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Valsir, verso l’impianto termico combinato

Lo standard residenziale si affaccia sempre più convintamente verso la soluzione dell’impianto termico combinato in grado di riscaldare, deumidificare, raffrescare e ricambiare l’aria riducendone gli inquinanti interni, come, ad esempio, l’umidità, la Co2, i pollini o i Cov, e con il minimo impatto ambientale. Le premesse ideali, dunque, per integrare nell’abitazione un impianto di Ventilazione Meccanica Controllata.

Il 2021 sarà ricordato come l’anno della ripresa. Una ripresa a tutto tondo, incoraggiata da consistenti interventi finalizzati alla ripartenza di tutti i settori messi a dura prova dall’emergenza sanitaria. Una ripresa necessaria, anche sul piano psicologico, a trasformare in opportunità concrete gli spunti, le riflessioni e le strategie maturate proprio in attesa che la situazione generale permettesse ai mercati di ripartire a pieno ritmo.

E alla luce dell’esperienza dell’ultimo anno, che ci ha obbligati a rivoluzionare la gestione di spazi e contesti condivisi, non è casuale che al centro di tali azioni di rilancio sia stata posta l’efficienza energetica, non soltanto con lo scopo di rivitalizzare il settore immobiliare, ma anche e soprattutto di rinnovare, ripensare e ristrutturare il patrimonio edilizio nazionale.

Si provi a prendere coscienza della cosiddetta “Sindrome dell’edificio malato” (Sick Building Syndrome o Sbs), oppure a fare una semplice stima di quanto sia il tempo che oggi trascorriamo in ambienti chiusi: è subito evidente come sia attuale e calzante l’epiteto di “indoor generation”. Inoltre, è un fatto che la richiesta di energia sia in costante aumento da decenni.

Oggi la consapevolezza sui temi legati alle fonti energetiche non rinnovabili e la crescente attenzione verso la tutela ambientale forniscono una motivazione ulteriore (economica, politica, culturale) verso un adeguamento su larga scala in questa direzione.

In questo quadro si sono collocati, già prima del lockdown, gli incentivi in forma di detrazione fiscale del 65%, per gli interventi che determinassero un miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici, tra i quali il cappotto termico, la sostituzione di vecchi sistemi di generazione di calore, l’installazione di nuovi impianti di riscaldamento, l’adozione di serramenti di nuova generazione, ecc.

Ma lo scenario attuale, come si diceva, è da considerarsi straordinario in tutti i sensi: l’obiettivo è quello d’incoraggiare l’intero mercato a rompere finalmente gli indugi. Così il Decreto Rilancio porta l’aliquota al 110% con il Superbonus e introduce la formula della cessione del credito per massimizzare la portata e gli effetti della misura.

Un circolo virtuoso, se vogliamo: in questo modo tutti gli attori del settore, dall’azienda produttrice fino al cliente privato (passando per il costruttore e l’installatore) sono potenziali fruitori delle opportunità legate alle agevolazioni, con l’interessante effetto collaterale dell’ulteriore diffusione di una solida cultura della sostenibilità e dell’efficienza. Perché è esattamente questo il fulcro delle normative che regolano l’applicazione degli interventi: il miglioramento dell’efficienza energetica degli impianti (e quindi degli edifici).

Un’opportunità da cogliere

Come sappiamo, il Superbonus prevede due tipologie di interventi trainanti, la prima dedicata agli interventi di isolamento termico delle superfici opache e la seconda alla sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti e la contestuale modifica dei sistemi di regolazione, distribuzione ed emissione. Congiuntamente ad almeno uno dei due, e con la garanzia di un miglioramento di due classi energetiche, è possibile beneficiare della massima aliquota anche per le spese legate a interventi di efficientamento energetico relativi a un’ottimale distribuzione e gestione del calore.

Recepite queste indicazioni, sarebbe estremamente semplice puntare a soddisfare i requisiti normativi promuovendo la gamma dei sistemi radianti Valsir. Ma sarebbe anche un’interpretazione puramente commerciale (e piuttosto miope) dell’opportunità rappresentata dal momento storico. Tanto più che, come si diceva poco sopra, oggi il mercato deve misurarsi con un interlocutore privato molto più informato e consapevole che in passato. La nozione di efficienza energetica ha in effetti rivoluzionato il concetto di comfort abitativo, che ne è diretta conseguenza.

In altri termini, lo standard residenziale si affaccia sempre più convintamente verso la soluzione dell’impianto termico combinato in grado di riscaldare, deumidificare, raffrescare e ricambiare l’aria riducendone gli inquinanti interni, come, ad esempio, l’umidità, la Co2, i pollini o i Cov (composti volatili organici). E con il minimo impatto ambientale.

Le premesse ideali, dunque, per integrare nell’abitazione un impianto di Ventilazione Meccanica Controllata, il sistema che prevede il continuo rinnovo di aria pulita all’interno di un locale e che diventa estremamente efficiente grazie a uno scambiatore di calore. Questo elemento è il cuore tecnologico dell’impianto: evita in primis il problema della dispersione energetica legato all’apertura delle finestre. In secondo luogo, provvede a trasferire l’energia termica dall’aria estratta dal locale, quindi già riscaldata o raffrescata, al flusso in ingresso, anche quando quest’ultimo ha una temperatura sensibilmente diversa.

Grazie a rendimenti del recupero termico che possono raggiungere percentuali del 90% e più, il riciclo dell’aria diventa quindi estremamente efficiente ed energeticamente sostenibile. Il sistema Vmc diventa, in sostanza, parte integrante di un edificio ad elevate prestazioni energetiche provvisto di involucri altamente isolanti.

Per questa ragione, nella lista degli interventi detraibili, l’impianto di Ventilazione Meccanica Controllata è a tutti gli effetti uno dei più utili da prevedere quando si affronta una pratica per l’accesso al Superbonus, poiché elemento funzionale determinante in una proposta di riqualificazione energetica che si prenda davvero cura del patrimonio edilizio.

Enrico Mistrorigo | Direttore Vendite Italia Valsir.

Enrico Mistrorigo | Direttore Vendite Italia Valsir

«Sono palesemente necessari una riduzione e uno snellimento della macchina burocratica messa in opera dal Decreto Rilancio in merito al Superbonus 110% (ma lo stesso si potrebbe dire per gli incentivi del 50% e del 65%). Si percepisce vividamente come il mercato colga con entusiasmo quest’opportunità, ma l’enorme ed estenuante produzione documentale richiesta dal legislatore a volte porta il privato semplicemente a desistere. Anche una migliore informazione sulle modalità di accesso all’iniziativa potrebbe produrre alcuni benefici, soprattutto nella gestione dei costi (e questo vale sia per il privato sia per lo Stato). Le potenzialità del Superbonus per il mondo delle costruzioni sono senza alcun dubbio enormi, soprattutto considerando che questo settore negli ultimi vent’anni ha affrontato sfide incredibili, e sofferto come nessun altro: eppure rimane uno dei pilastri dell’economia italiana. Ma ancora una volta (non ci smentiamo mai), intenzioni del tutto condivisibili e premesse assolutamente logiche hanno generato un “carrozzone” disordinato, complicato, costoso ed esasperante. Vedremo nel prossimo futuro quali saranno gli effetti reali di questa formula, rispetto a quanto finora è stato ipotizzato. Il nostro auspicio, in ogni caso, è che il legislatore possa rivedere e semplificare le procedure, per consentire finalmente a quest’iniziativa di diventare il nuovo impulso che il nostro patrimonio edilizio merita».