Edilizia per lo sport | Velodromo Maspes Vigorelli, Milano

Legname a filiera controllata, tecnologie e metodi di restauro del Velodromo Vigorelli

La pista, le curve e i rettilinei del Vigorelli sono stati oggetto di opere di manutenzione e, dopo le fasi di lavaggio e di sabbiatura leggera, di sostituzione parziale dei listelli di compenso. La fase di lamatura del piano di scorrimento è stata effettuata con un’accurata levigatura a più passate con diverse granulometria di abrasivo. Dopo l’utilizzo della monospazzola rotante, ultimata la lamatura, si è proceduto a una pulitura del piano della pista tramite soffiatura e lavaggio con idrolancia cui è seguito il trattamento superficiale con la segnaletica secondo il regolamento per ottenerne l’omologazione. Sviluppati prodotti specifici per la stuccatura e la finitura dei listelli.

«CityLife sta sviluppando un complesso intervento di rigenerazione urbana di un’area storica di Milano con una grande attenzione alle preesistenze. In questo senso il Vigorelli non è solo un impianto sportivo ma è un pezzo della storia di Milano. Costruire tre grattacieli che saranno un landmark della città, mantenendo l’attenzione a recuperare un gioiello dell’architettura sportiva italiana come il Vigorelli, significa per CityLife sapere guardare avanti senza dimenticare la storia di Milano»: così Roberto Russo, direttore Opere pubbliche di CityLife commentando l’intervento di restauro e riutilizzo del Vigorelli.

Il contesto urbano nel quale è ubicata la struttura sportiva del Maspes Vigorelli.

La prima fase dei lavori ha riguardato la manutenzione ordinaria e straordinaria della pista in legno e della copertura concluse nel luglio 2016. Le prossime fasi riguarderanno la sistemazione del campo da gioco centrale e la ristrutturazione dei locali sotto-tribuna.

Prime prove di sabbiatura lungo la pista per verificare sia il grado di consistenza della pavimentazione esistente sia il grado d’intervento meccanico.

A seguito della campagna d’indagine si è potuto constatare che in generale la struttura di supporto al piano di scorrimento della pista era in discrete condizioni di conservazione con limitate problematiche ben localizzate.

Lungo le parti in curva, ove è maggiore il volume d’aria in circolazione, erano da revisionare i giunti d’unione dei nodi ed effettuare interventi di miglioramento della connettibilità col piano di scorrimento. In un numero discreto di montanti di appoggio delle strutture era necessario il consolidamento degli elementi portanti.

Nelle parti di rettilineo ove la pendenza della pista, e quindi il volume d’aria sottostante risulta inferiore, la situazione di conservazione appariva discreta mentre localmente si ravvisavano tematiche che hanno richiesto interventi mirati e di media entità.

Una volta approvata la campionatura si è passati all’utilizzo di sabbiature lungo tutto lo sviluppo della pista.

Le zone piane all’interno delle curve presentavano ammaloramenti più evidenti e differenziati curva per curva. L’intera curva sud risultava degradata sia nel piano di scorrimento sia negli elementi 8×10 cm di supporto al piano di scorrimento a differenza della curva nord, ove la struttura portante era in condizioni migliori e necessitava, solo localmente, di riallineamento o sostituzione di listelli. Sul resto della pista, nelle zone interne dei rettilinei, la struttura originaria in abete era in buone condizioni e necessitava solo di interventi manutentivi localizzati.

Terminate le sabbiature si è iniziata la fase di rimozione degli elementi ammalorati e contestualmente la pulizia degli elementi di risulta presenti al di sotto della pista.

La pista, le sezioni e le macro lavorazioni, curva nord e curva sud

La curva nord, protetta dalla tettoia al di sopra dello sviluppo della pista, ante lavori presentava tematiche di ammaloramento legate all’essicazione dei listelli di legno, mentre la curva sud presentava un ammaloramento opposto, eccessiva presenza di umidità. In prima battuta per analizzare lo stato di fatto delle superfici è stata condotta una pulizia mediante idrolavaggio della patina polverosa accumulatasi negli anni. Quest’operazione ha permesso di mettere in luce l’effettivo stato di conservazione dei singoli listelli e di valutare la tenuta d’insieme su macro aree.

