Norme | Detrazioni Fiscali

Rete Irene denuncia al Garante della Concorrenza l’art. 10 del Decreto Crescita

Rete Irene scrive al Garante della Concorrenza chiedendo di abrogare l’art. 10 del Decreto Crescita o, in alternativa, almeno integrarla prevedendo che il credito d’imposta attribuito a rimborso dello sconto sul corrispettivo dei lavori, oltre che utilizzabile in compensazione, possa anche essere oggetto di cessione, cosicché anche le piccole e medie imprese potranno beneficiare del nuovo meccanismo.

Rete Irene, ha presentato una segnalazione all’Autorità Garante della Concorrenza
e del Mercato denunciando l’impatto restrittivo della concorrenza che discende dall’art. 10 del Decreto Crescita (dl 34/2019 attualmente all’esame del Parlamento per la conversione in legge), che ha introdotto una nuova modalità di fruizione delle detrazioni fiscali per gli interventi di efficienza energetica e consolidamento antisismico degli edifici.

Si tratta, in particolare, del riconoscimento in favore dei beneficiari di uno sconto immediato, in misura corrispondente alla detrazione fiscale, applicato dall’impresa appaltatrice sul corrispettivo ad essa dovuto.

Sconto poi rimborsato all’impresa sotto forma di credito d’imposta utilizzabile esclusivamente in compensazione e non cedibile ad altri soggetti (per gli interventi di riqualificazione energetica è stato anche dimezzato da dieci a cinque anni il periodo di compensazione).

La norma del Decreto Crescita – spiega Rete Irene – produce un’indebita distorsione delle dinamiche concorrenziali che danneggia gravemente le piccole e medie imprese, favorendo indebitamente i soli operatori economici di grandi dimensioni, gli unici a disporre della capienza fiscale necessaria per poter compensare i crediti d’imposta acquisiti.

Il nuovo meccanismo porterà ad avere un mercato dominato dai soli grandi
operatori con ricadute negative in danno dei consumatori (proprietari delle unità immobiliari oggetto di riqualificazione) destinati a subire condizioni economiche sempre più onerose.

La soluzione proposta da Rete Irene è chiara: abrogare la norma o, in alternativa, almeno integrarla prevedendo che il credito d’imposta attribuito a rimborso dello sconto sul corrispettivo dei lavori, oltre che utilizzabile in compensazione, possa anche essere oggetto di cessione, cosicché anche le piccole e medie imprese potranno beneficiare del nuovo meccanismo.

1 commento

  1. buongiorno, penso che la norma debba assolutamente essere abrogata. Una norma del genere incentiva solo le grandi aziende e i colossi del mercato. Vedi anche Enel Energia, che sta gia facendo pubblicità usando questa norma per la sostituzione delle caldaie, climatizzatori e ristrutturazioni vari, soprattutto nei condomini. Questa si chiama concorrenza SLEALE, noi piccole imprese non possiamo permetterci di scontare al cliente su 5000 portarne a casa 2500 € , dove andiamo a mangiare , pagare il materiale, i dipendenti ?? è la solita furbizia all’italiana, come i venditore di energia e materie prima non potrebbero fare anche da installatori/ idraulici e lo fanno continuamente, utilizzando il potere del “pagamento rateale in bolletta” per accaparrarsi il cliente, cosa che noi piccoli imprenditori non possiamo fare proprio fisicamente. questa è CONCORRENZA SLEALE, e va ad arricchire solo i soliti grandi, senza capire poi tra l altro che il cliente si trova a pagare molto di più e la maggior parte delle volte con un servizio molto più scadente.
    cerchgiamo che questa PESSIMA NORMA non passi

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