Produzione | Fassa Bortolo

Soluzioni per ridurre la formaldeide indoor

Il progetto Arya indoor di Fassa Bortolo è il sistema che risponde al problema dell’inquinamento negli ambienti confinati con la lastra in cartongesso Gypsotech GypsoArya Hd e la pittura per interni Pothos 003. Due soluzioni per ridurre la formaldeide negli ambienti domestici.

È di Fassa Bortolo il progetto Arya indoor che risponde al problema dell’inquinamento negli ambienti confinati con due soluzioni: la lastra in cartongesso Gypsotech GypsoArya Hd e la pittura per interni Pothos 003.

Le persone trascorrono in ambienti chiusi circa l’80% del loro tempo, difficilmente però si preoccupano della qualità dell’aria che vi respirano. Studi dimostrano invece che l’inquinamento interno può essere fino a dieci volte maggiore di quello esterno, e anche più pericoloso perché in quello interno rientrano i Voc (Composti organici volatili), causa di patologie croniche come allergie, dermatiti o emicranie.

Tra i Voc più pericolosi c’è la formaldeide, elemento volatile tossico e cancerogeno, che è rilasciato da una vasta gamma di arredi, come mobili, tappeti e tessili, insieme ai disinfettanti e prodotti per la pulizia della casa.

Il progetto Arya indoor

L’obiettivo dell’azienda, raggiunto dopo tre anni di ricerche e test in laboratorio, è migliorare il benessere abitativo, risolvendo le necessità degli operatori del settore e di consumatori sempre più attenti e consapevoli.

Fassa Bortolo con il progetto Arya indoor mette in campo un sistema integrato intervenendo in tutte le fasi di lavorazione sia in caso di nuova costruzione sia di ristrutturazione. La soluzione cattura la formaldeide nell’ambiente (dove si trova normalmente allo stato gassoso) e la trasforma in composti stabili e soprattutto innocui per la salute.

Gypsotech GypsoArya Hd

È una lastra in cartongesso utilizzabile su pareti, contropareti o controsoffitti, anche insieme con altre lastre. Nei test effettuati si ottiene una riduzione della molecola cancerogena fino all’82%, per circa 30 anni.

Il sistema a secco è una soluzione molto apprezzata dagli operatori del settore, perché comporta cantieri più veloci e meno invasivi, strutture più leggere e di facile personalizzazione; con alte performance riguardanti isolamento termico, acustico e resistenza al fuoco.

Pothos 003

È un’idropittura per interni traspirante, inodore, senza solventi, coprente e notevolmente opaca, adatta per una perfetta finitura. Oltre a essere essa stessa «solvent free», può assorbire fino al 74% della formaldeide presente nell’ambiente, per una durata di ben 10 anni. 

Test di prova

Le prove sono realizzate in conformità alla norma Iso 16000-23:2009 «Prova prestazionale per valutare la riduzione della concentrazione di formaldeide da parte di materiali da costruzione assorbenti» e convalidate da test effettuati presso il laboratorio Lapi, organismo di prova e certificazione.

Il test di prova tende a simulare un ambiente casalingo dove materiali di arredo e/o materiali impiegati nell’edilizia (sughero, parquet, finiture in legno, ecc.) emettono in maniera continua e costante della formaldeide.

Nello specifico è stata valutata la riduzione della concentrazione di formaldeide, installando una lastra Gypsotech GypsoARYA HD all’interno di una camera campione da 250 dm³. Alla temperatura di esercizio di 23 °C, umidità relativa del 50% e con un tasso di ricambio d’aria di 0,5 vol/h, viene giornalmente introdotto nella camera campione l’inquinante, la formaldeide, con un tasso di concentrazione costante pari a 150 µg/m³.

La quantità d’inquinante viene monitorata all’ingresso e all’uscita della camera per un tempo di 28 giorni. La performance della lastra Gypsotech GypsoARYA HD è la verifica della riduzione giornaliera della concentrazione della formaldeide all’interno della camera.

La percentuale di formaldeide si riduce fino al 70% dopo appena 5 giorni, diminuendo ulteriormente nei giorni successivi fino a ottenere un abbattimento massimo dell’82%. Dagli studi e valutazioni analitiche effettuate, si stima in almeno 50 anni l’efficacia del contenuto tecnologico presente all’interno delle lastre Gypsotech GypsoARYA HD.

La formaldeide

La formaldeide (CH2O) è un gas inodore e volatile, con un forte potere irritante e classificata come sostanza cancerogena. È classificata dalla IARC (International Agency for Research on Cancer) come cancerogena (Gruppo 1-cancerogeno accertato per l’uomo).

La formaldeide in forma gassosa deriva essenzialmente dall’invecchiamento delle colle urea-formaldeide con cui vengono prodotti anche i mobili moderni, per cui è facilmente presente all’interno delle abitazioni e dei luoghi di lavoro. Si trova inoltre in tappeti, tessili, mobili, resine, colle, ecc.; anche il fumo di tabacco ne è una fonte, così come i prodotti per la pulizia della casa come disinfettanti o detersivi.

Gli effetti sulla salute possono variare a seconda del livello di concentrazione, del tempo di esposizione e della sensibilità individuale. I problemi che possono riscontrarsi vanno dall’irritazione delle mucose e delle vie respiratorie, all’asma, dermatite, emicranie e vertigini, senza contare il potere cancerogeno di questa sostanza.

Buone pratiche quotidiane possono diminuire la concentrazione della formaldeide negli ambienti interni. Nel caso di ambienti esistenti si possono tenere presenti indicazioni quali: ventilare e areare frequentemente le stanze; non fumare in casa; preferire oggetti di legno massiccio anziché oggetti realizzati in compensato o laminato; evitare l’utilizzo di detersivi e prodotti della casa tossici, controllando le etichette e preferendo prodotti naturali; evitare l’uso di deodoranti e profumatori per la casa; dotare gli ambienti di piante che per loro natura sono in grado di ridurre le concentrazioni di Cov.

Queste azioni non sono però sufficienti, se si considera che le fonti di formaldeide presenti all’interno degli ambienti sono molteplici. Si deve perciò intervenire nelle eventuali fasi costruttive o di restauro, scegliendo materiali naturali non contenenti formaldeide, utilizzando vernici e prodotti che non liberino Cov nell’ambiente, o ancora utilizzando prodotti che “neutralizzano” queste sostanze dannose.

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