Confartigianato | Audizione sul Def

Rete imprese Italia: «troppo fisco su imprese. Serve manovra coraggiosa. No vincoli Ue»

In tema di fisco Rete imprese Italia è contraria all’estensione dell’applicazione dello split payment perché toglie liquidità alle imprese e i rimborsi Iva non arrivano entro i 3 mesi previsti. Sollecitato l’aumento della franchigia Irap e la deducibilità completa dell’Imu pagata dalle imprese sugli immobili produttivi.

La ripresa economica in Italia è ancora fragile con un tasso di crescita nell’anno in corso e nel 2018 tra i più bassi d’Europa. Serve una manovra rafforzata da maggiori investimenti, dalla rapida riforma della giustizia civile, da agevolazioni mirate sui giovani che entrano nel mondo del lavoro sia come imprenditori sia come dipendenti. E si apprezza l’intenzione di evitare l’entrata in vigore delle clausole di salvaguardia, confidando che tale intenzione venga confermata nella manovra di ottobre.

Queste sono le indicazioni di Giorgio Merletti, presidente di Rete imprese Italia, all’audizione sul Documento di economia e finanza (Def) svoltasi davanti alle Commissioni bilancio riunite di Camera e Senato dove sono state sottolineate le necessità di risposte rapide e concrete alle imprese in un contesto preoccupante sul fronte del credito e del fisco: in particolare quest’anno l’Italia evidenzia un maggior prelievo fiscale rispetto all’Eurozona di 21,3 miliardi di euro, pari a 1,3 punti di Pil.

Giorgio Merletti | Presidente Rete imprese Italia

Giorgio Merletti | Presidente Rete imprese Italia

«Non possiamo bloccare la ripresa sotto questa montagna di carico fiscale. Serve maggiore flessibilità per evitare che gli automatismi delle politiche di austerità ci soffochino.
Esprimiamo anche la necessità di proseguire l’azione di Governo per cogliere le residue opportunità legate al Quantitative easing che ha consentito una spesa per interessi pari al 4% del Pil, vale a dire il livello del 1980, e il calo del 13,7% dei prezzi delle commodities energetiche importate tanto da far calare nel 2016 la bolletta energetica all’1,6% del Pil, il miglior risultato dal 1999.
In tema di fisco, siamo per una forte contrarietà all’estensione dell’applicazione dello split payment perché toglie liquidità alle imprese e i rimborsi Iva non avvengono entro i previsti 3 mesi. L’evasione dell’Iva si combatte con il monitoraggio della fatturazione elettronica, non snaturando lo split payment e caricando le imprese di nuovi costi.
Per ridurre il carico fiscale sulle imprese, sollecitiamo l’aumento della franchigia Irap, la deducibilità completa dell’Imu pagata dalle imprese sugli immobili produttivi e l’accorpamento di Imu e Tasi.

Sul fronte dei costi energetici a carico delle piccole imprese, sollecitamo il riequilibrio degli oneri generali del sistema elettrico, pari a 16 miliardi di euro, che oggi gravano soprattutto sulle piccole imprese e che vanno spostati sugli energivori.
In materia di credito evidenziamo la necessità che il Fondo centrale di garanzia torni a operare nell’interesse delle imprese e non per ridurre l’assorbimento di capitale delle banche.
Per quanto riguarda gli aspetti relativi all’occupazione è necessario potenziare gli interventi a favore del sistema duale di formazione e lavoro e concentrare le risorse a sostegno dei giovani nei primi 3 anni di ingresso nel mercato del lavoro come dipendenti, autonomi e imprenditori».