Guida pratica | Affresco e puliture

Integrazione tra dipinti e stucchi per la basilica di San Siro a Genova

Viene sottolineata la delicatezza di questo intervento caratterizzato anche dalla decisione di conservare tracce degli eventi storici che avevano segnato profondamente l’importante chiesa del centro storico di Genova. Effettuati i lavori sugli elementi decorativi in stucco della volta e del paramento murario.

La basilica di San Siro, una delle più antiche chiese cattoliche di Genova, eretta secondo la tradizione nel IV secolo, fu inizialmente intitolata ai Dodici Apostoli; vi fu seppellito il santo vescovo Siro e divenne la prima cattedrale di Genova.
Nel 1580 l’intera ala meridionale della chiesa fu distrutta da un incendio e i Padri Teatini ne decisero la totale ricostruzione.
La paternità del progetto del nuovo edificio barocco, strutturato secondo le forme previste dalla Controriforma, è incerta: dagli storici è alternativamente attribuito al Vannone (al quale si deve con certezza la cappella Pinelli all’interno della chiesa), al padre teatino Andrea Riccio o a Daniele Casella.

Il soffitto della cappella prima dei lavori.
Il soffitto della cappella prima dei lavori.

I lavori, iniziati nel 1584, si protrassero fino al 1619, quando fu completata la cupola. Le decorazioni interne furono realizzate nel corso di tutto il XVII secolo mentre la facciata principale, in stile neoclassico, sarebbe stata realizzata solo nell’Ottocento.

Nel 1904 per scongiurarne il crollo fu decisa la demolizione dell’antico campanile romanico, che aveva evidenziato pericolose fessurazioni. La chiesa subì gravi danni a causa di bombardamenti durante la seconda guerra mondiale e fu restaurata negli anni immediatamente successivi.

In particolare furono distrutte due cappelle della navata di sinistra e l’altare di nostra Signora della Provvidenza. Tra il 2007 e il 2008 sono stati eseguiti restauri delle decorazioni e degli affreschi delle cappelle e del presbiterio. L’attuale restauro si è concluso nel 2015.

Il ciclo di dipinti murali all’interno dell’edificio è stato realizzato con una buona tecnica ad affresco, su intonachino di malta di calce e inerti misti, steso su arriccio e lisciato, con probabili parti pittoriche eseguite a secco.
Il ciclo di dipinti murali all’interno dell’edificio è stato realizzato con una buona tecnica ad affresco, su intonachino di malta di calce e inerti misti, steso su arriccio e lisciato, con probabili parti pittoriche eseguite a secco.

Linee generali. L’intervento di restauro nella navata sinistra della Chiesa di San Siro ha interessato:

  • affreschi della navata sinistra corrispondenti alle cappelle di San Matteo (già della disputa dei Dottori) e di San Pio X (già della Pietà);
  • paramento in marmo del fronte delle due cappelle;
  • statua in stucco ubicata nella nicchia tra le due cappelle;
  • voltino della prima cappella denominata di san Matteo.

Nella presente scheda si descrive l’intervento sugli stucchi e sugli intonaci «a marmorino».

Le parti dipinte si integrano in maniera magistrale con gli stucchi appositamente studiati e disposti per far loro da completamento.
Le parti dipinte s’integrano in maniera magistrale con gli stucchi appositamente studiati e disposti per far loro da completamento.

Gli affreschi. Il ciclo di dipinti murali all’interno dell’edificio è stato realizzato con una buona tecnica ad affresco, su intonachino di malta di calce e inerti misti, steso su arriccio e lisciato, con probabili parti pittoriche eseguite a secco, metodo usuale nel periodo in cui sono stati eseguiti i dipinti.

I lacerti pittorici che si possono osservare sulle volte delle prime due campate della navata sinistra e sul voltino della cappella di San Matteo mostrano, a un esame visivo puntuale caratteristiche simili a quelle presenti sul resto delle superfici dipinte della chiesa e difatti quest’ultima venne interessata da un progetto unitario di decorazioni pittoriche concepito ed eseguito durante tutto il secolo diciassettesimo.

In corso d’opera, durante il cantiere del 2014, sono state eseguite alcune indagini diagnostiche che hanno permesso di approfondire meglio la conoscenza dei materiali e di adeguare correttamente gli interventi. Le parti dipinte si integrano in maniera magistrale con gli stucchi appositamente studiati e disposti per far loro da completamento.

Lo stato di conservazione degli affreschi in oggetto di restauro era, in generale, precario, i maggiori danni riscontrabili erano le lacune piuttosto estese nella partitura dipinta.
Lo stato di conservazione degli affreschi in oggetto di restauro era, in generale, precario, i maggiori danni riscontrabili erano le lacune piuttosto estese nella partitura dipinta.

