Progetto Casa Italia | Prime audizioni

Rpt ha presentato al Governo il Piano di prevenzione del rischio sismico

I presidenti degli ordini professionali associati alla Rete delle Professioni Tecniche hanno consegnato al presidente del Consiglio Matteo Renzi e al sottosegretario Claudio De Vincenti un documento contenente proposte immediatamente agibili a breve, medio e lungo termine e con principi di obbligatorietà dell'azione e degli interventi di messa in sicurezza degli edifici.

È un documento che «pesa» quello presentato al Presidente del Consiglio Renzi dai vertici della Rete delle Professioni Tecniche: si tratta della proposta per la definizione di un Piano di prevenzione del rischio sismico, il tutto nell’ambito delle consultazioni finalizzate all’elaborazione del progetto Casa Italia.

Da sinistra, il presidente dei geometri Maurizio Savoncelli, il presidente dei geologi Francesco Peduto, il coordinatore della Rete delle Professioni Tecniche l’ing. Armando Zambrano con il viceministro Claudio De Vincenti.

Un documento chiaro, essenziale nei suoi cinque capitoli, completo nelle ipotesi delineate di finanziamento e, soprattutto, contenente principi di obbligatorietà e scala di priorità che non possono essere elusi vista la situazione drammatica delineata dello stato del Paese.

Un documento dove la figura dei professionisti competenti e soprattutto adeguatamente formati riesca ad operare nei confronti della pubblica amministrazione secondo il principio della sussidiarietà senza la necessità di creare nuove strutture burocratiche ma agendo con celerità e con la convinzione che esiste già una specifica normativa di riferimento così come non mancano strumenti e procedure per attuare l’azione di prevenzione.

Ing. Armando Zambrano | Coordinatore della Rpt
«Abbiamo percepito la volontà del Governo di affrontare sul serio la questione della messa in sicurezza delle abitazioni. Noi della Rete con il nostro piano di prevenzione del rischio sismico riteniamo si possa passare al più presto a una fase operativa, anche attraverso la semplificazione normativa, la definizione delle priorità nella messa in sicurezza, la previsione di incentivi per i cittadini interessati. In prospettiva, poi, il fascicolo del fabbricato permetterà di facilitare la conoscenza dello stato di sicurezza di ogni singolo edificio, avviando un percorso virtuoso che dovrà portare ogni italiano ad avere una casa sicura».

Geom. Maurizio Savoncelli | Consigliere Rpt
«Abbiamo cercato di dare al Presidente del Consiglio alcuni suggerimenti che consentano al progetto Casa Italia di avere delle gambe solide su cui camminare. Abbiamo proposto uno screening preventivo sulla vulnerabilità sismica, basata sulle singole categorie di rischio, che durerà alcuni anni. In seguito, potrà essere utilizzato uno strumento già esistente, la banca dati catastale, aggiungendo per ciascun edificio anche il dato relativo al livello di sicurezza. Successivamente si tratterà di affrontare il tema dei costi della messa in sicurezza degli edifici. Nel caso di strutture pubbliche sarà lo Stato a doverle mettere a disposizione. Per quanto riguarda i privati, occorrerà studiare delle politiche di incentivi fiscali oppure contributi a fondo perduto per gli incapienti. Infine, bisognerà occuparsi dei cittadini che non hanno una conoscenza piena del tema della vulnerabilità sismica».

 Arch. Giuseppe Cappochin | Consigliere Rpt
«Siamo molto soddisfatti per l’apertura del Presidente del Consiglio a una strategia di ampio respiro per il futuro delle città che ponga l’uomo al suo centro. Importante, poi, che per la prima volta si sia parlato di finanziamenti sui progetti accorpando le risorse che per raggiungere gli obiettivi non dovranno più essere frazionate e quindi disperse. Positivo che si stia anche immaginando un nuovo modello di ‘rigenerazione’ – così come da anni sostengono gli architetti italiani – che avvii la realizzazione della ‘città del futuro’ ricostruendo un’immagine unitaria di contesti urbani oggi invece sempre più privi di identità».

Geologo Francesco Peduto | Consigliere Rpt
«Come geologi abbiamo sottolineato la necessità di stare attenti a cosa si mette dentro questo progetto, in modo da non perdere di vista gli obiettivi principali. Questi si potranno considerare conseguiti soltanto se giungeremo a una conoscenza tecnico-scientifica ottimale dei nostri territori. A tal proposito abbiamo evidenziato il ritardo clamoroso nella realizzazione della carta geologica d’Italia (il progetto Carg è iniziato nel 1988 e attualmente non copre nemmeno il 50% del territorio italiano) e della microzonazione sismica dei territori, fondamentale per definire gli effetti di sito dei luoghi. I geologi e la Rete hanno dato la più completa disponibilità al Governo per portare avanti insieme ed in sinergia il progetto Casa Italia».

Il testo completo del Piano di prevenzione del rischio sismico elaborato dalla Rete delle Professioni Tecniche

1 commento

  1. Nell’ultima eruzione dell’Etna 2002 sono stati effettuati dei sopralluoghi per segnalazioni di danni ed eventuale criticità delle abitazioni a Linguaglossa.
    Ebbene hanno dichiarato tante abitazioni non agibili e quindi dovevano essere messi in sicurezza, come la normativa prevede (molto discutibile in quanto sono stato un tecnico ed anche costruttore) non c’erano i soldi e quindi tante case sono rimaste inagibili oggi chiuse con la responsabilità che se cade una tegola e a carico del proprietario, ma non si può abitare e nemmeno affittare ma intanto paghiamo l’imu anche se al 50%. E poi non capisco perchè ogni volta che si forma una commissione non c’è un costruttore, perchè non ha il titolo ho perchè forse potrebbe dare qualche suggerimento importante.

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