Nuovo Codice degli appalti | Considerazioni & auspici

Subappalto: il sindacato vuole un dietro front del Governo e la reintroduzione del limite del 30% all’utilizzo del subappalto

Secondo i rappresentanti della Filca-Cisl il presidente dell’Anac ha giustamente rilevato come liberalizzando il subappalto si lasci alla pubblica amministrazione un potere eccessivo. Per la Cna la riforma del Codice degli appalti è da ritoccare soprattutto per non danneggiare le micro imprese.

Si sta approfondendo lo schema di decreto che conterrà il nuovo Codice dei contratti pubblici approvato il 3 marzo scorso dal Consiglio dei ministri. Commissioni parlamentari di Camera e Senato esprimeranno i pareri insieme al Consiglio di Stato e alla Conferenza unificata affinché si arrivi a rispettare il termine di presentazione definitivo fissato per il 18 aprile prossimo. Tra i temi in discussione le modifiche interessano per il nuovo Codice appalti il subappalto, la progettazione, i criteri di aggiudicazione e la qualificazione.

Raffaele Cantone | Presidente Anac
Raffaele Cantone | Presidente Anac.

Raffaele Cantone, presidente della Autorità nazionale anticorruzione, in audizione ha posto l’accento sul problema antimafia e subappalto: «nel Codice degli appalti non c’è riferimento alla disciplina antimafia. In tempi brevi è stato fatto un buon lavoro ma c’è ancora qualche problema come la tecnica del rinvio. Si rischia di creare confusione e qualche confusione nel Codice già c’è sugli aspetti del subappalto».

Per quanto concerne la riduzione delle stazioni appaltanti Cantone ha parlato di assoluta novità in riferimento all’attuazione della logica qualitativa del nuovo meccanismo della qualificazione con una maggiore trasparenza, l’abbandono del prezzo più basso e una maggiore discrezionalità per la Pa.
Anche negli interventi dei vari relatori in audizione, il subappalto è emerso come uno dei nodi da sciogliere soprattutto perché sono saltati i limiti vigenti.

Maurizio Bernava | Segretario confederale della Cisl
Maurizio Bernava | Segretario confederale della Cisl.
Franco Turri | Segretario generale Filca Cisl
Franco Turri | Segretario generale Filca Cisl.

Le considerazioni della Filca-Cisl. Il segretario confederale della Cisl, Maurizio Bernava, e il segretario generale della Filca-Cisl Franco Turri, commentando le dichiarazioni del presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, hanno sostenuto che «le parole di Cantone rappresentano esattamente la sintesi della nostra posizione sul subappalto, dopo le contestate modifiche all’articolo 105 del Codice appalti. Sapere che il sindacato ha un alleato così autorevole è la migliore garanzia per ottenere un dietrofront del governo e la reintroduzione del limite del 30% all’utilizzo del subappalto. Cantone ha giustamente rilevato come liberalizzando il subappalto si lascia alla pubblica amministrazione un potere eccessivo. A nostro avviso la norma, se non sarà modificata, provocherà un danno duplice: per il sistema delle imprese, che in questo modo va incontro ad una ulteriore frammentazione, e per i lavoratori, condannati alla precarizzazione e sempre più esposti al rischio di infortunio.
Il governo ha giustificato l’eliminazione del limite del 30% con la necessità di adeguare la normativa italiana a quella europea.
Ma forse non ricorda che in Francia e Germania, dove il subappalto è libero, aprire una impresa edile è possibile solo con requisiti severi e precisi. L’unico modo per ottenere questo è l’introduzione, nel nostro sistema, della Patente a punti, uno strumento semplice che proponiamo da anni e che garantirebbe la qualificazione e la selezione delle imprese».

Daniele Vaccarino | Presidente Cna.
Daniele Vaccarino | Presidente Cna.

Le considerazioni della Cna. Daniele Vaccarino, presidente di Cna ritiene che la riforma del codice degli appalti sia da ritoccare in particolare per non danneggiare le micro e piccole imprese: «chiediamo di determinare il livello massimo della quota di opere da poter subappaltare. Tranne che per le opere specialistiche oggi non è previsto e questo va a penalizzare fortemente le piccole e micro imprese, proprio quelle a cui viene affidata l’effettiva realizzazione dei lavori.
Inoltre è necessaria una maggiore attenzione ai consorzi, che riteniamo siano uno strumento fondamentale per consentire la partecipazione delle pmi al mercato degli appalti pubblici. Purtroppo la riforma invece prevede al momento solo poche righe rinviando così tutto alla regolamentazione successiva».

1 commento

  1. la ns cinquantennale esperienza di impresa nel settore edile appalti pubblici ci dice che la così tanto decantata riforma del codice degli appalti non produrrà
    alcun miglioramento concreto per le piccole e medie imprese , continuare a privilegiare il sistema della cosidetta “offerta economicamente più vantaggiosa”, comporta inutili maggiori costi per le imprese partecipanti e la facoltà da parte delle commissioni giudicatrici di aggiudicare l’appalto alla ditta più “simpatica”!!
    Non meno vergognosa è l’idea di qualche committente che già in sede di gara
    pretende il p r o g e t t o d e f i n it i v o(costi variabili tra 15-20.000 euro) e questo solo per partecipare (art. 53 codice appalti), le imprese anche storiche chiudono i battenti e NESSUNO FA NIENTE ????

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