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Vincenzo Monaco e Amedeo Luccichenti – Opera completa

Una monografia completa edita da Electa Architettura, autore Paolo Melis, racconta l’attività professionale di due grandi architetti romani degli anni trenta: Vincenzo Monaco e Amedeo Luccichenti. Il libro ricostruisce la loro opera sullo sfondo della storia del Paese che va dalla fine dell’Italia mussoliniana all’Italia del boom e della dolce vita.

Edita da Electa Architettura la prima monografia che ricostruisce e porta nuova luce sull’attività professionale di Vincenzo Monaco e Amedeo Luccichenti a cura di Paolo Melis, architetto e professore di Progettazione architettonica e urbana presso la Sapienza di Roma.

Vincenzo Monaco (Roma 1911–1969) e Amedeo Luccichenti (Isola del Liri 1907 – Neully-sur-Seine 1963), architetti attivi a Roma dalla prima metà degli anni ‘30 sono stati tra i più significativi interpreti del filone più vivo del movimento moderno che in Italia come altrove si batté contro tutto ciò che tendeva a condizionare negativamente l’evoluzione dell’architettura, contribuendo ad affermare l’identità e la vitalità dell’architettura italiana nel mondo negli anni della ricostruzione e dello sviluppo economico ed industriale del paese.

Le loro figure e la loro fama di architetti sono indissolubilmente legati al successo e all’immagine dello Studio Monaco e Luccichenti fondato intorno al 1936-37 e destinato a diventare uno dei luoghi di punta di un nuovo modo di fare architettura, dove le sinergie di gruppo, gli alti specialismi, la garanzia di un prodotto di qualità e la capacità di saper trattare i vari aspetti della complessa materia progettuale sono stati in grado di fare la differenza: due personalità diverse ma un’unica solidale esperienza dell’architettura; un binomio la cui originalità di approccio al progetto e il cui stile inconfondibile travalicarono ben presto i ristretti confini nazionali per porsi all’attenzione della critica e della stampa specializzata internazionale.

Amici dei più importanti artisti, poeti e intellettuali italiani del loro tempo, sono stati tra i più influenti e fervidi sostenitori dell’apertura del progetto architettonico alle correnti più avanzate e sperimentali dell’arte italiana moderna e contemporanea.

Questa monografia, la prima sull’opera di Monaco e Luccichenti, colma un inspiegabile vuoto di conoscenze, ricostruisce, sullo sfondo di una storia del paese che va dal finecorsa dell’Italia mussoliniana all’Italia del boom e della dolce vita, un capitolo di architettura italiana in grado di riassegnare il posto a due suoi legittimi interpreti, tanto più significativi ed emergenti quanto più difficilmente collocabili nelle usuali categorie di Novecento e di Razionalismo.

Nelle intenzioni dell’autore, questo libro vuole trasmettere anche dei messaggi non solo ai cultori dell’architettura ma soprattutto alle nuove generazioni evidenziando la forza e la positività dei due architetti, che non sono mai venute a mancare nemmeno nei momenti più difficili della storia: gli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, caratterizzati da grandi difficoltà esistenziali e scarsità di mezzi, furono, infatti, vissuti con la gioia dell’essere sopravvissuti e testimoniati, nella ripresa economica della ricostruzione, da una grande ed esemplare produzione progettuale.

Corredano il volume materiali di grande valore storico-documentario e artistico fotografie, disegni, progetti, carteggi che compongono il ricco archivio lasciato dai due professionisti romani ed oggetto, recentemente, di una significativa donazione da parte degli eredi al Museo MAXXI di Roma.

Autore: Paolo Melis
Casa editrice: Electa Architettura
Pagine: 336
Prezzo: 100 euro

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