifici per il miglioramento dell’efficienza della distribuzione del calore anche grazie a isolamenti e intonaci ad alta inerzia termica.

I vespai aerati anche con funzione di deumidificazione delle murature.
I vespai aerati anche con funzione di deumidificazione delle murature.

Impianto fotovoltaico integrato. Le due falde della palazzina a due piani orientate verso sud sono state progettate con l’inserimento di pannelli integrati a forma triangolare che ricoprono interamente le falde. L’energia elettrica prodotto di 6KW viene attualmente utilizzata per l’illuminazione interna ed esterna, per la forza motrice, per i fornelli a induzione per l’alimentazione di una pompa di calore per l’acqua sanitaria nel periodo estivo.

Recupero lastre di marmo.
Recupero lastre di marmo.

Nuova cisterna per il recupero delle acque piovane. Durante gli scavi esterni sono stati messi alla luce due pozzi in pietra, uno riempito di macerie e l’altro nel mezzo del giardino. Dopo aver verificato il suo funzionamento con scopo di drenaggio più che di approvvigionamento, è stato ripristinato e inserito come troppo pieno del sistema di recupero delle acque piovane. Tale sistema è composto da rete di raccolta tramite pluviali, tubazioni, pozzetti e filtri che confluiscono tutti in una cisterna di 12 mc. L’acqua viene impiegata sia per irrigazione del giardino sia per alimentare una rete di acque grigie al servizio degli sciacquoni dei wc dei bagni.

Arch. Sergio Sabbadini
Arch. Sergio Sabbadini

Chi ha fatto Cosa
Committenti: Barbara Valsecchi, Paolo Trezzi
Progetto architettonico e direzione lavori: prof. arch. Sergio Sabbadini, disstudio.it
Collaboratori disstudio.it: arch. Lisa Ponzoni, arch. Giacomo Simone
Progetto e direzione lavori strutturali: ing. Tommaso Papini, disstudio.it
Impresa edile appaltatrice: Gruppo Lmb srl
Impresa appaltatrice impianti: Dieffe Impianti srl
Impresa appaltatrice fotovoltaico: Ecorisoluzioni srl.

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