Edificio e paesaggio | Isola del Giglio, Grosseto

Progetto di recupero del Faro di Capel Rosso

Nel progetto redatto dall'arch. Silvia Nanni i vincoli che nel recupero dell'esistente vengono posti costituiscono non un limite ma il valore, i "mattoni" attraverso i quali si può raggiungere l'autentico recupero dell'esistente. Il principio ispiratore è quindi quello dell'accurato rispetto dei valori architettonici paesaggistici e simbolici del fabbricato tramite interventi mirati alla conservazione del bene.

Il Faro di Capel Rosso sorge sul limitare dell’omonimo promontorio sud dell’Isola del Giglio, in un’area di grande valore paesaggistico e naturalistico, non visibile dalla terraferma se non a distanza ravvicinata.

Il rapporto del faro con l’edificato, in particolare con il centro storico di Giglio Castello, è affidato al sentiero, Strada vicinale del Capel Rosso, ora in stato di parziale abbandono. Il faro risulta raggiungibile tramite sentieri pedonali ed è meta privilegiata degli escursionisti che attraversano l’isola.

Faro del Capel Rosso | Dettaglio delle facciate esterne.
Faro del Capel Rosso | Dettaglio delle facciate esterne.

Le coste rocciose rappresentano un elemento caratteristico del tratto di costa interessato: il sistema di falesie, pareti verticali e piattaforme rocciose prevalentemente granitiche hanno un elevato valore naturalistico con specie vegetali endemiche e d’interesse biogeografico. L’ambito paesaggistico è caratterizzato da mosaici costieri di macchia mediterranea, garighe, praterie aride e agrosistemi tradizionali in parte ancora leggibili.

L’edificio, utilizzato per oltre un secolo come alloggio per i faristi e le loro famiglie, è ora in disuso, tranne la lanterna del faro che è sempre funzionante e monitorata costantemente.

Arch. Silvia Nanni
Arch. Silvia Nanni

Arch. Silvia Nanni | Le linee del progetto di recupero
«Un progetto di recupero è essenzialmente un’attività di cura, costante, del patrimonio che la storia ci consegna e ci affida per tramandarlo alle generazioni future, carico dei valori intrinseci e del messaggio di amore che, nel conservarlo, lasciamo a chi verrà dopo di noi. I vincoli che nel recupero dell’esistente vengono posti, sia a livello contingente che a livello normativo, costituiscono non un limite ma il valore, i “mattoni” attraverso i quali si può raggiungere un autentico recupero dell’esistente; l’esistente è sempre un valore. Il progetto di recupero di un faro di segnalamento pone ancora più in maggiore evidenza gli  aspetti legati al recupero e riuso dell’esistente, soprattutto quando si tratta di edifici carichi di valori simbolici e testimoniali; cosa significa recuperare un faro? “Rispetto” e “misura” sono necessariamente le due componenti del progetto di recupero; rispetto dell’esistente, ascolto delle sue qualità e del processo in divenire che lo ha condotto fino a noi, sensibilità nello scoprire le sue peculiarità e valori, misura nell’adeguare questi spazi riscoperti ai nuovi usi ed esigenze. Il progetto di recupero di un faro non può che essere ispirato da un sentimento di rispetto e di cura, attraverso un minuzioso intervento di lettura del costruito e di recupero del suo valore testimoniale; solo così risulta possibile la salvaguardia dei valori simbolici e identitari dell’edificato storico e dell’ambito paesaggistico, individuando interventi che consentano la conservazione del bene eliminando i fattori di degrado ma evitando interventi che si sovrappongano alla sua specifica identità e memoria, consentendogli così di mantenere il proprio ruolo nel territorio e proseguire il suo viaggio nella storia. Il principio ispiratore della proposta è quindi quello dell’accurato rispetto dei valori architettonici, paesaggistici e simbolici del fabbricato come dell’ambito in cui esso è inserito, mediante interventi mirati alla conservazione del bene prevedendo opere qualificabili di restauro (art. 3 lettera “c” dpr 380/2001 ) e di riqualificazione del patrimonio vegetazionale con recupero della vegetazione spontanea, in conformità alle direttive degli strumenti urbanistici e del Piano del Parco dell’Arcipelago Toscano (Pnat) vigenti».