Il degrado. Lo stato di conservazione degli affreschi in oggetto di restauro era, in generale, precario. I maggiori danni riscontrabili erano le lacune piuttosto estese nella partitura dipinta; esse sono state causate dai bombardamenti che hanno colpito la chiesa durante la seconda guerra mondiale.

Negli anni successivi alla fine del conflitto si intervenne a riparare i danni con una nuova copertura e con il risarcimento degli ampi brani di intonaco caduto. Ad un esame visivo sembrava che la malta usata per l’esecuzione degli intonaci nuovi fosse cementizia.

La superficie pittorica si presentava quasi illeggibile essendo assolutamente opacizzata per la presenza di probabili ridipinture, di spessi depositi di polvere e da parti carboniose dovute ai fumi conseguenti le esplosioni dei bombardamenti.

Particolare degli stucchi degradati prima del lavoro di restauro.
Particolare degli stucchi degradati prima del lavoro di restauro.

Si evidenziavano anche ampie zone degradate, per effetto delle infiltrazioni di acqua meteorica, le cui tracce potevano essere lette nelle parti alte del paramento marmoreo e degli intonaci, dove erano presenti segni delle percolature; erano anche presenti macchie, efflorescenze saline, disgregazioni e sollevamenti di pellicola pittorica e di intonachino dovuti al fenomeno della solfatazione.

Oltre a ciò erano presenti importanti fessurazioni e micro lesioni diffuse. La pellicola pittorica originale era interessata da un impoverimento della materia che si manifestava con erosione della superficie e polverizzazione dello strato pittorico.

Durante il cantiere è stato eseguito il riconoscimento dei sali solubili, nelle zone all’interno, dove vi sono efflorescenze saline da umidità ambientale e di percolazione, per avere il quadro oggettivo della solfatazione e del conseguente aumento di porosità e decoesione delle superfici.

Avanzato stato di degrado degli elementi in stucco.

Descrizione e stato di conservazione degli stucchi. Gli elementi in stucco, la statua monumentale all’interno della grande nicchia di marmo posta tra le due cappelle e i residui frammenti di decorazione barocca sul voltino della prima cappella, si trovavano in uno stato di degrado a tratti avanzato e preoccupante.

La grande statua era interessata dalla presenza di uno spesso strato di pulviscolo grasso che, specialmente nelle parti rivolte verso l’alto, era stato in parte assorbito nella «pelle» del materiale. Si rilevava inoltre un problema strutturale nella parte alta del bastone retto dalla mano destra del santo; il ferro di armatura, arruginitosi, aveva provocato la rottura del rivestimento in stucco facendone cadere alcuni frammenti.

Nel voltino della prima cappella, le parti superstiti del rivestimento in stucco erano ridotte a lacerti di materiali gravemente compromessi. La presenza di sali in quantità e i danni di diversa natura avevano provocato rotture, distacchi e sfarinamenti del materiale.

GUIDA AFFRESCO

Gli interventi. Tutte le superfici affrescate sono state pulite con asportazione di polvere; si è ritenuto in accordo con la Soprintendenza di rimuovere anche alcuni vecchi ritocchi e ridipinture localizzate (per gli affreschi a vista) e delle ritinteggiature a tempera decoesa in quanto il materiale era troppo compromesso.

Questa operazione è stata eseguita prima a secco, e poi con l’ausilio di adeguati solventi. Allo stato attuale il contenuto di acqua nella muratura può essere ancora presente e questo potrà causare l’ulteriore formazione di patine saline sulla superficie, da rimuovere nel corso degli interventi previsti dal piano di manutenzione.

Gli elementi in stucco, la statua monumentale all’interno della grande nicchia di marmo posta tra le due cappelle e i residui frammenti di decorazione barocca sul voltino della prima cappella, si trovavano in uno stato di degrado a tratti avanzato e preoccupante.
La statua monumentale all’interno della grande nicchia di marmo posta tra le due cappelle e i residui frammenti di decorazione barocca sul voltino della prima cappella, si trovavano in uno stato di degrado a tratti avanzato e preoccupante.

Interventi sugli elementi decorativi in stucco della volta. Gli originali stucchi attualmente presenti sulla volta, sono stati realizzati direttamente sul posto utilizzando un impasto di sotto fondo a base di calce idraulica naturale mischiata con inerti misti di fiume.

La pelle di finitura è stata realizzata utilizzando un impasto a base di grassello di calce stagionato e inerti fini e finissimi di polvere di marmo bianco Carrara. Tale finitura a marmorino è realizzata ad affresco modellando l’impasto in giornata. L’approccio che è stato adottato per il giusto recupero è di considerare tutti questi elementi ricolmando quindi le lacune presenti utilizzando una tecnica costruttiva affine e materiali compatibili.

