Concept | Tiziana Monterisi Architetto

Milano green, a partire dai tetti verdi di Tiziana Monterisi

L’architetto Monterisi, esperta di architettura bioecologica, progetta da diversi anni edifici con coperture vegetali in grado di migliorare la salute e ridurre l’inquinamento, con l’obiettivo di creare nuove opportunità di rigenerazione urbana e sociale e trasformare l’architettura in una pratica sostenibile e responsabile.

Le coperture vegetali sugli edifici offrono notevoli vantaggi, per esempio migliorano la salute e riducono linquinamento ambientale, rinfrescando e rendendo più vivibili case e città. Per questo motivo tetti allestiti con alberi e piante, giardini pensili, terrazzi ricoperti di prati, e persino orti, si stanno diffondendo sempre più nei centri urbani di tutto il mondo.

New York ha già stabilito per legge l’obbligatorietà dei «tetti verdi» per tutti i nuovi edifici e quelli in ristrutturazione. In Italia, Milano ha approvato il Piano di Governo del Territorio per il 2030 che, fra le altre cose, darà la possibilità di ripensare ai tetti degli edifici come aree su cui puntare per uno sviluppo sostenibile della città.

Di questo nuovo orientamento green è convinta già da tempo Tiziana Monterisi, esperta di architettura bioecologica che ha eliminato completamente dai propri cantieri l’impiego di materiali di origine petrolchimica, sostituendoli con materiali 100% naturali.

Monterisi attribuisce al verde un approccio strategico, tanto da utilizzarlo non come semplice elemento decorativo, ma principalmente come elemento progettuale. I suoi progetti possono quindi prevedere l’inserimento di una parete di vegetazione, per ridurre gli sbalzi termici e migliorare di conseguenza le prestazioni energetiche dell’edificio, oppure un tetto verde, per stabilizzare il microclima locale, grazie alla ritenzione dell’acqua piovana.

Secondo la visione dell’architetto le coperture verdi degli edifici costituiscono un’ottima risposta alla necessità di rigenerare le città e un’opportunità per far ripartire dall’agricoltura una nuova architettura responsabile.

Grazie all’impegno nella progettazione sostenibile, Monterisi è stata selezionata da Clever Cities Comune di Milano per il bando «Rinverdiamo MilanoIl verde su tetti e pareti» nell’elenco dei progettisti esperti e due suoi progetti sono passati alla seconda fase del bando: si tratta di un tetto di 550 mq in via Russoli e di un altro tetto di 240 mq in via Bronzetti, che verranno entrambi trasformati in tetti giardino.

Il progetto partecipativo delle Torri di via Russoli, partito nel 2015, prevede a oggi la coibentazione dell’edificio con un cappotto in paglia di riso, un impianto solare per l’autosufficienza energetica e la realizzazione di 3.500 mq di tetto giardino adibito a orto.

Una vera e propria azienda agricola «urbana» che porterà gli inquilini delle torri all’autosufficienza alimentare per quanto riguarda il consumo di frutta e verdura. Con il coinvolgimento delle associazioni del quartiere, gli inquilini volontari si occuperanno dell’attività ordinaria e della manutenzione dell’orto.

Tiziana Monterisi | Studio Tiziana Monterisi Architetto.

Tiziana Monterisi | Architetto

«Sappiamo che il Comune di Milano ha effettuato una mappatura che rileva come ad oggi 14 milioni di mq potrebbero diventare tetti giardino. Al momento i tetti giardino in città sono meno di 1 milione di mq, quindi il potenziale lavoro da fare per il benessere dei cittadini è altissimo. Soprattutto se si considera che il verde sui tetti abbassa la temperatura dell’aria di circa 5°. Il vantaggio è evidente, tenendo conto che su un tetto giardino la temperatura in estate varia tra i 25/30°, mentre su un tetto con guaina la temperatura può arrivare fino a 80°. I tetti verdi rappresentano un trend già molto diffuso all’estero, speriamo di vederli spuntare sempre più di frequente anche in Italia, non solo nelle grandi città come Milano. Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, i costi per la realizzazione non sono proibitivi ed è possibile sfruttare il «Bonus verde» del governo. Per la manutenzione degli orti e giardini pensili si può prevedere il coinvolgimento degli abitanti del quartiere, che in un’ottica di integrazione e scambio reciproco possono ridare nuova linfa al tessuto sociale».

Già da tempo lo studio Tiziana Monterisi Architetto firma progetti di riconversione dei tetti, quali per esempio:

  • La ristrutturazione di un edificio dismesso, da destinare alla sede del Museo del Futuro della Fondazione Pistoletto di Biella, nel 2009. Le principali caratteristiche del progetto riguardano l’utilizzo esclusivo di materiali naturali e la realizzazione di una copertura piana verde di 250 mq, che non diventa solo un nuovo spazio per eventi ma un’isola ecologica che offre grandi benefici per la biodiversità e il raffrescamento estivo.
  • Superortopiù, il giardino urbano pensile di 750 mq realizzato nel 2014 sul tetto di Superstudiopiù, in via Tortona 27 a Milano. In occasione di Expo 2015, lo spazio ha ospitato una vera risaia con sette varietà di riso, un orto condiviso e un modello di casa realizzata in paglia di riso.
  • Il centro benessere realizzato nel 2019 a Montopoli in Val d’Arno (Pi) ha previsto l’edificazione di un nuovo edifico prefabbricato, connesso all’edificio esistente attraverso una serra bioclimatica. La vegetazione nella serra bioclimatica, nella facciata ventilata verde e nel tetto giardino, è stata progettata con lo scopo di garantire l’umidità, l’ombreggiamento e il raffrescamento. (vb)

1 commento

  1. “Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, i costi per la realizzazione non sono proibitivi ed è possibile sfruttare il «Bonus verde» del governo. Per la manutenzione degli orti e giardini pensili si può prevedere il coinvolgimento degli abitanti del quartiere, che in un’ottica di integrazione e scambio reciproco possono ridare nuova linfa al tessuto sociale”
    si ricordi di rinforzare i solai rifare la impermeabilizzazione della copertura prevedere il rifacimento degli scarichi dei pluviali.
    ” il coinvolgimento degli abitanti del quartiere” prevede che utilizzeranno l’ascensore condominiale per salire e scendere con i concimi ecc. mah!

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