Sostenibilità | Arcadis

Supercharging Net Zero: Arcadis presenta il nuovo rapporto sulla transizione energetica

“Supercharging Net Zero” è il rapporto di ricerca realizzato da Arcadis che indaga la situazione del settore energetico in relazione al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione del pianeta entro il 2050. Per il raggiungimento dello zero netto il settore energetico globale deve dimezzare le emissioni in questo decennio e saranno necessari 6 trilioni di euro di investimenti. In Italia è fondamentale l’attuazione urgente di misure per la semplificazione degli iter autorizzativi.

Arcadis ha pubblicato un nuovo rapporto di ricerca dal titolo “Supercharging Net Zero“, che utilizza modelli economici per esaminare come il settore dell’energia internazionale può aprire la strada al raggiungimento dell’obiettivo emissioni zero, passando rapidamente dall’utilizzo dei combustibili fossili alla generazione di energia rinnovabile.

Il rapporto conferma che, se il settore energetico globale non riuscirà a decarbonizzare rapidamente e ad aumentare la sua capacità di generazione, il mondo perderà la corsa allo zero netto entro il 2050.

Riduzioni forti e durature delle emissioni di Co2 e di altri gas serra sono fondamentali per limitare il cambiamento climatico, come è stato confermato nel rapporto del Gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici (Ipcc) lanciato nell’agosto di quest’anno. Le azioni umane, quindi, hanno ancora il potenziale per determinare il futuro corso del clima e, il settore energetico, in questo senso, possiede un ruolo chiave.

Secondo il Supercharging Net Zero il settore energetico globale dovrebbe espandere drasticamente la sua capacità di generazione di elettricità per soddisfare la crescente domanda. Per realizzare questo sono necessari circa 6 trilioni di euro di investimenti, per esempio nella tecnologia delle energie rinnovabili e nell’espansione della rete. Se ben eseguita, la transizione energetica potrebbe abbattere il costo dell’elettricità e liberare miliardi di euro di reddito disponibile.

In Italia, nonostante un temporaneo crollo delle emissioni nel 2020 causato dalla pandemia, a fine 2019 le emissioni di Co2 erano quasi paragonabili a quelle registrate nel 2014, in pratica cinque anni di stagnazione, e contemporaneamente (non a caso) anche le installazioni di nuovi impianti rinnovabili sono cresciute molto lentamente rispetto al necessario.

A oggi nel nostro Paese solo il 18% circa del consumo finale lordo di energia è assicurato dalle fonti rinnovabili (mentre l’Ue complessivamente è al 19,7%). Eppure anche nel 2020 le nuove installazioni di impianti a fonti rinnovabili sono nuovamente scese vicino alla soglia di 1 Gw (mentre in Europa se ne installavano 30 e nel mondo 260), un dato molto lontano dai circa 7 Gw che dovremmo realizzare ogni anno per rispettare i nuovi obiettivi dell’Ue al 2030.

Renzo Boschet | Energy Transition Manager Arcadis Italia.

Renzo Boschet | Energy Transition Manager Arcadis Italia

«Sono necessarie misure urgenti per la semplificazione degli iter autorizzativi e per l’individuazione delle aree idonee all’installazione degli impianti, attese con gli imminenti decreti del Governo in merito al recepimento di due direttive europee (Redii e mercato interno) ed è altrettanto indispensabile un sistema di incentivi stabile e premiante per i prossimi anni, atteso con prossimi decreti Fer1 (estensione dei tempi) e Fer2 (rinnovabili innovative)». (vb)

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