UN PÒ DI STORIA

Negli anni immediatamente successivi  alla proclamazione dell’Unità d’Italia fu dato avvio a un’importante opera di potenziamento del servizio di segnalamento marittimo, all’epoca molto carente rendendo la navigazione nei mari  italiani molto insidiosa, con la realizzazione di alcuni fari, tra i quali quello del Capel Rosso, inaugurato nell’anno 1883.

Nel 1911 il Servizio Fari fu affidato alla Regia Marina: a seguito di questo passaggio iniziarono molte opere di ammodernamento del Servizio sia in termini di organizzazione che sul piano tecnologico.

Faro del Capel Rosso | Dettaglio della lanterna.
Faro del Capel Rosso | Dettaglio della lanterna.

Anche il Faro del Capel Rosso, benché costruito di recente, viene ristrutturato più volte, soprattutto a causa di problemi alla statica delle coperture; inizialmente realizzato con copertura a falda, con manto in embrici e tegole, la copertura fu sostituita a causa dei venti impetuosi che sconvolgevano il tetto; nel 1911 viene quindi realizzata una copertura a terrazza, ma solo dopo due anni essa viene nuovamente demolita e ricostruita a causa di problemi di staticità della struttura stessa. (cfr. ing. Cesare Scarfò “Torre del Saraceno e dintorni” edizioni Laurum edirice 2006 ).

Nel “Portolano” il Faro del Capel Rosso è identificato con il n. 2168-E 1492 e descritto come una “torre bianca addossata ad una costruzione a strisce bianche e rosse”. FI (4) 30s90m23M (4 gruppi di lampi ogni 30s – la lanterna è posta a 90mt sul livello del mare e visibile a 23 miglia marine).

Faro del Capel Rosso | Interni, la caratteristica scala a chiocciola.
Faro del Capel Rosso | Interni, la caratteristica scala a chiocciola.

ANALISI DELLO STATO DEI LUOGHI E PROBLEMATICITÀ

L’impianto distributivo è quello similare per molti fari realizzati nel periodo, caratterizzati da un unico corpo di fabbrica, normalmente a due piani, con assetto distributivo affidato a un vano centrale che distribuisce i due lati del fabbricato. La pianta è simmetrica e ricorda l’impianto tipico delle residenze ottocentesche. Al corpo di fabbrica principale è addossata, in corrispondenza della facciata sud (lato mare) la torre a pianta ottagonale che costituisce la base del tiburio della lanterna, realizzato in struttura metallica di notevole pregio.

Il collegamento verticale è affidato alla caratteristica scala a chiocciola, inserita all’interno della torre del Faro.

Tutte le strutture murarie sono realizzate in pietrame; lo spessore murario è variabile, con notevoli sezioni di circa 90 cm per i muri perimetrali e di 65 cm circa per le murature interne.

Faro del Capel Rosso | Interni al piano terra.
Faro del Capel Rosso | Interni al piano terra.

Le strutture si presentano in buono stato di conservazione; non sono evidenziabili né cedimenti fondali né lesioni ai maschi murari.

Tutti i locali al piano terra presentano vistose infiltrazioni per umidità di risalita, con grave deterioramento degli intonaci.

I solai di calpestio del piano primo sono in struttura lignea con soprastante scempiato e pavimento in cotto, al di sopra del quale in tempi verosimilmente recenti è stato posato un pavimento in graniglia di cemento.

L’orditura principale si presenta, a un esame visivo, in buone condizioni; sono riscontrabili alcune macchie di umidità che fanno presumere l’ammaloramento di alcuni elementi dell’orditura secondaria. In due locali posti al piano primo sono evidenti segni di cedimento strutturale. I locali al piano primo presentano notevoli fenomeni di umidità da condensa.

Faro del Capel Rosso | interni al piano terra, il vano di distribuzione centrale.
Faro del Capel Rosso | interni al piano terra, il vano di distribuzione centrale.

Tutte le finiture dell’edificio sono informate a una sobria semplicità; le aperture sia esterne sia le principali interne sono riquadrate in granito. Il resede esterno risulta in pavimentato in pietra locale.

Per tutto il contesto paesaggistico è leggibile il progressivo processo di abbandono delle attività colturali e della manutenzione dei sentieri.

La regimentazione delle acque di versante risulta carente, con evidenti fenomeni di rilascio di detriti da dilavamento fino alla prossimità della rampa di accesso al Faro. È verosimile che i gravi problemi da umidità di risalita che affliggono l’immobile siano causati da un non corretto assetto del reticolo idrografico superficiale del versante a monte del fabbricato. L’area è attraversata da un elettrodotto su pali, per l’allacciamento dell’immobile alla rete elettrica.

