Corte dei Conti | Tracciabilità dei rifiuti

La Corte dei Conti sollecita il ministero dell’Ambiente per un nuovo decreto sul Sistri

Nella comunicazione inviata dalla Corte dei Conti vi è anche la sollecitazione di verificare la congruità dei criteri economici e dei termini in base ai quali è determinato il valore della concessione per la gestione del sistema che sarà stipulata in esito alla gara bandita da Consip per individuare il concessionario del nuovo sistema.

sistriLa Corte dei Conti ha chiesto al ministero dell’Ambiente di controllare con maggiore linearità il sistema di controllo telematico della tracciabilità dei rifiuti (Sistri) per garantire il funzionamento e l’operatività del sistema stesso che è stato spesso minato dall’incertezza normativa.

In particolare il ministero dell’Ambiente dovrà provvedere all’armonizzazione delle norme che individuano i soggetti obbligati con le altre norme in materia di rifiuti in particolare l’obbligo del Mud affinché sia garantita la tracciabilità e adottare un decreto ministeriale per regolamentare l’utilizzo del Sistri da parte delle Forze armate, del corpo dei Vigili e del corpo di Polizia. Tra le altre incombenze quello di prevedere un sistema che consenta la tracciabilità delle attività condotte all’interno degli impianti di gestione dei rifiuti.

La sessione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato della Corte dei Conti sulla sua relazione sul Sistri approvata con delibera (del 7 giugno n.4/2016/g) e inviata al ministero dell’Ambiente specifica che il Sistri «nonostante i limiti apportati in termine di esenzioni e di ridotta operatività che hanno ridimensionato le finalità per le quali il sistema era stato adottato….è esecutivo e coerente con gli obiettivi della direttiva comunitaria».

Tra le segnalazioni quella della verifica della congruità dei criteri economici e dei termini in base ai quali è determinato il valore della concessione per la gestione del sistema che sarà stipulata in esito alla gara bandita da Consip e indetta per individuare il concessionario del nuovo sistema.

La Corte dei Conti ha segnalato che l’adozione di continue modifiche e l’assenza di sanzioni hanno creato incertezza e clima di intolleranza che ha impedito il rafforzarsi di una coscienza collettiva consapevole della necessità dell’adeguamento a un obbligo giuridico per la lotta alla criminalità ambientale.

Secondo la Sezione della Corte dei Conti non è da considerarsi ‘principi di buona amministrazione’ l’aver gestito la vicenda attraverso l’azione continuamente reiterata di norme che appaiono il tentativo di comporre un conflitto d’interessi tra l’intolleranza delle imprese verso una forma stringente ed effettiva di controllo e la capillare attuazione del progetto.

Nello specifico la riduzione della platea degli obbligati, esentando le imprese con meno dipendenti è venuta a minare il perseguimento dell’obiettivo primario del monitoraggio in modo totalizzante della gestione dei rifiuti speciali pericolosi.