Gli elementi ammalorati delle capriate sono stati oggetto di manutenzione straordinaria con inserimento di nuove parti realizzate in legno Val di Fiemme. Quest’operazione ha consentito anche di accedere alla parte sottostante della pista, liberarla dai depositi e trattare la parte sottostante con prodotti antitarma.

È stata poi eseguita una carteggiatura meccanica con dischi a grana 40 svolta sulle pendenze del 42,5 gradi grazie all’utilizzo della tecnica degli uomini in doppia corda. Una lavorazione che ha portato all’eliminazione anche dei piccoli accumuli di materiale estraneo al legno depositatosi nelle fughe tra i vari listelli.

Una volta espletate queste prime operazioni preliminari, si è potuto valutare quanti listelli dovevano esser oggetto di sostituzione e come dovevano esser sostituiti. Ogni listello misura 5×5 cm e sono stati posati a multipli di 80 cm fino a una misura massima di 400 cm.

Le operazioni di riposizionamento dei listelli è avvenuta con la metodologia del pettine, la porzione sostituita non è stata mai confinata a campi regolari, ma lungo i bordi i listelli sono inseriti per differenti lunghezze all’interno della superficie esistente in modo da andare a lavorare all’interno dell’intera superficie ciclabile.

I nuovi listelli sono stati inseriti all’interno della superficie esistente con la tecnica del pettine per farli lavorare assieme al resto della pista in modo ottimale.

Per rispondere efficacemente a due tematiche differenti quali l’essicazione e la presenza eccessiva di umidità, si è ricorsi all’analisi storica tecnologica dell’impianto. La pista è dotata lungo il perimetro di due feritoie protette da grate metalliche che ne consentono il passaggio naturale dell’aria.

Le capriate a sostegno della pista, salvo i punti di appoggio, non sono a contatto con il terreno naturale presente al di sotto, ma lasciano che l’aria, attraverso l’effetto camino, mantenga una temperatura pressoché costante durante tutto l’anno.

È stata effettuata una pulizia straordinaria di tutta l’area dal materiale accumulatosi durante gli anni e i precedenti interventi.

Si è intervenuti con una pulizia straordinaria di tutta l’area dal materiale accumulatosi durante gli anni e i precedenti interventi. Di fatto a oggi la situazione climatica ideale è stata ripristinata e i listelli di legno, a seconda del loro posizionamento lungo la pista, traggono beneficio da questa soluzione semplice e al tempo stessa ingegnosa.

Alcune porzioni delle curve sono state oggetto di completo rifacimento dei listelli in quanto completamente ammalorati e non più riutilizzabili.

Da segnalare che all’interno delle due curve, per ragioni geometriche, vi è il listello di compenso, un particolare listello che partendo dalla sezione di 40×40 mm arriva sino a zero per andare a compensare la posa ed è situato, con andamento orizzontale, a circa metà della superficie posizionata in pendenza.

Integrazione tra nuove listellature e quelle preesistenti.

I rettilinei

I due rettilinei sono stati oggetto di manutenzione come le curve, dopo le varie fasi di lavaggio e di sabbiatura leggera, era stata stimata una percentuale di sostituzione di listelli pari a 500 mq sui 3.600 mq totali dell’impianto. Una volta iniziate le prime operazioni, per consentire all’impianto di avere meno manutenzione possibile nel tempo, si è deciso di sostituirne 800 mq.

Anche in questo caso, al di sotto delle strutture a sostegno dei rettilinei, è stata condotta una campagna di pulizia volta a lasciare nuovamente libero il terreno sottostante in grado di lavorare autonomamente con l’aria immessa ed espulsa dalle griglie di areazione presenti ai lati.

