Edilizia Residenziale | Cervignano del Friuli, Udine

Casa L: quando la tecnologia costruttiva detta la forma

I dettagli della facciata di Casa L ricordano che l’anima dell’abitazione è in legno. La porzione di rivestimento in facciata e tutta la nicchia del soggiorno sono in tavole trattate a cera. La costruzione non è caratterizzata da sistemi spinti di prefabbricazione e la maggior parte delle lavorazioni è avvenuta in cantiere. Solo la struttura portante, in pannelli in legno lamellare, proveniva dallo stabilimento. L’inesistenza dell’acquedotto pubblico ha resi necessari un pozzo artesiano e l’installazione di una pompa di calore acqua/acqua a cui è collegato un sistema di riscaldamento radiante a pavimento e di deumidificazione estiva.

Arch. Margherita Mattiussi | Progettista e direttore lavori

Arch. Margherita Mattiussi | Progettista e direttore lavori.

«La tecnologia costruttiva scelta è il sistema monolitico in legno, costituito da pannelli X-Lam, con interessanti caratteristiche sia per quanto riguarda la possibilità di espressione formale, sia per le prestazioni in termini di efficienza energetica sia invernale che estiva. La costruzione vuole dichiarare apertamente il suo «essere di legno», senza mascherare totalmente la scelta costruttiva per assomigliare a una realizzazione in muratura tradizionale. Qui il legno si manifesta nella struttura di solaio e tetto, nella scala interna, nei rivestimenti esterni, nelle porzioni di pavimentazione esterna in corrispondenza delle nicchie. Il legno coesiste in armonia con il bianco puro della finitura esterna ed interna e con il grigio scuro delle parti metalliche».

La percentuale della richiesta delle case energeticamente efficienti ed eco-friendly nei materiali utilizzati, sia per esigenze di tipo semplificativo nei cantieri sia ambientale, sembra aver trovato un’adeguata risposta nelle tecnologie costruttive in legno. Tuttavia questo ha inizialmente attivato un processo d’importazione di tale tecnica costruttiva da paesi pionieri assieme a una modalità stilistica, senza porsi alcuna questione né di tipo climatico, né tantomeno di tipo formale. Di conseguenza il rischio primo è quello di proporre modelli atopici e decontestualizzati. Il secondo problema inoltre è l’attribuzione a posteriori di tale tecnologia costruttiva a un disegno dato, spesso pensato per essere realizzato con un sistema tradizionale.

Vista della facciata prospiciente alla strada caratterizzata dal rivestimento in legno, dalla piccola terrazza centrale e dal portico piano realizzato in pannelli X-Lam.

Si deduce l’esigenza di pensare ad architetture ad hoc, in cui è la tecnologia costruttiva a suggerire nuove scelte formali o nuovi modi di affrontare scelte formali conosciute. In questo caso il disegno della casa unifamiliare nasce unitamente alla scelta della tecnologia costruttiva, traendo da essa stessa stimolo per l’idea formale e materica, in vista di un’unità tra estetica e tecnica.

La parte impiantistica è particolarmente complessa e ancora una volta è stata la singola situazione a suggerire la soluzione. Data l’inesistenza dell’acquedotto pubblico, la necessità di creare un pozzo artesiano ha portato alla scelta d’installazione di una pompa di calore acqua/acqua che già naturalmente sfrutta le proprietà del terreno. Essa è collegata a un sistema di riscaldamento radiante a pavimento e di deumidificazione estiva, e alimentata da un impianto di 6kW installato in copertura.

Realizzazione delle fondazioni in calcestruzzo armato con solaio a terra areato, attraverso elementi tipo igloo per permettere lo smaltimento del gas radon. Il percorso e la fuoriuscita dell’aria sono garantiti dalle tubazioni che collegano le camere tra le porzioni di fondazione e dai tubi fuoriuscenti in parete.
Realizzazione dei cordoli di rialzo in calcestruzzo armato sulle travi di fondazione. Su di essi poggiano le pareti in legno portanti, restando staccate da terra e dal finito interno.

