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Decarbonizzazione: gli obiettivi Rockwool per il 2034

Con l’approvazione della Science Based Targets initiative per i suoi nuovi obiettivi di decarbonizzazione, Rockwool potrà rafforzare ulteriormente la propria posizione di azienda a emissioni di carbonio nette negative, anche attraverso l’utilizzo di una tecnologia di fusione elettrica per la produzione che consente di passare dal carbone al gas naturale o biogas.

Rockwool, azienda leader a livello mondiale nella realizzazione di prodotti in lana di roccia, ha presentato i suoi obiettivi di decarbonizzazione globale, basati su evidenze scientifiche, verificati e approvati dalla Science Based Targets initiative (Sbti). Gli elementi chiave del piano di decarbonizzazione di Rockwool includono:

  • taglio del 38% delle emissioni assolute di gas serra degli stabilimenti entro il 2034.
  • riduzione del 20% delle emissioni assolute di gas serra prodotte durante il ciclo di vita (non derivanti dagli stabilimenti) entro il 2034.

Gli obiettivi, che integrano quelli di sostenibilità già esistenti, equivalgono a un’ambiziosa riduzione di un terzo delle emissioni dei gas serra durante tutto il ciclo di vita dei prodotti entro il 2034, garantendo al contempo una continua riduzione dell’intensità di carbonio (emesso per tonnellata prodotta).

Rockwool | I nuovi obiettivi di decarbonizzazione globale integrano quelli di sostenibilità già esistenti e prevedono la riduzione di un terzo delle emissioni dei gas serra durante il ciclo di vita dei prodotti entro il 2034.

I nuovi impegni verso la decarbonizzazione si fondano sul fatto che Rockwool è già un’azienda a emissioni nette di carbonio (Co2) negative, in quanto nell’arco di tutto il ciclo di utilizzo, l’isolamento per edifici venduto nel 2019 comporterà un risparmio sulle emissioni di carbonio di 100 volte rispetto a quelle generate durante la sua produzione.

Inoltre, la capacità di riciclare infinitamente la lana di roccia senza alcuna perdita a livello di prestazioni distingue questo prodotto dai materiali da costruzione non riciclabili, che devono invece essere bruciati negli inceneritori, con conseguenti emissioni a fine vita. Il riciclo della lana di roccia presso gli stabilimenti dell’azienda contribuisce a ridurre le emissioni di carbonio legate alla produzione.

Partendo dagli sforzi pluridecennali di Rockwool per migliorare l’efficienza energetica delle proprie attività, la riduzione delle emissioni dirette, derivanti dalla produzione, costituisce un punto chiave nell’innovazione tecnologica dell’azienda.

Attualmente Rockwool sta sviluppando una tecnologia di fusione elettrica su vasta scala, idonea dal punto di vista ambientale per quei paesi in cui la rete elettrica è già a basse emissioni di carbonio.

Per questo motivo lo stabilimento di Moss, in Norvegia, è stato scelto come sede di un progetto pilota per quello che diventerà il più grande fusore elettrico del settore. Con l’avvio del nuovo fusore, le emissioni di carbonio dello stabilimento norvegese diminuiranno approssimativamente dell’80%.

Mentre prosegue nel proprio cammino verso la decarbonizzazione, l’azienda sta già raccogliendo i vantaggi dei considerevoli investimenti fatti nella tecnologia di fusione, che consente di passare dal carbone a combustibili a minore intensità di carbonio come il gas naturale o il biogas, negli impianti in cui viene utilizzata questa tecnologia.

Oltre a convertire i due stabilimenti in Danimarca al gas naturale nel 2020 e al biogas certificato come climaticamente neutro nel 2021, Rockwool convertirà, sempre nel 2021, uno degli stabilimenti in Polonia al gas naturale, mentre lo stabilimento più recente, attualmente in costruzione negli Stati Uniti, utilizzerà fin da subito gas naturale invece del carbone. L’azienda ha in programma di convertire altri stabilimenti utilizzando questa tecnologia di fusione flessibile in termini di combustibili, passando dal carbone al gas nei prossimi anni. (vb)

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