Fasi d’idrolavaggio per la rimozione degli eccessi di depositi formatisi all’interno degli spazi delle listellature.

Le capriate

Sostanzialmente viste le discrete condizioni di usura, le capriate presenti al di sotto della pista con differente geometria a seconda della loro posizione, sono state ispezionate completamente e ove necessario si è intervenuti per il loro recupero e rinforzo. Quest’ultimo è stato eseguito con la tecnica del ‘scuci e cuci’ con materiale nuovo, andando a inserire vere e proprie protesi di legno all’interno dell’elemento originario, saldandolo attraverso l’utilizzo di colle e stucchi a base naturale e ove l’elemento si presentava in posizioni maggiormente sollecitate, anche attraverso l’utilizzo di viterie metalliche preventivamente trattate per evitare l’attacco da parte dei batteri, posate lateralmente e trasversalmente in modo da non avere nulla in vista.

Una volta completata la posa dei nuovi listelli si è passati alla fase di stuccatura, eseguita a mano sui 3600 mq della pista.

A miglior protezione dei listelli, tutta la superficie al di sotto del piano di scorrimento della pista è stata trattata con prodotti antitarme in modo da preservare gli elementi lignei il più a lungo possibile.

In pochi e limitati punti è stata eseguita la scartavetratura solo dopo aver ricostruito la superficie sottostante, questo ha consentito l’intervento con l’utilizzo di uomini in corda e attrezzature più piccole e puntuali.

La gestione del cantiere

La prima fase ha riguardato l’allestimento del cantiere, in particolare dopo l’allaccio alle utenze, si è proceduto alla rimozione delle fasce laterali del campo da football americano in erba sintetica per accedere e circolare agevolmente all’interno del velodromo con tutti i mezzi necessari per l’esecuzione di lavori.

Il campo è stato tagliato in fasce da due metri di larghezza, svuotato dell’intaso in gomma e quindi arrotolato mediante una macchina specifica per questo tipo di interventi.

Prime campionature del risultato finale della pista.

Successivamente, per effettuare le operazioni di sabbiatura e verniciatura dell’intradosso della copertura in acciaio, si è proceduto alla protezione degli spalti e della pista in legno mediante stesura e fissaggio di un telo in polietilene. È stato chiuso anche l’intero perimetro esterno sopra gli spalti, mediante il posizionamento di una doppia barriera in rete e nylon onde evitare la fuoriuscita di polvere e rumore verso l’ambiente cittadino.

Per la protezione del campo da football americano in erba sintetica, si è optato invece per l’utilizzo di un geotessuto pesante, così da preservarlo dalla caduta delle scorie e polvere di sabbiatura e verniciatura della copertura ma al tempo stesso evitare il danneggiamento e surriscaldamento che avrebbe comportato una copertura in nylon trasparente.

La pista una volta completate tutte le operazioni di pulizia e posizionamento dei nuovi listelli.

Una volta completate anche le fasi di sgrassaggio e di prima pulizia della polvere sulla pista lignea, si è proceduto mediante verifica puntuale dell’intera superficie. Laddove le fughe tra listello e listello superavano i 5 mm di spessore, si è deciso d’inserire animelle in legno di abete, per diminuire lo spazio tra singolo listello e procedere con la sigillatura delle fughe con un sigillante elastico formulato per l’intervento, sulla base di diverse campionature eseguite in cantiere.

Si è proceduto con la fase di lamatura del piano di scorrimento della pista con un’accurata levigatura a più passate con granulometria di abrasivo diverse, della superficie di scorrimento. La parte dei rettilinei è stata eseguita mediante utilizzo di monospazzola pesante con operatore a bordo, mentre le curve, viste la loro pendenza, sono state realizzate mediante monospazzola rotante.

