Costruttori Edili | Manifesto per le elezioni politiche 2018

Ance: tavolo anti crisi e decalogo dei temi strategici per il rilancio dell’edilizia

Il presidente dell’Ance Gabriele Buia ha illustrato il documento «Manifesto per le elezioni politiche 2018» contenente una serie di proposte comuni dei costruttori edili e delle sigle del comparto edile per dar vita al rilancio del settore chiedendo anche precisi impegni da parte delle forze politiche impegnate nella campagna elettorale.

Per la prima volta Ance, Legacoop produzione e servizi, Anaepa Confartigianato edilizia, Cna Costruzioni, Fiae Casartigiani, Claai, Aniem, Confapi Aniem, Oice e Consiglio nazionale degli ingegneri hanno presentato in modo unitario alla politica e alla pubblica opinione il Manifesto della filiera per rilanciare il settore delle costruzioni.

Questo avviene dopo un decennio di forte crisi che ha ridotto il comparto dell’edilizia del 33%, cancellato 600mila posti di lavoro e dimezzato completamente gli investimenti in opere pubbliche.

Elemento cardine del documento illustrato è un elenco di priorità e d’interventi necessari per rimettere in moto un’industria in grado di far crescere l’Italia di mezzo punto percentuale in più all’anno, di creare nuova occupazione, anche recuperando quei 600mila posti di lavoro persi negli anni della crisi, e di accelerare la ripresa economica.

Gabriele Buia | Presidente Ance

Gabriele Buia | Presidente Ance.

«Il nostro obiettivo è creare le condizioni per superare una crisi che è ormai una crisi di sistema e che ha impedito al settore di agganciare la ripresa che invece ha riguardato altri comparti produttivi. Proprio per questo se il Paese vuole veramente tornare a crescere e si vuole creare occupazione sul territorio in modo stabile, è più che mai necessario, che la politica e chi sarà chiamato a governare nei prossimi anni ci ascolti e traduca in provvedimenti operativi le nostre proposte. Bisogna dar vita a un tavolo permanente di crisi con imprese, Governo, istituti bancari, rappresentanze sindacali ed enti appaltanti affinché si formino misure di interventi immediati che diano ossigeno alle imprese: cito il pagamento dei crediti arretrati verso la pubblica amministrazione, l’abolizione dello split payment, l’assoluzione dei contenziosi in corso d’opera».

Decalogo dei temi strategici

Sono dieci i grandi temi strategici sui quali la filiera delle costruzioni ha chiesto una serie di azioni e impegni concreti.

In primo luogo il rilancio delle infrastrutture, eliminando gli ostacoli che finora hanno impedito la trasformazione degli stanziamenti in cantieri, e la richiesta di rivedere il Codice degli Appalti, che non è riuscito a imprimere il tanto atteso cambio di passo e, ancora, sostenibilità, economia circolare e rigenerazione urbana, con progetti e visioni concrete, anche sul fronte fiscale, per favorire il recupero delle aree degradate e la riqualificazione del patrimonio immobiliare italiano.

Centrali anche gli interventi sollecitati in tema di lavoro e di sicurezza dei lavoratori ma, soprattutto, la richiesta forte che è venuta da parte di tutta la filiera è quella che venga finalmente varata una vera politica industriale per le costruzioni, capace non solo di restituire competitività al settore ma anche di favorirne i necessari processi di rinnovamento.

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Video presentazione del Manifesto politico 2018
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