Edilizia industriale | Polo logistico, Trecate

Trecate: nuovo hub logistico sostenibile e in grado di dialogare con il territorio

Due edifici dallo sviluppo prettamente orizzontale, caratterizzati da un involucro leggero e completamente sostenibile, in grado di dialogare con la vegetazione che lo circonda e che nasconde al proprio interno un nucleo innovativo, razionale, confortevole e sicuro. Queste le caratteristiche del nuovo hub logistico realizzato a Trecate su progetto dello Studio Tba.

The Blossom Avenue Partners, studio di urbanistica e di architettura specializzato nel design di complessi innovativi, sostenibili e di rigenerazione del territorio, si è occupato della progettazione del nuovo hub logistico a Trecate (No), uno tra i più grandi d’Italia.

Il founder e partner di Tba, Marco Facchinetti, attraverso il suo personalissimo approccio architettonico, ha realizzato una composizione mettendo in relazione due sistemi di volumi, non soltanto gli edifici al centro dell’area ma anche i suoi contorni, considerati come un volume verde continuo, denso e fittamente alberato.

The Blossom Avenue | Nuovo hub logistico a Trecate (No) | © Giovanni Santarelli D’Arcangelo

I due edifici, alti 13 metri circa sul piano di campagna, per un totale di oltre 160.000 mq (l’area complessiva del sito è di circa 400.000 mq), si caratterizzano per l’accentuata orizzontalità e per il colore grigio scuro dell’involucro edilizio, appena alleggerito dai profili in acciaio.

Il secondo volume è costituito dalla vegetazione che cinge la composizione. Questa ha l’importante funzione di compensare le risorse naturali sottratte dallo sviluppo del sito, attivando scambi biotopici con l’ambiente intorno.

Le scatole si impongono come due volumi definiti e semplici la cui massa è solo apparentemente pesante. Lo scheletro strutturale, tradizionale, è costituito da travi e pilastri in cemento armato prefabbricato per consentire di coprire ampie luci interne.

La pelle degli edifici è leggerissima e al contempo capace di garantire nuove prestazioni: un sistema di pannelli sandwich, composti da due pelli sottili, una esterna e una interna in alluminio, con al centro un pacchetto isolante che garantisce prestazioni energetiche rilevanti; una pelle composta a “domino”, retta da una semplice baraccatura in acciaio, componibile e scomponibile per l’apertura o la chiusura di porte e finestre, assicurando a questi grandi edifici il massimo della flessibilità di utilizzo.

L’interazione con il sottosuolo risulta essere altrettanto leggera, si limita infatti ai plinti di fondazione sotto i pilastri, che solo per circa un metro entrano in profondità. Nessun altro elemento disturba ciò che sta sotto gli edifici: non vi sono interferenze né di sottostrutture né di impianti o tubazioni o scarichi.

Le acque piovane che dal tetto vengono raccolte, scendono a vista con tubazioni interne all’edificio fino al suo piede, ed esternamente vengono raccolte e convogliate nelle vasche naturali di laminazione, create nelle aree verdi, e nel pieno rispetto dell’invarianza idraulica del sito.

In copertura la superficie maggiormente utilizzata è destinata ai pannelli fotovoltaici, disposti in misura ampiamente superiore alle necessità di legge per qualificare gli edifici al massimo livello (Platinum) delle certificazioni Leed.

Le macchine per alimentare gli impianti interni sono ordinate lungo due fasce che corrono per l’intera lunghezza dell’edificio, lasciando uno spazio ancora una volta leggero, bianco, pulito su tutto il resto della copertura, il cui pacchetto costruttivo è, ancora una volta, leggero e composto da un sandwich di lamiera grecata, isolante, membrane isolanti e riflettenti. Il tutto, in pochi centimetri.

The Blossom Avenue | Baie di carico | © Giovanni Santarelli D’Arcangelo

L’interno degli edifici racconta dell’innovazione che l’automazione dei processi di stoccaggio e movimentazione delle merci ha ormai raggiunto. Una giungla razionale e ordinata di conveyors, nastri, aree di deposito di ogni forma e di ogni altezza, computer e robot, creano un ambiente di lavoro ad altissima specializzazione, in cui gli operatori si ritrovano a lavorare in condizioni di comfort ambientale garantito dall’estensione degli impianti di riscaldamento e raffrescamento, dalla cura della progettazione dell’illuminazione, dai sistemi di prevenzione incendi rispettosi delle normative (Nfpa) e compatibili con le norme aggiuntive di Fm Global.

Così, mentre la pelle esterna costruisce un guscio solido e scuro ma leggero e sostenibile, il mondo interno è una vera macchina del nostro tempo, capace di articolare processi di movimentazione, catalogazione, selezione e schedatura in pochissimi secondi.

L’hub di Trecate non solo non spreca una goccia d’acqua, recuperandola, conservandola e riportandola in falda, ma produce tanta energia quanta ne consuma e riporta 80.000 mq di aree libere a bosco. Questo scambio continuo con l’ambiente permette al progetto di essere realmente sostenibile, appoggiato su un suolo che non contamina e integrato in un paesaggio con il quale dialoga, ogni giorno. (vb)