Ultimata la lamatura si è proceduto a una pulitura del piano della pista mediante soffiatura e lavaggio con idrolancia, rimuovendo tutte le impurità e la polvere presente tra i listelli. È poi stato steso il trattamento finale mediante l’applicazione di un prodotto studiato per il velodromo sottoposto al parere della Soprintendenza e del Fci. Ultimato il trattamento superficiale della pista, è stata eseguita la segnaletica.

. Operazioni di pitturazione delle pista con i colori previsti per l’omologazione sportiva.

Le soluzioni tecnologiche studiate per lo stucco dei listelli

Per consentire ai listelli appena restaurati e posati di resistere alle avversità climatiche si è intervenuti con prodotti sufficientemente elastici e resistenti ai raggi Uv, mentre per le sollecitazioni meccaniche sono stati impiegati prodotti dotati di elevata resistenza e di facile manutenzione. È stata determinante anche la pendenza e l’estensione della pista nel decretare lo studio e la messa in produzione dei prodotti.

  1. Velodrome Plus è uno stucco-sigillante a terminazione silanica, contraddistinto da un elevato modulo elastico, resistenza alle sollecitazioni meccaniche e sufficiente fluidità che permettesse un’agevole penetrazione nelle fessure da riparare. Velodrome Plus è stato prodotto con resine Ms fornite dall’azienda giapponese Kaneka, specializzata nello sviluppo di polimeri ad elevata elasticità, che trovano il principale impiego nell’edilizia antisismica. La stessa tecnologia viene normalmente usata anche nel settore nautico per sigillare i comenti delle imbarcazioni e ovunque venga richiesta un’elevata capacità di allungamento unita alla resistenza alle sollecitazioni meccaniche e ambientali. Per quanto concerne il colore è stata riprodotta la tinta dell’abete rosso impiegato per rivestire la pista. Il formulato ottenuto è contraddistinto dall’assenza di ritiro e questo ha permesso di massimizzare la qualità del risultato e velocizzare notevolmente i tempi di esecuzione del lavoro.
  2. Per il trattamento protettivo della superficie è stata invece sviluppata la finitura Velodrome Finish, un protettivo mono-componente base acqua con elevate proprietà impregnanti unite alla necessaria resistenza all’abrasione. Velodrome Finish, malgrado le sue buone proprietà meccaniche, non può essere definito una vernice. Infatti doveva essere un prodotto non filmogeno, per evitare i fenomeni di spellamento dovuti alle infiltrazioni dell’acqua. Non sarebbe potuto essere nemmeno un olio, perché non avrebbe garantito la necessaria resistenza meccanica, l’effetto antiscivolo e la possibilità di sovra-verniciare per realizzare le tracciature che delimitano le varie zone della pista. Velodrome Finish è una finitura impregnante a poro aperto applicabile anche a spruzzo, vista la necessità di trattare in maniera uniforme una superficie davvero molto grande e contraddistinta da una notevole inclinazione verso l’interno, particolarmente accentuata nelle curve, tanto da rendere molto difficile la stabilità di chi le percorre a piedi. La praticità di gestione del prodotto sarà di grande aiuto anche nelle successive operazioni di manutenzione della superficie, il rinnovo del trattamento infatti non richiede la rimozione del trattamento preesistente in quanto è sufficiente eseguire una semplice pulizia superficiale prima dell’applicazione della nuova mano di finitura. Trattandosi poi di un prodotto a base acqua ha permesso un’ampia possibilità di modulazioni dei colori da conferire al legno. Grazie a questa opportunità il laboratorio Tover ha potuto sviluppare alcune alternative di colore, tutte a base di ossidi di ferro e quindi contraddistinte da una notevole stabilità alla luce, fra le quali la Committenza ha scelto quella più adatta al contesto. I prodotti sono esenti da solventi, non contengono isocianati e non sono contraddistinti da simboli di rischio per quanto concerne la salute dell’utilizzatore e dell’ambiente. Inoltre sono classificati A+ secondo la normativa Voc.

