Saie 2016 | Rapporto Federcostruzioni

L’appello di Federcostruzioni al Governo: servono misure incisive per la ripresa

Per Federcostruzioni bisogna puntare sull’innovazione e la digitalizzazione dei processi produttivi includendo la filiera delle costruzioni nella strategia Industria 4.0. Dal Governo si attende perseveranza per il rilancio del mercato dei lavori pubblici, il potenziamento degli incentivi per la riqualificazione e la messa in sicurezza degli edifici privati e la riqualificazione del territorio, delle scuole e del patrimonio edilizio.
Saie 2016 | Installazione artistica al centro della Piazza del Laterizio Città minime del fotografo Matteo Mezzadri.
Saie 2016 | Installazione artistica al centro della Piazza del Laterizio Città minime del fotografo Matteo Mezzadri.

Federcostruzioni, come di consueto, ha presentato il proprio rapporto annuale (QUI la sintesi) in occasione del Saie parlando di «primi segnali positivi per la filiera delle costruzioni dopo otto lunghi anni di crisi stimando per quest’anno un piccolo incremento del valore della produzione per il 2016 (+0,7%), dopo la perdita dello 0,5% nel 2015 e del 3% nel 2014».

Il vicepresidente di Federcostruzioni Luigi Di Carlantonio e il segretario generale Luigi Perissich hanno ricordato che il periodo che va dal 2008 al 2015 è stato drammatico per la filiera delle costruzioni che  ha visto andare in fumo 131 miliardi di euro (quasi il 30% del valore della produzione) perdendo 674mila posti di lavoro.

In termini assoluti è il comparto delle costruzioni ad avere perso un più consistente valore della produzione (-79,4 miliardi di euro). Tutti i settori che compongono la filiera hanno sofferto la crisi. I dati positivi dell’export hanno infatti attutito l’effetto negativo della forte contrazione della domanda interna.

In termini relativi le flessioni più consistenti si sono manifestate nei settori dei laterizi (-72,4%), del commercio delle macchine per il movimento terra, da cantiere e per l’edilizia (-59,5%), del cemento e calcestruzzo (-54,1%), dei bitumi e dell’asfalto (-45,2%), della siderurgia (-42,4%), dei prodotti del vetro (-42,1%), del commercio delle macchine per il movimento terra (-41,4%).

COSA CI SI ASPETTA DAL GOVERNO

Grande attesa dunque per le misure che il Governo si appresta a mettere in campo nella prossima legge di bilancio sul fronte delle regole per il rilancio del mercato dei lavori pubblici, nel campo del potenziamento degli incentivi per la riqualificazione e la messa in sicurezza degli edifici privati e la riqualificazione del territorio, delle scuole e del patrimonio edilizio.

Per Federcostruzioni «bisogna inoltre puntare sull’innovazione e la digitalizzazione dei processi produttivi, includendo la filiera delle costruzioni nella strategia Industria 4.0 che rappresentano le grandi sfide che le imprese devono saper cogliere per  lasciarsi alle spalle la crisi e poter dare un contributo decisivo alla ripresa dell’intera economia. Le potenzialità del settore d’altronde sono ancora enormi. Basti pensare che un aumento di domanda di un miliardo di euro nelle costruzioni genera, come si evidenzia nel rapporto, una ricaduta complessiva sull’intero sistema economico di oltre 3,5 miliardi, con la relativa creazione di 15.555 unità di lavoro».

1 commento

  1. Facciamo un censimento degli edifici e regolarizziamo quelli che da anni hanno in corso domande di condono ponendo come condizione per la concessione della sanatoria l’impegno alla messa a norma degli edifici ed alla sottoscrizione di una polizza assicurativa a copertura dei possibili rischi (sismico, idraulico, etc).
    Avremmo così un rilancio dei lavori edili (oggi non è possibile fare interventi manutentivi su edifici non sanati) e metteremo sul mercato un patrimonio edilizio oggi sommerso, con benefici fiscali e con ritorni positivi sull’uso del suolo.

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