Venezia | Ospedaletto Ire

Il piano di Byrne per l’Ospedaletto di SS. Giovanni e Paolo

Il progetto urbanistico, affidato dall'Ente al noto architetto portoghese Gonçalo Byrne, è stato presentato ieri dall'assessore comunale all'Urbanistica, Ezio Micelli, e dalla presidente dell'Ire, Giovanna Cecconi a Ca' Farsetti.

Il complesso dell’Ospedaletto di San Giovanni e Paolo a Venezia, di proprietà dell’Ire, sarà oggetto nei prossimi anni di un importante intervento di recupero, che porterà alla valorizzazione dei lotti gotici e alla realizzazione di un vero e proprio nuovo quartiere, attraverso cui si raggiungeranno direttamente le Fondamente Nuove, con 100 alloggi destinati al social housing, spazi e attrezzature culturali, superfici destinate ad attività commerciali e quasi 5000 metri quadri di aree verdi aperte al pubblico. Il progetto urbanistico, affidato dall’Ente al noto architetto portoghese Gonçalo Byrne, è stato presentato ieri dall’assessore comunale all’Urbanistica, Ezio Micelli, e dalla presidente dell’Ire, Giovanna Cecconi a Ca’ Farsetti.
«L’interesse per questo piano da parte dell’amministrazione – ha spiegato Micelli – è duplice, perché da un lato prevede la restituzione alla città di una zona attualmente sottoutilizzata, creando nuove relazioni urbane, e dall’altra perché realizzerà 14mila metri quadri di residenza a canone calmierato, in parte restaurando edifici esistenti e in parte costruendone di nuovi. Si tratta di un intervento portato avanti in una logica profondamente sussidiaria, perseguendo una strategia condivisa. L’Ire ha presentato il suo piano all’amministrazione, affinché questa lo faccia diventare un’iniziativa pubblica. Dopo le prime valutazioni il Comune deve ora maturare i contenuti del piano, per giungere alla sua adozione definitiva, da parte della Giunta. Di assoluta importanza, per questo, il fatto che i contenuti del piano siano già stati preliminarmente condivisi con la Soprintendenza. Il recupero dell’Ospedaletto si inserisce nel consolidamento di tutto il fronte nord della città, a cui l’assessorato ha lavorato intensamente negli ultimi tre anni».
Da parte sua l’Ire ha cercato non solo la condivisione con l’amministrazione, ma anche il coinvolgimento con lo Iuav, per analizzare l’insula di San Giovanni e Paolo nel suo complesso: è proprio da quest’analisi, portata avanti a partire dal 2009, che è emersa l’idea di collegamento con le Fondamente Nuove, divenuta fulcro del progetto di Byrne.
«Il nostro obiettivo – ha ribadito Cecconi – era quello di dare un contributo per contrastare l’esodo del ceto medio dalla città storica». Questo dopo aver preliminarmente provveduto a realizzare e/o recuperare strutture di accoglienza alternative per gli ospiti dell’ex Ospedaletto (Gazzera, San Lorenzo e Zitelle, aperte tra il 2006 e il 2008), aperte e integrate con la città. Proprio in previsione del fatto che l’ultima di queste, le Penitenti a San Giobbe, verrà inaugurata il prossimo ottobre, liberando di fatto l’intero complesso, l’essere giunti nel frattempo alla definizione del Piano di recupero risulta di enorme importanza, soprattutto per la ricerca di possibili investitori. Complessivamente l’intervento dovrebbe costare 40milioni di euro.

Dati dimensionali di progetto

  • Residenza a canone calmierato (superficie lorda di pavimento) 14010 mq – circa cento nuovi alloggi
  • Commercio (superficie lorda di pavimento) 3300 mq
  • Attrezzature d’interesse comune (superficie lorda di pavimento) 3715 mq
  • Verde e percorsi pubblici 4932 mq

Il piano prevede

  • la realizzazione di circa 100 nuovi alloggi a canone calmierato in edifici esistenti da restaurare e di nuova edificazione
  • spazi e attrezzature culturali negli edifici di pregio architettonico e di valore testimoniale per l’intera comunità
  • superficie destinata ad attività commerciali al fine di rendere più attrattivo il quartiere e sostenibile l’intervento
  • la realizzazione di aree verdi percorsi pubblici per circa 4932 mq

Gli biettivi della trasformazione

  • Il recupero di un ruolo strategico all’interno della città
  • la risposta a un’importante domanda abitativa nel centro storico di Venezia.

Il progetto di recupero per l’area dell’ex Ospedaletto si fonda su due principi fondamentali: apertura alla città dell’ambito di progetto, consentendo l’attraversamento del Complesso, fino ad ora occupato dalla casa di riposo per anziani, con il collegamento fra Barbaria delle Tole e le Fondamenta Nuove, attraverso l’apertura di una rete continua di spazi pubblici; il recupero della morfologia originaria dei lotti gotici, anticamente sviluppati, negato dallo sviluppo urbano del XX secolo.
Le coperture dei nuovi edifici saranno praticabili. Il tetto diventa suolo su cui camminare, affacciandosi sui tetti della città e sulla laguna. In questo nuovo luogo urbano, attrezzato a verde, si possono individuare punti di accesso controllato anche per i non residenti, dove prevedere piccole attività ricettive e di servizio quali bar, ristorante, belvedere e giardino pubblico.
Si prevede di giungere all’adozione del Piano di Recupero entro il mese di Giugno

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