L'intervista | Lorenzo Orsenigo, Presidente AIS

Sostenibilità e digitalizzazione al centro delle nuove strategie per le infrastrutture, Ais ne parla a Saie Bari

Con Lorenzo Orsenigo parliamo di AIS, l'Associazione Infrastrutture sostenibili di cui è presidente: obiettivi, strumenti, protagonisti. Ais parteciperà a Saie Bari, e per l'associazione sarà l’occasione per “raccontare” il proprio impegno di riflessione e di confronto su tematiche decisive per un salto di qualità della filiera coinvolta nella progettazione e realizzazione di infrastrutture realmente sostenibili. In Italia abbiamo già alcune importanti opere infrastrutturali impostate secondo criteri di sostenibilità e una tra tutte è proprio la Napoli Bari, che è un po’ il simbolo della prima vera infrastruttura sostenibile realizzata nel nostro Paese.
Lorenzo Orsenigo | Presidente AIS
Presidente, AIS nasce in un momento in cui la politica e l’economia individuano nella sostenibilità un pilastro importante su cui basare le azioni future. Quali sono gli obiettivi dell’associazione?

AIS vuole essere un’esperienza del tutto nuova, a carattere tecnico scientifico e culturale in grado di aggregare tutte le eccellenze della filiera coinvolta nella pianificazione, progettazione, realizzazione e gestione di infrastrutture mettendo al centro la sostenibilità come processo irreversibile e strategico. In apertura del Position Paper redatto dalla nostra Associazione su “La sostenibilità delle infrastrutture fattore determinante della Next Generation EU” si legge che “la realizzazione di infrastrutture sostenibili è una condizione fondamentale senza la quale non si riuscirà a soddisfare i bisogni espressi dalla comunità internazionale e ad adempiere agli indirizzi dell’Unione Europea”. Ed è partendo da questa premessa che, come Infrastrutture Sostenibili, intendiamo promuovere e favorire concretamente la realizzazione di infrastrutture rispettose dell’ambiente, ma anche caratterizzate da processi in grado di prestare la massima attenzione alla qualità della vita delle comunità locali. Un processo che ovviamente dovrà utilizzare al meglio e in modo virtuoso l’offerta d’innovazione, in particolare collegata alla digitalizzazione. 

Da chi è costituita AIS e quali sono i contributi che i vari membri apportano alla organizzazione?

Fanno parte di AIS gruppi e aziende del settore delle infrastrutture, come RFI, Autostrade, ANAS, e molti altri partner. Tutti contribuiscono con le loro competenze ed esperienze partecipando agli incontri tematici, ai gruppi di lavoro e alla stesura dei Position paper dell’associazione. L’obiettivo è quello di porsi come interlocutore del Governo riguardo alle questioni legate alle opere infrastrutturali. Come associazione “Infrastrutture Sostenibili” riteniamo essenziale richiamare l’attenzione del Governo, del Parlamento e degli stakeholder sull’importanza di prestare la massima attenzione agli strumenti oggi disponibili per passare da una fase, seppure importante, di consapevolezza della necessità di pianificare, progettare, realizzare e gestire infrastrutture nel segno della sostenibilità a una concreta attuazione. E perché ciò avvenga è essenziale dotarsi di strumenti di misurazione e di tecnologie in grado di garantire tempi e costi egualmente sostenibili. Così come può fare la differenza il ricorso a una contrattualistica innovativa e un’attenzione particolare ai prodotti green attraverso sistemi di valutazione oggettiva sul loro impatto lungo il proprio ciclo di vita, dell’intero processo costruttivo e rispetto alla durabilità dell’opera.

Le vostre proposte stanno riscontrando un forte riconoscimento anche da parte del MIMS, con cui avete iniziato a dialogare fin dai primi mesi di quest’anno. Quali sono stati i risultati?

Il Ministero ha recepito quanto proposto nel nostro Position Paper dell’associazione dedicato ai programmi e progetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). In particolare, vale la pena sottolineare due novità inserite all’interno del documento relativo alle linee guida per la redazione del Progetto di Fattibilità Tecnica Economica (PFTE) per le opere del PNRR, recentemente varate. La più rilevante riguarda l’introduzione obbligatoria della Relazione di sostenibilità e dei Capitolati informativi, che vanno disciplinati alla luce della misurazione delle prestazioni ambientali. Si tratta di uno strumento essenziale per impostare correttamente un percorso di sostenibilità creando le condizioni per misurare e valutare i risultati, sia rispetto alla progettazione che successivamente nella fase di realizzazione. L’accelerazione in direzione di una centralità della sostenibilità trova nelle Linee guida un’innovativa concretezza fin dal metodo, così come nella scelta di puntare con coraggio su innovazione e sostenibilità sia ambientale che sociale. Nel documento del MIMS si esplicita puntualmente ciò che deve contenere la Relazione di sostenibilità di un’opera:

  • dall’attenzione ai bisogni e agli impatti sulle comunità locali e al confronto con gli stakeholder, ai contributi per il raggiungimento dei principali obiettivi ambientali, quali la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici;
  • la prevenzione e la riduzione dell’inquinamento;
  • la transizione all’economia circolare; la protezione delle acque e delle risorse marine;
  • il ripristino della biodiversità e degli ecosistemi.

Un esplicito richiamo viene fatto al “ciclo di vita dell’opera”, con particolare riferimento alla definizione e alle caratteristiche dei materiali da costruzione e al ruolo non secondario della tecnologia e in particolare della sensoristica ai fini del monitoraggio dei risultati. La Relazione dovrà altresì contenere una specifica analisi della capacità di resilienza dell’opera e sugli effetti e gli impatti socio economici su comunità e territori interessati.

Esistono già progetti di infrastrutture sostenibili nel nostro Paese?

Certamente. In Italia abbiamo già alcune importanti opere infrastrutturali impostate secondo criteri di sostenibilità. Una tra tutte è la Napoli Bari, che è un po’ il simbolo della prima vera infrastruttura sostenibile realizzata nel nostro Paese. Importante anche perché riguarda un’area, quella del Mezzogiorno, che spesso viene vista come arretrata. RFI e Italferr, che fanno parte di AIS, sono state le prime società a decidere di impostare tutti i loro progetti su una logica sostenibile, cominciando proprio dal tratto ferroviario che unisce Bari a Napoli. Saremo a Bari, al SAIE il 7 e l’8 ottobre anche per parlare di questo, delle nuove opportunità per il Sud Italia, per ottenere una nuova rete infrastrutturale innovativa e sostenibile. Per la nostra associazione l’appuntamento del SAIE è il primo momento di partecipazione a un evento in presenza e sarà l’occasione per “raccontare” il nostro impegno di riflessione e di confronto su tematiche decisive per un salto di qualità della filiera coinvolta nella progettazione e realizzazione di infrastrutture realmente sostenibili. Oltre a entrare nel merito di come misurare la sostenibilità, utilizzando protocolli condivisi, ragioneremo sul cantiere sostenibile e sull’impatto di prodotti e materiali green, ma anche di cosa oggi voglia dire adeguarsi agli indicatori ESG per l’acquisizione dei finanziamenti.

Napoli Bari, simbolo della prima vera infrastruttura sostenibile realizzata nel nostro Paese.
Leggendo i vostri documenti emerge una forte sinergia e interazione tra digitalizzazione e sostenibilità…

Si tratta ormai di due elementi fortemente correlati. Più ci si avvale di strumenti evoluti, digitali e non solo, e più sarà semplice rispettare i criteri di sostenibilità non solo ambientale, ma anche economica e sociale. Con il Decreto Semplificazioni il Governo lancia un messaggio importante sulla rilevanza che il ricorso a modelli digitali riveste nella progettazione delle infrastrutture inserite nel PNRR e nel Piano nazionale per gli investimenti complementari al PNRR.  Una maggiore digitalizzazione potrà garantire livelli più elevati sul piano della qualità e di assicurare maggiori certezze dei tempi e un più puntuale controllo dei costi. Fattori fondamentali nell’assicurare una sostenibilità economica di una infrastruttura. Tutti aspetti che anche dal punto di vista tecnico verranno approfonditi in occasione della prossima edizione del SAIE a Bari.

Le 6 proposte di AIS

AIS avanza 6 proposte per realizzare infrastrutture realmente sostenibili:

  1. Adottare dei protocolli per misurare la sostenibilità delle infrastrutture
  2. Implementare la digitalizzazione nella realizzazione e gestione delle infrastrutture
  3. Aumentare i livelli di efficienza della PA puntando su digitalizzazione e managerialità
  4. Puntare sul contratto di innovazione per quanto riguarda gli appalti pubblici
  5. Incentivare l’utilizzo di prodotti con caratteristiche di sostenibilità
  6. Dare concretezza all’economia circolare puntando sul riciclo degli aggregati e sul recupero delle terre da scavo.