Monza | Demolizione residenziale e industriale

Buone pratiche: demolizione e smaltimento

A Monza, in via Baracca, si è provveduto alla demolizione di un edificio residenziale con attigua struttura industriale ormai in disuso da anni.

Si tratta di una superficie complessiva di 4.000 mq di cui 600 mq di struttura residenziale e 3.400 industriale. La demolizione di entrambe le strutture ha comportato la stesura di un piano di sicurezza denominato ordine delle demolizioni ai sensi del dpr 164/56 nel quale sono state definite le varie operazioni, la loro sequenza e le misure di prevenzione adottate. Per la corretta redazione del documento è stato fondamentale l’analisi preventiva dell’edificio per valutare il progetto originario risalente agli anni ’60 e le eventuali modifiche intervenute nel tempo in modo che ogni eventuale difetto di costruzione fosse accertato.

Preparazione del cantiere. Si è programmato di eseguire il lavoro in una settimana e i tempi sono stati rispettati nonostante già il terzo giorno la neveavesse coperto il cantiere. Il primo giorno ci si è premurati di verificare che le utenze e tutte le interferenze fossero scollegate poi si è montata la pinza e preparato il cantiere con le opere provvisionali di sicurezza. Prima di tutto sono stati posizionati i rafforzamenti nelle parti che potevano cedere per le sollecitazioni prodotte dalle macchine. Di norma vengono realizzati con puntellamenti o con opere di carpenteria metallica. Quindi si è provveduto a isolare l’area dagli edifici circostanti, perché sito in centro città e perchè  il perimetro era quasi totalmente attiguo a un’altra abitazione: i fabbricati vicini sono stati protetti con mantovane parassassi e, oltre alle usuali transenne di divieto, è stato applicato un cartello di divieto sul cancello di accesso perchè nessuno potesse accedere se non accompagnato dal capocantiere.

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Le fasi di demolizione. La prima fase demolitoria ha riguardato le strutture di copertura in legno che ha comportato una preventiva opera provvisoria affinché la caduta non provocasse danni al perimetro esterno e sottofalda. I detriti rimossi sono stati allontanati con apparecchiatura di sollevamento. Si è passati poi alla rimozione dei solai lignei: ciò ha comportato prima la rimozione dell’assito e la successiva rimozione dell’orditura sottostante con l’aiuto di piccoli ponti o trabattelli. Quest’operazione ha richiesto la schiodatura dell’orditura secondaria e il taglio delle travi principali per poterle rimuovere e allontanare facilmente.
L’impresa ha proceduto con la demolizione del caseggiato composto da cemento armato poi sono state rimosse tutte le parti accessorie, serramenti, coperture in guaine bituminose, parti in ferro e tutto quello che non fa parte della struttura edile. Poi si è passati all’abbattimento con escavatori muniti di pinze (escavatore cingolato a raggio compatto Cat 311D) demolendo così la struttura in calcestruzzo e separando la parte in acciaio delle armature per poi conferire alle apposite discariche i materiali cerniti e differenziati.
Le parti metalliche sono state demolite usando il procedimento inverso la costruzione: gli elementi sono poi stati trasportati con una pinza di sollevamento per depositarli nel rimorchio. Il getto continuo di acqua ha provveduto a ridurre lo spargimento di polveri.
Per procedere con la demolizione della struttura industriale si è attesa l’autorizzazione del perito che ha effettuato la bonifica per eventuali rischi di presenza di amianto o altri rifiuti pericolosi, come è prassi pur essendo la struttura in disuso da molti anni. Nei giorni successivi si è proceduto con la rimozione del tetto del fabbricato con l’escavatore cingolato Cat 325 demolition munito di pinza escavatrice rimuovendo prima le parti in ferro e poi la muratura in cemento armato con la stessa procedura utilizzata per il caseggiato.
Finito il lavoro di demolizione si è provveduto alla raccolta dei detriti con pale compatte e recuperati gli scarti di ferro e cemento. Infine è stato preparato il terreno con un rullo ferro gomma Hamm BB650.

Il recupero delle macerie. L’azienda di demolizione Cassavia è dedita al riciclaggio delle macerie del cantiere. Il riciclaggio dei materiali da demolizione avviene con i mezzi tecnologicamente avanzati: frantoi e vagli che trasformano le macerie e i rifiuti non pericolosi provenienti da demolizione in materiale di differente pezzatura, destinato al riutilizzo nel campo stradale ed edile. «Non bisogna sottovalutare che lo smaltimento dei rifiuti da demolizione ha un costo significativo per le imprese che li producono, mentre il recupero per ottenerne altre materie prime, dette appunto materie prime secondarie (mps), diventa economicamente interessante: l’impiego delle mps viene inoltre incentivato dal legislatore in conformità agli indirizzi espressi in sede comunitaria riguardo alle politiche ambientali degli stati membri dell’UE, perché può ridurre il prelievo di risorse naturali e rendere residuale il loro trasferimento in discarica» così si è espresso con noi il sig. Cassavia affermando anche che: «Riciclare in cantiere è conveniente economicamente poiché vi è l’abbattimento dei costi di trasporto dei rifiuti e la diminuzione dei tempi di lavoro per il carico dei rifiuti». Nel cantiere di Monza sono state recuperate le macerie costituite da mattoni forati e pieni, coppi e tegole, mattonelle per pavimenti e rivestimenti, cemento, le traverse in legno e acciaio, caricati sui rimorchi adeguatamente suddivisi e destinati ai centri di smistamento che rigenerano e riutilizzano i materiali per l’edilizia.

Pannello ecologico. In particolare il legno di infissi e solai sono stati trasportati nei magazzini del Gruppo Saviola, con sede in Italia a Viadana in provincia di Mantova, specializzato in rigenerazione e riciclo delle materie prime, nella tecnologia di raccolta, cernita e trasformazione del legno.
Il legno di fatti in passato veniva utilizzato una sola volta e poi bruciato nelle discariche, oggi riciclare una materia prima come il legno è doveroso per contrastare il disboscamento. Il legno rigenerato serve per produrre il Pannello ecologico, un pannello realizzato al 100% con legno riciclato a bassissime emissioni di formaldeide. Il vantaggio di utilizzare questo pannello è duplice sia sotto un profilo di ecosostenibilità e salvaguardia del nostro patrimonio forestale producendo 1,5 milioni di tonnellate di legno post-consumo all’anno, sia perché riduce i volumi destinati alla discarica e determina minor impatto ambientale.
(Testo, foto e video di Giovanna Ferraresi)

 

Francesco Cassavia, impresa e direzione lavori.

Chi ha fatto Cosa
Impresa demolitrice: Cassavia srl, Canegrate (Mi)
Direzione lavori: Francesco Cassavia
Capocantiere: Marino Casarotto
Rimozione dei materiali inerti: Cava Eges
Geologo: dott. Stefano Fishi, Cesilab, Turbigo (Mi)
Progettista: arch. Nicola Anguilano
Smaltimento legno: Gruppo Saviola
Rifiuti ingombranti plastica, carta, mobili: Sede ecologica, Legnano
Rottami ferrosi: ditta Donati Bruno, Legnano

Leggi anche: Decostruzione, ovvero Sicurezza e riciclo >>

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