Faro del Capel Rosso | Interni, piano terra affetto da umidità di risalita.
Faro del Capel Rosso | Interni, piano terra affetto da umidità di risalita.

MODALITÀ D’INTERVENTO PER IL RECUPERO DELL’IMMOBILE

La caratterizzazione dell’approccio progettuale è improntata al rigoroso recupero filologico dell’immobile proponendo interventi non invasivi e perlopiù di ripristino delle peculiarità proprie di un edificio così particolare come un Faro, restituendolo alla comunità umana ed al territorio nell’integrità dei suoi valori.

Tale approccio prevede l’utilizzo di materiali pregiati normalmente utilizzati negli interventi di Restauro dei monumenti ed il riutilizzo di tutti i materiali recuperabili, in un’ottica di conservazione ma anche di sostenibilità ambientale.

Gli interventi proposti sono quindi essenzialmente volti al recupero architettonico e igienico-sanitario, intervenendo sui fenomeni di degrado, in primis sugli ingenti fenomeni da umidità di risalita (piano terra) e di umidità da condensa (piano primo), con sostituzione degli elementi ammalorati ed il recupero dei materiali originali.

Faro del Capel Rosso | Interni primo piano con umidità da condensa.
Faro del Capel Rosso | Interni primo piano con umidità da condensa.

A tal fine s’ipotizza innanzitutto d’intervenire nel ripristino della regimentazione delle acque di versante mediante il restauro degli originali muretti a secco, delle sistemazioni agrarie e dei fossetti, in particolare lungo la viabilità di accesso; si prevede inoltre la realizzazione di una trincea drenante, lungo il perimetro Nord del piazzale esterno.

Per gli intonaci esterni, a base cementizia e tinteggiati con vernice non traspirante, si prevede la loro sostituzione con un sistema ad elevata capacità d’evaporazione, composto da intonaco di primo strato “Rinzaffo Mgn”  a elevata resistenza ai sali e da successivo strato di corpo dell’intonaco  interamente colorato e idrofobizzato nella massa, Sanacolor 2000 Mgn, posato rispettando le attuali cromie del fabbricato; l’intonaco proposto assicura nel tempo la conservazione dei colori originari, evitando la continua manutenzione delle facciate, e garantisce la massima salubrità degli ambienti interni.

È previsto il ripristino del marcapiano realizzato in occasione degli interventi effettuati nei primi anni del 1900. Per gli intonaci interni si ipotizza l’uso di intonaco in calce naturale.

Faro del Capel Rosso | Interni al primo piano.
Faro del Capel Rosso | Interni al primo piano.

Per i solai di calpestio del piano primo è previsto il consolidamento mediante la sostituzione dell’orditura secondaria ove ammalorata, posa dello scempiato in cotto precedentemente smontato e getto in calcestruzzo armato con rete elettrosaldata collegata a connettori infissi nell’orditura secondaria.

Si perseguirà l’obbiettivo del recupero di tutti gli elementi originari, comprese le riquadrature delle aperture realizzate con stipiti e architravi in granito, che verranno liberate mediante sabbiatura dalle vernici a smalto applicate in tempi recenti,  la struttura primaria e secondaria dei solai – ove non ammalorata – mediate sabbiatura e successivo trattamento, il ripristino delle aperture ora tamponate e il recupero dei pavimenti originari, che è convincimento siano ancora conservati al di sotto dell’attuale pavimento in graniglia di cemento.

Interni | Tavola di progetto.
Interni | Tavola di progetto.

Il layout distributivo, caratterizzato dal raggruppamento dei locali di servizio al piano terra e al piano primo lungo il muro di spina  centrale, consente l’ottimizzazione della posa degli impianti di adduzione acqua e smaltimento reflui evitando l’esecuzione di tracce murarie ma collocando gli stessi all’interno di cavedi.

Le nuove tramezzature, di consistenza limitata e necessaria alla creazione dei locali di servizio, si configurano come elementi puntuali, databili e agevolmente rimovibili, unicamente finalizzati al miglioramento della fruizione degli spazi interni e al conseguimento degli standard igienico-sanitari.

Non sono previste opere interessanti le strutture portanti del fabbricato ma la sola riapertura delle porte originali, peraltro sempre visibili, e il consolidamento strutturale dei solai.