In primo luogo si sono effettuate le seguenti lavorazioni:

  1. asportazione meccanica attraverso l’uso di bisturi di tutti gli elementi incoerenti e di tutte quelle porzioni di stuccature cementizie recentemente applicate
  2. in zone, caratterizzate da un deposito molto adeso e penetrato in profondità, per eliminare tale deposito sono stati messi in opera impacchi di polpa di carta e carbonato d’ammonio
  3. altre parti in stucco, sono state invece recuperate iniettando malta fluida di calce idraulica mediante appositi aghi, oppure inserendo perni in fibra di carbonio utili a sostenere il peso della malta.

La superficie delle lacune colmate, rimane sotto livello rispetto alla superficie originale.
Riassumendo gli interventi sulle parti in stucco presenti nel paramento murario, sono stati i seguenti:

  • pulitura a bisturi delle parti incoerenti e strati di scialbo
  • asportazione delle recenti stuccature realizzate in cemento
  • impacchi di polpa di carta e acqua distillata per l’asportazione di sali
  • impacchi di carbonato di ammonio per asportazione di sporco profondo
  • consolidamento della superficie originale utilizzando idrossido di calcio
  • ricostruzione delle lacune con stessa tecnica costruttiva e di materiali uguale all’originale.
Gli originali stucchi attualmente presenti sulla volta, sono stati realizzati direttamente sul posto utilizzando un impasto di sotto fondo a base di calce idraulica naturale mischiata con inerti misti di fiume.
Gli originali stucchi attualmente presenti sulla volta, sono stati realizzati direttamente sul posto utilizzando un impasto di sotto fondo a base di calce idraulica naturale mischiata con inerti misti di fiume.

Riflessioni a margine dell’esperienza. Si sottolinea la delicatezza di tutto questo intervento, che ha visto in alcuni casi, prendere la coraggiosa decisione di conservare tracce anche degli eventi storici che avevano segnato così profondamente questa importante chiesa del centro storico genovese.

Per quanto riguarda gli interventi da effettuarsi sugli stucchi vi è da sottolineare la particolarità di tali elementi: essi infatti assommano caratteristiche e problemi degli elementi plastici ma nello stesso tempo hanno una superficie pittorica. Uno dei problemi ricorrenti è il deterioramento delle «armature» interne dell’elemento a stucco; nel caso si tratti di elementi in ferro, spesso, per infiltrazioni, si hanno ossidazioni, aumento di dimensione del ferro e conseguente spaccatura dell’intonaco soprastante. Nell’intervento risulta quindi necessario accertarsi, in fase diagnostica, della reale stato di conservazione dell’elemento e solo dopo, intervenire sulla superficie.

La pelle di finitura è stata realizzata utilizzando un impasto a base di grassello di calce stagionato e inerti fini e finissimi di polvere di marmo bianco Carrara.
La pelle di finitura è stata realizzata utilizzando un impasto a base di grassello di calce stagionato e inerti fini e finissimi di polvere di marmo bianco Carrara.

Glossario.
Stucco. con il termine stucco si intende un impasto di calce e polvere di marmo in varie proporzioni. Questo impasto venne usato in passato sia come strato di finitura di opere architettoniche, per imitare i rivestimenti marmorei, sia per modellare rilievi decorativi (cornici, statue). Uno schema riassuntivo delle fasi di lavorazione è il seguente:

  1. sbozzatura del supporto murario con l’eventuale uso di mattoni spezzati per definire i maggiori aggetti,
  2. ferri di armatura inseriti nella sbozzatura, sono generalmente costituiti da perni o grossi chiodi, talvolta viene usato anche del fil di ferro ritorto,
  3. abbozzatura: è il primo strato di stucco a granulometria grossolana, con la quale si comincia ad abbozzare i rilievi,
  4. realizzazione e trasferimento sulla superficie del disegno preparatorio: inciso sull’abbozzatura ancora fresca, a volte si fa uso di colore,
  5. realizzazione degli strati superficiali: generalmente più di uno a granulometria decrescente; ogni strato viene applicato quando il precedente è ancora umido,
  6. realizzazione del modellato superficiale: la maggior parte della decorazione viene eseguita in opera modellando lo stucco ancora umido con le mani e rifinendo le superfici con stecche e pennelli bagnati.
  7. eventuale applicazione di cornici ed elementi ripetitivi: elementi della decorazione realizzati per primi con l’ausilio di raffetti e controforme in legno (di cui spesso si trovano i segni sulle opere).

Chi ha fatto Cosa
Settori operativi: interventi sugli stucchi e sui marmorini negli interni della chiesa di San Siro a Genova
Direttore dei lavori: arch. Paolo Cardo
Progettazione dell’intervento di restauro e impresa esecutrice: Orlando Lastrico, Luca Taccia
Alta sorveglianza: Soprintendenza per i Beni architettonici della Liguria (arch. G. Bozzo)

Orlando Lastrico, stuccatore
e Daniela Pittaluga,
 Ssbap-già Scuola di specializzazione in restauro dei monumenti, Università di Genova