Il ruolo della Soprintendenza

Il rapporto con la Soprintendenza di Milano è risultato altamente proficuo e qualificato. L’impianto sportivo risultava tutelato a partire dal 2013 attraverso l’art.10, comma 1 e 3 lett. d dell’attuale Codice dei Beni Culturali. Una delle tante particolarità tecnologiche richieste, e che di fatto hanno implementato il valore assoluto il lavoro svolto dalle maestranze, è stata il posizionamento di strisce lignee di 4/5 mm di spessore resinate all’interno delle fughe dei listelli che erano ritenute troppo generose per il successivo passaggio delle biciclette. Questo ha portato a un lavoro qualificato e micro-localizzato su tutti i 3.600 mq della pista, con il risultato di restituire una superficie completamente liscia e priva di significative asperità. Una volta svolte tutte queste lavorazioni sono stati campionati i differenti colori che la pista attualmente presenta.

I listelli della magnifica comunità Val di Fiemme

Il prodotto di finitura e stucco dei listelli sviluppato dal laboratorio Tover appositamente per il Velodromo Vigorelli.

Complessivamente il lavoro del Vigorelli ha impiegato circa 2 millesimi della produzione annua dei boschi della Magnifica comunità di Val di Fiemme.

I listelli preparati e forniti si presentano con una buona regolarità della fibra e degli anelli di accrescimento, con pochi nodi e legati, partendo da tronchi selezionati nel mese di marzo sul piazzale di segheria. Per il legname ci si è concentrati su tronchi provenienti da un taglio effettuato nel tardo autunno precedente, a una quota di circa 1.300-1.500 m slm, in modo da poter contare su un materiale con fibra compatta.

Il taglio di questi tronchi ha dato origine a tavole che sono state essiccate in forno per portarle a un’umidità definitiva del 13%. In particolare il processo si è protratto nel periodo dal 15 marzo 2016 al 22 marzo 2016, durante il quale è stato sottoposto a controllo quotidiano. Infine si è provveduto a multilamare le tavole per ottenere i listelli nella sezione richiesta dal committente.

Arch. Corrado Colombo

Ing. Aldo Galbiati | Direttore lavori specialistico Sta Ingegneri Associati

Ing. Aldo Galbiati | Direttore lavori specialistico Sta Ingegneri Associati

«Da appassionato di ciclismo e già conoscitore dell’impianto per i precedenti lavori di manutenzione svolti nel 1996, ho potuto compiere scelte fondamentali per l’esecuzione della manutenzione straordinaria. Per esempio, l’utilizzo dell’abete rosso approvvigionato presso la segheria della Magnifica comunità della Val di Fiemme. È stato altresì proposto e sono state applicate tutte le tecnologie originarie, sia per la parziale sostituzione di elementi portanti di molte delle circa 500 capriate, sia per la sostituzione, sia singola che totale, dei listelli 48x48mm del piano di scorrimento finale. Il rispetto delle curvature e del recupero delle dilatazioni, così come pensate nel 1932 dall’arch. Schurmann, progettista originario della pista, è stato totale, perfino con il ricalco preciso anche delle originarie fasce a ingresso e fine curva».

Chi ha fatto Cosa

Proprietà: comune di Milano
Soprintendenza: arch. Luciana Ranaldi, arch. Paolo Savio
Committente: CityLife spa
Progettista: Coni Servizi: ing. Luigi Ludovici, arch. Alberto Lucantoni;
Direzione gestione patrimonio e consulenza impianti sportivi, Ufficio ingegneria: ing. Aldo Galbiati, Sta Ingegneri Associati;
Permitting CityLife pa: arch. Roberto Russo, arch. Marina Reissner;
Responsabile appalto CityLife spa: geom. Andrea Mariotti.
Direttore Lavori: ing. Claudio Guido
Direzione Lavori Site: geom. Loris Morelli
Direttore Lavori Specialistico: ing. Aldo Galbiati, Sta Ingegneri Associati
General contractor: Faggion spa
Capocantiere general contractor: ing. Paolo Mazzarolo