Gli impianti tecnologici sono concepiti al fine di limitare il loro impatto, mediante l’utilizzo, per l’impianto elettrico, di soluzioni a vista (corda cotonata e connettori in porcellana).

INTERVENTI PER LA SALVAGUARDIA DEL PAESAGGIO E DELL’AMBIENTE

Gli interventi proposti sono rispondenti alle richieste del Piano del Parco dell’Arcipelago Toscano (Pnat), che inserisce l’ambito in “area di riqualificazione in cui ricostruire forme di vegetazione più evolute”  (art. 23 nta) nonché a quanto indicato nel Pnat e recepito al Piano strutturale comunale per quanto concerne il recupero e la valorizzazione della sentieristica.

Faro del Capel Rosso | Progetto del paesaggio.
Faro del Capel Rosso | Progetto del paesaggio.

In particolare è previsto il restauro dei sentieri attraversanti l’area di pertinenza del faro mediante interventi di ripristino degli elementi tradizionali e l’utilizzo di materiali reperibili in loco, al fine d’integrare armonicamente con il paesaggio.

Le aree esterne sono concepite come un grande spazio museale dedicato ai fari e al loro ruolo simbolico ed evocativo assunto nella letteratura e nelle arti visive con l’allestimento di teche e pannelli espositivi illustranti la storia, l’evoluzione e l’importanza dei sistemi di segnalamento marini, avvicinando il visitatore ai tanti saperi dell’Andar per Mare” con l’obbiettivo di tramandare alle generazioni future l’importante tradizione delle nostre Marinerie e, con essa, il rispetto del mare.

Faro del Capel Rosso | Sezione del percorso.
Faro del Capel Rosso | Sezione del percorso.

Gli allestimenti saranno dislocati lungo i percorsi esistenti, “ormeggiati” ad essi come delle piccole imbarcazioni lungo un immaginario pontile; l’immagine evocativa dei tanti vascelli che  hanno fatto ritorno ai loro porti d’origine grazie anche al servizio reso dai fari, i guardiani del mare, si sposa alla necessità di realizzare strutture adatte a resistere alla inclemenza degli elementi. L’allestimento del Museo non dovrà costituire un’alterazione dei luoghi né un elemento di detrazione visiva, alterando la  percezione paesaggistica e le visuali al mare. La disposizione dei pannelli lungo i percorsi è formulata anche al fine di controllare la pressione antropica e preservare gli assetti vegetazionali, che saranno oggetto di interventi di rinaturalizzazione, nelle aree floristicamente impoverite, predisponendo suoli lavorati all’inerbimento naturale oppure tramite semina di “fiorume” raccolto in posto.

Faro del Capel Rosso | Planimetria generale
Faro del Capel Rosso | Planimetria generale

Una particolare attenzione, come già illustrato sarà posta al ripristino, a fini paesaggistici e idrogeologici, dei terrazzamenti e delle forme di regimazione idraulica tradizionale (fossi, canalette di scolo).

Faro di Cape Rosso | Planimetria generale.
Faro di Cape Rosso | Planimetria generale.

Tra gli interventi di valenza paesaggistica vi è anche la realizzazione di una piccola area coltivata, a scopo anche didattico valorizzando il  il germoplasma locale, in particolare i cultivar locali (Aleatico del Giglio, Ansonica del Giglio) con ripristino delle componenti tipiche, come le coltivazioni a terrazzo; è previsto inoltre la coltivazione di un piccolo orto, un kitchen-garden a servizio della cucina per gli ospiti, nell’ottica della sostenibilità ambientale; è previsto l’interramento della linea elettrica aerea, rimuovendo un elemento di detrazione visiva.

Vista del faro dal sentiero.
Vista del faro dal sentiero.

L’ipotesi progettuale prevede infine la riqualificazione e valorizzazione delle aree a mare con il ripristino dello scalo di Ponente e l’approntamento di un piccolo campo boa per l’ormeggio di imbarcazioni in aree non portuali, in analogia alle esperienze maturate nelle aree protette delle Cinque Terre o dell’Isola Palmaria, allo scopo di eliminare il danno causato dalle ancore sui fondali e sulle biocenosi marine e valorizzare l’area e la sua visuale anche dal mare.

Vista del faro dallo scalo di ponente.
Vista del faro dallo scalo di ponente.