Articolazione del progetto

L’abitazione unifamiliare si sviluppa su due piani fuoriterra. Al piano terra la zona giorno, con un ampio studio progettato ai fini della futura adattabilità a camera da letto accessibile e al piano primo la zona notte. A piano terra la facciata nord-ovest si apre con un’alta apertura che permette l’ingresso della luce diffusa. Lo squarcio a tutt’altezza di due piani si apre su un acero che segna le stagioni, cambiando il suo colore. All’interno, dietro questa grande vetrata, un foro a tutta altezza attraversa i piani.

Fase del montaggio del piano terra.

Il piano primo si articola invece tra spazi chiusi e semiaperti, tra stanze e terrazze che comunicano con l’esterno. I dettagli di facciata ricordano che l’anima dell’abitazione è in legno: la porzione di rivestimento in facciata e tutta la pelle della nicchia del soggiorno sono rivestimenti in tavole trattate a cera. Due portici piani, uno sul lato prospiciente alla strada, l’altro intimo sul retro, permettono di vivere la casa anche all’esterno e presentano anch’essi una superficie in legno a vista.

Le fasi di lavoro

La costruzione non è caratterizzata da sistemi spinti di prefabbricazione, bensì la maggior parte delle lavorazioni è avvenuta in cantiere. Soltanto la struttura portante è giunta in cantiere sottoforma di pannelli in legno lamellare a strati incrociati (X-Lam) già completi di fori per porte e finestre e di fresate per la risalita degli impianti a parete.

Fase del montaggio delle strutture X-Lam del piano primo.
Vista delle pareti del piano primo, già sagomate e fresate.

Le fondazioni dell’abitazione sono state realizzate in calcestruzzo armato, opportunamente dimensionate per carichi più limitati come quelli del legno. Su tutto il reticolo delle fondazioni sono stati realizzati dei cordoli di rialzo, sempre in calcestruzzo armato, sui quali poggiano le pareti con funzione portante. Questo dettaglio, allora studiato dalla ditta costruttrice, permetteva di mantenere rialzato il piano di appoggio della parete in legno rispetto al piano finito interno.

Fase di posa dei cappotti in sughero espanso da 10 cm di spessore, con viti e tasselli.

In circa due settimane sono state poi posate le strutture in legno: pareti in pannelli X-Lam (abete a strati incrociati) provenienti dall’Austria di spessore 126 mm per i portanti e 83 mm per i divisori non portanti, solai e copertura in travi a vista e tavolato di abete. Le strutture sono state completate con la posa dei portici piani realizzati in pannelli X-Lam, poggiati su strutture metalliche verticali. La fase successiva ha visto il completamento del pacchetto di copertura con isolamento in pannelli di sughero espanso da 14 cm, camera di ventilazione e manto di copertura in coppi, nonché la posa della lattoneria in rame.

Fase di rasatura, durante la seconda mano è stata annegata la rete in fibra di vetro.
Vista della nicchia del portico della zona giorno: il cappotto in sughero e i rivestimenti interni in cartongesso.

È stato quindi realizzato in opera il cappotto in pannelli di sughero espanso dello spessore di 10 cm, successivamente rasato e finito con prodotto con tecnologia SiSi (silicati e silossani). All’interno invece sono stati applicati sulle pareti, a placcaggio, le lastre di cartongesso, poi tinteggiate. All’esterno, le parti non tinteggiate del cappotto sono state rivestite con telo antipioggia e tavole in abete impregnate e trattate a cera, fissate con viti su listelli verticali in abete. Le nicchie dell’ingresso e del portico sono state pavimentate con doghe di legno Ipe Lapacho, posate su correnti metallici.

Posa della pavimentazione a decking in legno Ipe Lapacho. Le doghe sono state assicurate tramite clip (senza viti), a loro volta fissate a correnti metallici posti su marciapiede in pendenza.

Chi ha fatto Cosa

Progetto: Casa L
Committente: privato
Progetto architettonico e direzione lavori: arch. Margherita Mattiussi, Udine
Progetto strutturale, progetto impianti, coordinamento sicurezza: ing. Loris Borean, Pordenone
Impresa edile: Naturabita srl, Udine